A Berlino nasce l’Archivio Europeo HIV/AIDS

Archivio europeoUno spazio per preservare la memoria e le esperienze del vivere con l’HIV è l’obiettivo dello “European HIV/AIDS Archive of the Humboldt-Universität zu Berlin”.

#PrepistDa- La PrEP è qui! Anche in Germania arriva la Pofilassi Pre-Esposizione pubblica e gratuita

prepDallo scorso primo settembre anche in Germania la PreP, la profilassi Pre-Esposizione, viene erogata gratuitamente dal sistema sanitario pubblico a tutte le persone dai sedici anni in su, che possano essere esposte al rischio di contrarre l’HIV. Si tratta di una svolta importante per il paese dove il tema è stato, da subito, oggetto di un acceso dibattito pubblico.

Ancora una meta per Gareth Thomas

Gareth Thomas 2I suoi successi sul campo lo hanno reso una leggenda ma ora a celebrarne il coraggio non sono più solo i suoi supporter sportivi. Il campione di rugby Gareth Thomas, quarantacinque anni, già Capitano della nazionale del Galles, dopo aver dichiarato apertamente nel 2009 la sua omosessualità, ha deciso di rivelare al mondo di avere l’HIV, una scelta poco consueta tra i personaggi pubblici di ogni paese. 

Verso il rifinanziamento del Global Fund: l’Italia c’è

Giuseppe ConteL’Italia aumenterà il suo contributo al Fondo Globale per la lotta ad Aids, Tubercolosi e Malaria nel triennio 2020-2022: lo ha annunciato a fine agosto, dal G7 svoltosi a Biarritz, il premier Giuseppe Conte, ora alla guida di un nuovo governo e di una nuova coalizione.

“Le comunità al centro”: rapporto UNAIDS 2019 sullo stato dell’HIV/AIDS nel mondo

UNAIDS 2019 bisProgressi importanti ma anche segnali molto preoccupanti nella risposta globale all’HIV/AIDS: è l’allarme lanciato dal “Global Update 2019” di UNAIDS, “Le comunità al centro”, aggiornamento sullo stato dell’HIV/AIDS nel mondo, presentato lo scorso 16 luglio a Eshowe, in Sudafrica con un focus particolare sull’importanza dell’azione delle community e presso le comunità.

Verso il rifinanziamento del Fondo Globale, si muove la società civile

Global FundNel corso del 2019 si terranno degli eventi cruciali per il sostegno globale all’accesso alla salute di tutti e tutte e per il perseguimento dell’Agenda ONU 2030 sullo sviluppo sostenibile: a fine agosto un’importante agenda sulla salute globale sarà all’ordine del giorno del G7 a presidenza francese che si terrà a Biarritz, il 23 settembre è in programma la prima riunione di Alto Livello sulla Copertura Sanitaria Universale delle Nazioni Unite, mentre il 10 ottobre avrà luogo, sempre in Francia, a Lione, la sesta Conferenza di Rifinanziamento del Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria.

Presentato l’ultimo libro bianco sulle droghe. Tutti i fallimenti della “guerra dei trent’anni” nel dossier curato da associazioni e terzo settore.

La guerra dei 30 anniDura da oltre trent’anni, ha provocato danni devastanti, infinite tragedie personali e collettive, risultati fallimentari ma non è ancora finita: la guerra alla droga in Italia non sembra conoscere tregua. Mentre in tutto il mondo civile si assiste a cambiamenti radicali o, almeno, all’avvio di serie analisi sulle politiche di contrasto alla droga fin qui globalmente adottate, l’Italia sembra avviarsi verso un ulteriore arretramento nelle retrovie del proibizionismo, della repressione, della criminalizzazione del consumo. E’ il quadro che emerge dal decimo libro bianco sulle droghe presentato a Roma lo scorso 26 giugno.

Un questionario per migliorare la salute delle persone con HIV in Italia

Restaincurahiv campaign 3Migliorare la salute delle persone con HIV: è l’obiettivo di un progetto di studio nazionale dal titolo “Linkage to care in HIV. Un ulteriore tassello all’analisi del continuum of care in HIV in Italia”, ossia un’indagine sul percorso di cura che si attiva dal momento del test, e dunque della diagnosi, fino ad arrivare all’accesso alle terapie e ai servizi offerti per la gestione della salute in HIV.

