Report delle attività e dei servizi di testing LILA

report icone testData: report annuali dal 2017 a oggi
Autore: LILA

L’esperienza della LILA nell’offerta di test rapidi è iniziata nel 2010 e nel corso degli anni si è andata consolidando attraverso la partecipazione a due sperimentazioni nazionali promosse dal Ministero della Salute nel 2012 e 2014, coordinate dall’INMI Spallanzani, e all’adesione all’European Testing Week fin dal 2013.
L’offerta di test, in diverse sedi LILA, è divenuto un appuntamento mensile o bimensile e quindi disponibile periodicamente, mentre in altri territori è prevalentemente legata all’European Testing Week, alla Giornata Mondiale di Lotta contro l’Aids e ad altre iniziative particolari.
Le equipe della LILA, appositamente formate, operano nel rispetto del protocollo europeo COBATEST promosso dalla Comunità Europea, offrendo in forma anonima e gratuita test per HIV, HCV e sifilide, presso le proprie sedi e in altri luoghi di ritrovo non convenzionali. A tutte le persone vengono inoltre offerti colloqui d’informazione e counselling. In caso di esito del test reattivo (ossia preliminarmente positivo) le persone sono inviate, attraverso percorsi facilitati di accesso, ai centri clinici di riferimento territoriali per l’esecuzione del test di conferma e l’eventuale presa in carico.

Ogni anno pubblichiamo un report delle attività.

A seguire potete trovare una sintesi dei dati e in allegato, a fondo pagina, i report dettagliati anno per anno in formato pdf.

Report 2020

  • Nel corso dei 12 mesi di attività, sono state 9 le sedi che hanno offerto i test: Bari, Cagliari, Como, Milano, Livorno, Piemonte, Salento, Toscana, Trentino.
  • Sono state 1.295 le persone che si sono rivolte ai nostri servizi di testing: 749 uomini (57,8%), 537 donne (41,5%) e 9 transgender. Si tratta prevalentemente di persone italiane (86,3%) e l’età media è di 32 anni. Rispetto ai comportamenti sessuali relativi all’ultima annualità, il 64,7% ha avuto rapporti eterosessuali e il 30,3% ha avuto rapporti omo e bisessuali; in particolare, gli MSM rappresentano oltre il 25% del totale. Oltre la metà dei contatti (54,4%) ha dichiarato di non aver usato il profilattico nell’ultimo rapporto sessuale e il 42% non aveva mai fatto il test per l’HIV.
  • Complessivamente sono stati effettuati 2.312 test rapidi: 1.280 per l’HIV, 574 per l’HCV e 458 per la sifilide. Sono risultati preliminarmente positivi 16 test: 9 test HIV, 5 test HCV e 2 test per la sifilide.
  • Test HIV - Delle 9 persone preliminarmente positive, 7 hanno fatto il test di conferma: in 4 casi il test ha confermato la diagnosi preliminare, mentre in 3 casi si è trattato di falsi positivi. Le due persone di cui abbiamo perso le tracce sono un uomo di 38 e una donna di 24 anni, entrambi italiani. Le 4 persone che hanno ricevuto la diagnosi di positività all’HIV sono: 3 uomini italiani di 30,40 e 61 anni e un uomo straniero di origine messicana di 22 anni. Si tratta in tutti i casi di MSM residenti a Milano che avevano già effettuato il test HIV in passato. 3 persone sono state prese in carico dai centri clinici di riferimento, ad esclusione dell’uomo di origine messicana.
  • Test HCV – Delle 5 persone preliminarmente positive, 2 hanno ripetuto il test che ha confermato l’infezione: si tratta di 2 donne italiane eterosessuali, una di 28 anni con precedente diagnosi di Hiv e l’altra di 60 anni risultata negativa al test Hiv. I 3 uomini di 32, 42 e 44 anni, sono stati inviati a fare il test di conferma presso i centri clinici di riferimento, ma ne abbiamo perso le tracce.
  • Test Sifilide – Le 2 persone che hanno avuto esito reattivo al test per la sifilide, hanno effettuato anche i test rapidi per HIV e HCV che hanno dato invece esito non reattivo. Si tratta di un MSM italiano di 23 anni e di una donna eterosessuale del Panama di 24 anni, residenti a Milano. Le persone sono state invitate ad eseguire un test di conferma presso i centri clinici di riferimento, ma non ne abbiamo avuto notizia.
  • Quest’anno l’emergenza Covid ha inevitabilmente interferito con le attività di testing: prima, la chiusura delle sedi LILA durante il lockdown nazionale (dal 10 marzo al 18 maggio) ha comportato la sospensione completa del servizio; poi, le attività sono riprese ma sono state radicalmente modificate le modalità di accesso con grandi limitazioni dettate dalle norme di contenimento di Sars Cov-2: è stato possibile effettuare i test esclusivamente presso le sedi, solo su prenotazione e distanziando gli appuntamenti per evitare assembramenti. Considerando che il 74% dei contatti complessivi si è rivolto al servizio nei 5 mesi precedenti l’emergenza (da ottobre a febbraio) e il 26% nei 7 mesi successivi (da marzo a settembre), è lecito supporre che, senza le limitazioni dettate dall’epidemia, si sarebbe registrato un incremento degli accessi rispetto all’anno precedente.

