Tb gli sforzi non bastano 282x292 Copia

La Tubercolosi (TB) resta la malattia infettiva più mortale al mondo e, nonostante gli sforzi per contenerla, nel solo 2017 ha colpito circa dieci milioni di persone provocando un milione e 600mila decessi.La TB è anche la principale causa di morte tra le persone che vivono con l'HIV: 300mila nel 2017, circa un terzo di tutti i decessi correlati all’AIDS. La stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è che quasi un quarto della popolazione mondiale viva con un'infezione da tubercolosi latente. 

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test infoIl prossimo primo dicembre 2018 la Giornata mondiale contro l'AIDS, indetta dalle agenzie Onu che si occupano del contrasto e del trattamento del virus da HIV, compirà trent’anni. Istituita nel 1988, in occasione del vertice mondiale dei ministri della salute sui programmi per la prevenzione dell'AIDS, da allora, ogni anno, la WAD, (World Aids Day) punta a unire Stati membri e società civile, su obiettivi specifici della lotta all’HIV/Aids.

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90 90 90La regione europea dell’OMS è vicina al raggiungimento dell’obiettivo UNAIDS “90-90-90” che, entro il 2020, punta a diagnosticare il 90% di tutti i casi di HIV, ad assicurare almeno al 90% di tutte le persone diagnosticate l’accesso alle terapie ART e a far sì che il 90% di loro raggiunga la soppressione della carica virale. Tale obiettivo è giudicato necessario per conseguire la sconfitta dell’AIDS entro il 2030. Tuttavia, tra i 55 stati in esame si registrano livelli di diagnosi e continuità delle cure molto variabili, motivo per cui gran parte dei paesi della macro-regione sono a sforzi aggiuntivi per centrare il target.

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pasticcheNell’udienza dello scorso 13 settembre, a Monaco, l’Ufficio Europeo dei brevetti ha deciso di confermare, sia pure con alcune modifiche, il monopolio della Gilead Sciences sul Sofosbuvir. Il farmaco è quello che permette la cura e l’eradicazione dell’epatite C, un’infezione in crescita che, secondo stime dell’OMS, colpisce nel nostro continente almeno quindici milioni di persone, circa una su cinquanta, con circa 112.500 decessi ogni anno per patologie correlate come il cancro al fegato o la cirrosi.

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massimoI primi mesi del nuovo governo sono stati contrassegnati da decisioni, eventi, dibattiti che non possono non coinvolgere e interrogare anche la LILA, in quanto associazione da sempre impegnata nel campo della solidarietà, dei diritti, della salute delle persone. Allo stesso tempo è urgente comprendere quali siano le priorità da porre all’attenzione del nuovo esecutivo, già dal prossimo autunno, sui temi del contrasto all’HIV AIDS e dei diritti delle persone con HIV. Il presidente della LILA, Massimo Oldrini in questa intervista con la Direttora di Lilanews, Laura Supino, fa un bilancio di questi mesi e indica le priorità d’intervento dell’associazione per l’immediato futuro.

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Prep appL’efficacia della PrEP, la Profilassi Pre-Esposizione con l’impiego di farmaci ART (Truvada, tenofovir/emtricitabina) è ormai ampiamente riconosciuta dalla comunità scientifica come un metodo sicuro ed efficace per la prevenzione primaria dell’HIV in persone sieronegative a elevato rischio d’infezione e tutte le agenzie internazionali ne raccomandano una rapida implementazione.

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test infoLa fruizione e l’accesso al test per l’HIV continuano a essere fortemente ostacolate da troppe barriere di ordine amministrativo, culturale, economico, in Italia come in altri paesi del mondo. Tali ostacoli sono, ovviamente, diversi da paese a paese rispecchiando sia le differenti modalità di offerta da parte dei servizi sanitari nazionali, sia le differenti criticità socio-culturali. Tuttavia uno studio condotto da un gruppo di ricercatori coordinati da Brandon Brown, professore associato di medicina sociale, popolazione e sanità pubblica presso la Riverside's School of Medicine, Università della California, fornisce spunti interessanti per una riflessione generale, anche sul nostro paese. 

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Immagine2 video UUL’efficacia della PrEP  (profilassi pre-esposizione) e l’urgenza di garantirne l’accesso, la necessità di combattere ogni discriminazione legata all’HIV ma, soprattutto, le nuove evidenze a sostegno del principio U=U ovvero Undetctable= Untrasmittable: sono i grandi temi che hanno caratterizzato la XXII conferenza Internazionale sull’AIDS svoltasi ad Amsterdam tra il 23 e il 27 luglio 2018. Soprattutto su quest’ultimo punto la conferenza di Amsterdam sembra davvero aver segnato una svolta alla quale hanno concorso sia la campagna internazionale U=U, promossa da Prevention Access Campaign, alla quale aderisce anche la LILA, sia gli ultimi studi presentati. Il principio secondo il quale le persone con HIV, che abbiano una carica virale non rilevabile, non trasmettono il virus è ormai patrimonio della comunità scientifica mondiale, dei movimenti degli attivisti di tutto il mondo, di un numero crescente di istituzioni a partire dalla più prestigiosa: lo statunitense CDC, centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Atlanta. Per rafforzare l’importanza rivoluzionaria di questa evidenza scientifica, Prevention Acess ha realizzato, proprio in occasione di Amsterdam 2108, un bellissimo video sul tema U=U.

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Castagna04In diversi paesi del mondo –secondo dai dell’OMS- la popolazione con HIV che presenta fenomeni di farmacoresistenza, ha raggiunto livelli preoccupanti. In Italia la situazione è, fortunatamente, ben diversa ma questo non può e non deve indurre a dimenticare le particolari esigenze di salute della popolazione con HIV aventi ridotte opzioni di trattamenti ART. La professoressa Antonella Castagna, responsabile malattie infettive del San Raffaele di Milano, che si occupa da tempo della ricerca su questi aspetti, nonché della cura e dell’assistenza a questa fascia di popolazione, ha fatto il punto della situazione durante i lavori di ICAR, sia nelle sessioni scientifiche, sia in occasione del simposio di Nadir . “Are italian multi-class resistent patients becoming a neglected population?”, ossia: “I pazienti italiani multi-resistenti rischiano di essere un gruppo di popolazione dimenticato?” Questo il titolo della sua relazione ma anche una domanda alla quale già si possono dare delle importanti risposte.

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Libro bianco droghe nono

L’approccio proibizionista e securitario continua condizionare pesantemente le politiche sulle droghe. Lo si evince dai dati del nono libro bianco sulle droghe promosso da Società della Ragione insieme a Forum Droghe, Antigone, CGIL, CNCA, Associazione Luca Coscioni e con l’adesione di A Buon Diritto, Arci, Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica CGIL, Gruppo Abele, ITARDD, LegaCoopSociali, LILA. Il rapporto è stato presentato lo scorso 26 giugno, in  occasione della Giornata internazionale contro l’abuso di droghe e il narcotraffico, nell’ambito della campagna internazionale “Support. Don’t punish”, volta a combattere la criminalizzazione delle persone che usano sostanze illegali. Il rapporto, da quasi un decennio, si caratterizza come l’analisi indipendente più completa e approfondita sugli effetti della legislazione italiana rispetto al sistema penale, ai servizi, all’intera società.

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