PPE – Profilassi Post Esposizione

ppeNel caso in cui si sia corso un reale rischio d'infezione da Hiv, è possibile recarsi al pronto soccorso per valutare con il medico l'opportunità di sottoporsi ad un trattamento farmacologico per cercare di prevenire l'infezione. La valutazione tiene conto del fatto che il rischio di trasmissione in seguito ad una singola esposizione è comunque basso e che è inoltre dimostrata la non trasmissibilità del virus da parte di persone con Hiv e carica virale irrilevabile.

Le Linee Guida Italiane sull'utilizzo dei farmaci antiretrovirali indicano i casi in cui l'offerta della PPE è raccomandata e i casi in cui non lo è.

Per quanto riguarda la trasmissione sessuale – oltre che a seguito di violenza sessuale - la PPE è raccomandata in caso di:

  • rapporto recettivo anale o vaginale (con o senza eiaculazione interna) o eiaculazione in bocca, solo se il partner ha l’Hiv e carica virale rilevabile o se ci sono indizi di esposizione al rischio molto recente a carico del partner;
  • rapporto insertivo anale o vaginale, solo se il partner ha l'Hiv e carica virale rilevabile.

La PPE non è raccomandata in caso di rapporti orali vaginali (cunnilingus) sia fatti che ricevuti, per chi riceva una fellatio (ovvero inserisca il pene in una bocca) e per tutti i rapporti non penetrativi (petting). Nel caso in cui il partner sia Hiv positivo e abbia la carica virale stabilmente non rilevabile negli ultimi mesi, la PPE non è raccomandata nemmeno a chi ha praticato una fellatio ricevendo l’eiaculazione in bocca o in caso di rapporto anale o vaginale sia insertivo che recettivo.

La PPE deve essere iniziata al più presto (non oltre le 48 ore) e ha la durata di 4 settimane, durante le quali sono previsti dei controlli per verificarne la tollerabilità.

Sulle Linee Guida Italiane sull'utilizzo dei farmaci antiretrovirali si precisano le indicazioni, gli esami di base e i controlli per l'esposto, i regimi di profilassi e i regimi consigliati.

[ultimo aggiornamento: febbraio 2019]