Promossa dal Ministero della Salute, l’iniziativa è coordinata da INMI L. Spallanzani in collaborazione con Anlaids, Arcigay, Caritas, CICA, Circolo Mario Mieli, CNCA, Fondazione Villa Maraini, LILA, Nadir, NPS Italia, PLUS.

La tempestiva presa in carico del paziente dopo la diagnosi dell’infezione, l’accesso immediato ai trattamenti antiretrovirali e il raggiungimento della soppressione virologica -spiegano gli studiosi- hanno un impatto positivo sia per le singole persone con HIV in termini di aspettativa e qualità di vita, sia per la collettività in termini di riduzione della diffusione del virus e di contenimento di costi per il SSN”.

Per questo il trial si propone di conoscere e individuare le criticità del sistema, gli ostacoli soggettivi e oggettivi che le persone devono affrontare per accedere ai servizi e al percorso di cura seguito dopo la diagnosi. In questa fase, per suffragare lo studio, è stato lanciato un questionario, compilabile anche online, assolutamente anonimo, rivolto alle persone con HIV che abbiano ricevuto la diagnosi dopo il 1 gennaio 2016. Il questionario indaga i tempi e ciò che è successo tra gli eventuali primi segnali di HIV (es: esecuzione di un test rapido, di un auto-test, comparsa di sintomi), la diagnosi (eseguita tramite prelievo di sangue in una struttura del sistema sanitario nazionale) e l’inizio della terapia antiretrovirale con l’esecuzione di esami specifici (es: CD4, carica virale).

Se hai ricevuto una diagnosi tra il 2016 e 2019 compila il questionario! Ci aiuterai a migliorare il percorso di cura delle persone con HIV nel nostro paese. C’è tempo fino al 20 settembre 2019.

 Clicca qui per saperne di più e per accedere al questionario: 

RESTA IN CURA HIV – QUESTIONARIO –  https://quest.inmi.it/restaincuraHIV

A Milano dal 5 al 7 giugno ICAR 2019

Icar2019Si svolge a Milano l’undicesimo congresso nazionale di ICAR, Italian Conference on AIDS and Antiviral Research, il principale appuntamento scientifico italiano sull’HIV e su altre patologie virali. Ieri, presso l’Università degli Studi di Milano, la sessione inaugurale: “Parleremo di prevenzione, di PrEP, di U=U, di medicina personalizzata, dello stato della ricerca sull’eradicazione dell’HIV, di integrazione delle competenze” ha detto la Professoressa Antonella Castagna, della Presidenza di ICAR.

Consistenti sono anche quest’anno i “numeri” del simposio: 1305 i partecipanti, di cui 155 appartenenti alle community, 48 le sessioni scientifiche, 168 i poster in mostra per illustrare l’esito di ricerche e interventi, 450 gli/le studenti coinvolti nel concorso “RaccontART”.
L’evento intessa ormai da diversi anni i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori rendendoli protagonisti dell’informazione verso i loro coetanei attraverso l’uso di diverse forme di espressione artistica. La partecipazione è stata in costante aumento passando dalla produzione di trentatré elaborati nel 2015 ai centocinquanta di quest’anno. Tra gli eventi speciali di ICAR anche il servizio di test rapidi per HIV e HCV allestito presso gli spazi dell’Università: centosettanta i test eseguiti nella sola prima giornata, lo scorso primo giugno. Si prosegue durante i giorni del convegno fino al 7 giugno.

Dell’importanza di aver scelto un’importante Università quale sede del convegno ha parlato il Rettore dell’Ateneo milanese, il professor Elio Franzini: “Dopo il primo drammatico decennio dell’HIV nel nostro paese, ora i giovani rischiano di sottovalutare l’infezione –ha detto- per questo è importante che questo contegno si svolga qui e che si facciano i test”.