Report 2019

  • Test Hiv: 2.283
  • Genere: 1.382 uomini (60,5%), 898 donne (39,3%), 3 persone transgender.
  • Nazionalità: 1.713 italiana (75%), 570 straniera (25%).
  • Età media: 30 anni.
  • Comportamenti sessuali (ultimi 12 mesi): 1.584 eterosessuali (69,4%), 472 omosessuali (20,7%), 135 bisessuali (5,9%), 92 non ha fatto sesso/non rilevato (4%).
  • First test: 1.123 (49,2%).
  • Test reattivi: 20
  • Linkage to care: 16 delle 20 persone con test reattivo si sono recate in ospedale per fare il test di conferma: in 12 casi la positività all’Hiv è stata confermata, in 4 casi si era trattato di falsi positivi. Le 12 persone con diagnosi di Hiv avevano un’età compresa tra 18 e 48 anni (età media 31 anni) e sono state tutte prese in carico dai centri clinici di riferimento. Si tratta di 4 donne straniere eterosessuali e di 8 uomini, 5 italiani e 3 stranieri, 5 MSM e 3 eterosessuali.

 

Report 2018

  • Test Hiv: 1.978
  • Genere: 1.278 uomini (64,6%), 696 donne (35,2%), 4 persone transgender.
  • Nazionalità: 1.728 italiana (87,4%), 250 straniera (12,6%).
  • Età media: 27,3 anni.
  • Comportamenti sessuali (ultimi 12 mesi): 1.202 eterosessuali (60,8%), 618 omosessuali (31,2%), 110 bisessuali (5,6%), 48 non ha fatto sesso/non rilevato (2,4%).
  • First test: 895 (45,2%).
  • Test reattivi: 8
  • Linkage to care: 7 delle 8 persone con test reattivo si sono recate in ospedale per fare il test di conferma: in 6 casi la positività all’Hiv è stata confermata, in un caso si è trattato di un falso positivo. Le 6 persone con diagnosi di Hiv avevano un’età compresa tra 22 e 56 anni (età media di 33,5 anni) e sono state tutte prese in carico dai centri clinici di riferimento. Si tratta di 1 donna straniera eterosessuale e di 5 uomini italiani, 3 MSM, 1 eterosessuale e 1 bisessuale.

 

Report 2017

  • Test Hiv: 1.659
  • Genere: 1.108 uomini (66,8%), 550 donne (33,2%), 1 persona transgender.
  • Nazionalità: 1.460 italiana (88%), 199 straniera (12%).
  • Comportamenti sessuali (ultimi 12 mesi): 942 eterosessuali (56,8%), 584 omosessuali (35,2%), 109 bisessuali (6,6%), 24 non ha fatto sesso/non rilevato (1,4%).
  • First test: 758 (45,7%)
  • Test reattivi: 12
  • Linkage to care: 10 delle 12 persone con test reattivo si sono recate in ospedale per fare il test di conferma e in tutti i casi la positività all’Hiv è stata confermata. I 12 test reattivi sono stati riscontrati in uomini, prevalentemente italiani (11/12), con un’età compresa tra 24 e 57 anni (età media di 38,8 anni): 9 MSM, 2 eterosessuali, 1 bisessuale.