Focus sui giovani anche nell’intervento del professor Massimo Galli, Presidente SIMIT, la Società Italiana Malattie Infettive che promuove ICAR. “I ragazzi si attendono di essere informati sull’HIV dalla scuola –ha spiegato- molto meno dalla famiglia, dai propri amici o da internet. L’HIV non è un problema risolto che si possa derubricare o lasciare indietro –ha proseguito- la mancanza di informazione oltre ad alimentare l’infezione alimenta anche lo stigma verso chi ne è colpito”.

Tra gli interventi introduttivi anche quello di Sara Valmaggi, area solidarietà e cultura della Salute del Comune di Milano che ha ricordato come il capoluogo lombardo sia la prima città italiana ad aver aderito alla rete delle città “Fast-Track” delle Nazioni Unite, quelle cioè che si impegnano ad attivare tutti gli interventi necessari a debellare l’AIDS entro il 2030. Tra le iniziative la Valmaggi ha ricordato l’attivazione di un nuovo sportello per i counselling e i test rapidi sostenuto da tutte le associazioni milanesi.

Da registrare come una novità anche l’intervento della Chiesa Italiana con il saluto rivolto al Congresso dall’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini. “La Chiesa vuole un’alleanza con tutte le forze che sono impegnate nella lotta all’HIV, società civile, comunità scientifica, istituzioni – i cristiani sono contrari ad ogni stigma che bolli le persone riducendole ad una categoria. L’idea di un Dio che punisca le persone con malattie o flagelli è estranea al cattolicesimo” ha detto Delpino in un rovesciamento di fronte totale con l’indirizzo delle alte gerarchie ecclesiastiche italiane a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 secondo le quali l’AIDS era il flagello voluto da Dio per punire comportamenti immorali e l’omosessualità. Un segnale importante e non casuale, dunque, quello lanciato da Monsignor Delpino che ha insistito anche sulla necessità di prevenzione basata su percorsi educativi e non solo sulla mera informazione.

Una sessione della prima giornata è stata dedicata alla figura del professor Andrea De Luca, scomparso prematuramente lo scorso febbraio, ricordo che si è unito a quello della scomparsa del professor Ferdinando Aiuti e del professor Mauro Moroni, curato dal collega Adriano Lazzarin.
E’ stato infine un rappresentante delle community, Filippo von Schloesser, presidente di Nadir, a mettere il dito nella piaga sulle sfide finora disattese e che impegnano il quarto decennio dell’HIV in Italia: le infezioni non calano, l’avvio della sperimentazione della PreP è in ritardo di oltre un anno, il miglioramento della qualità e delle aspettative di vita per le persone con HIV non cresce più dal 2016 mentre stenta a farsi strada il principio U=U, ossia l’evidenza scientifica che ha dimostrato come le persone con HIV non siano infettive.

Carica virale HIV non rilevabile e allattamento al seno. Gli esiti di due ricerche britanniche.

allattamentoIl tema dell’allattamento da parte delle madri HIV + con carica virale non rilevabile, resta tra i più dibattuti ma anche tra i meno investigati, in parte per la scarsa consistenza delle corti di studio disponibili, in parte per le resistenze culturali che ancora ostacolano una ricerca scientifica di genere, fattore questo che influenza l’impostazione dei sistemi di sorveglianza e, dunque, la qualità dei dati raccolti.

U=U, le conclusione di PARTNER 2: otto anni di studi, oltre 100mila rapporti sessuali senza condom, zero contagi.

NOI POSSIAMOIl 2 maggio sono state pubblicate su “The Lancet” le conclusioni dello studio PARTNER 2, già anticipate lo scorso luglio, in occasione della Conferenza Internazionale sull’ AIDS di Amsterdam. Lo studio fornisce evidenze scientifiche definitive sul principio U=U, Undetectable= Untrasmittable,ossia le persone con HIV in trattamento ART (antiretrovirale), con carica virale non rilevabile (inferiore alle 200 copie per ml), non trasmettono sessualmente il virus. Se la prima fase dello studio aveva escluso con certezza rischi di trasmissione nei rapporti sessuali vaginali, la fase 2 ora li esclude definitivamente anche per i rapporti anali.