Report dei servizi di Helpline e supporto LILA

pizza datiData: report annuale
Autore: Lila

I servizi di HelpLine e di supporto della LILA continuano la loro opera di informazione e sensibilizzazione rispondendo a domande di ogni tipo e confrontandosi, giornalmente, con mille richieste e mille quesiti. Risposte tese a ridurre l’ansia, a togliere dubbi, a rompere dinamiche comunicative parziali e non scientifiche che causano allarmismi e incidono pesantemente sul mantenimento dei pregiudizi che colpiscono le persone che vivono con l’HIV.
Pubblichiamo, come ogni anno, l’analisi dei contatti e delle richieste.

Sono 7.836 le persone che ci hanno contattato tra il 1° ottobre 2018 e il 30 settembre 2019, un dato di poco superiore rispetto all’anno precedente. Si tratta prevalentemente di uomini italiani; le donne rappresentano poco più del 16% dei contatti e le persone straniere meno il 3%.
La questione che ci viene posta più frequentemente riguarda la trasmissione dell’Hiv e la valutazione di un ipotetico rischio corso: oltre il 60% delle persone ci contatta a riguardo, ma molto spesso i dubbi e le paure sono ingiustificate e legate a stereotipi e pregiudizi. Oltre il 46% ci pone invece domande sul test Hiv e sul periodo finestra.
Sono 831 le persone che ci hanno contattato dichiarando di avere l’Hiv. In questo caso i temi più trattati riguardano le terapie (41%) e gli aspetti emotivi e relazionali del vivere con l’Hiv (36,5%).

Quello che emerge è un livello di conoscenza assai confuso delle vie di trasmissione e dei comportamenti a rischio, spesso legato a elementi emotivi che nulla c’entrano con la possibilità di contagio o di prevenzione.
Anche sul test Hiv c’è ancora confusione, a causa dei diversi tipi di test e dei differenti periodi finestra. Diverse persone, dopo aver ricevuto un esito negativo al test, rimangono comunque in uno stato d’ansia e piene di dubbi sul tipo di test effettuato, sulla validità del risultato e sulla necessità di fare un ulteriore test di conferma.

Per quanto riguarda le persone con Hiv, emerge in modo prevedibile il bisogno di informazioni e confronto su tutti gli aspetti connessi alle terapie antiretrovirali, ma quello che risalta con grande evidenza è la necessità altrettanto pressante di ascolto e confronto sugli aspetti emotivi e relazionali del vivere con l’Hiv.
Sono diverse, inoltre, le persone con Hiv che ci hanno riferito di essere state trattate ingiustamente o diversamente a causa dello state sierologico e quelle che hanno dichiarato di aver subito vere e proprie discriminazioni, principalmente in ambito sanitario e lavorativo (violazioni della privacy, rifiuto di prestazioni sanitarie, richiesta del test nel luogo di lavoro...).
Anche se non si tratta di grandi numeri, si registra comunque un incremento significativo di richieste d’informazione specifiche sull’evidenza U=U e sul ruolo preventivo delle terapie (TasP) che, riducendo la quantità di virus nell’organismo, riducono fino ad annullare anche il rischio che l’Hiv venga trasmesso ad altre persone. Purtroppo su questi temi molti medici non sono sufficientemente informati e anche molti infettivologi sono restii a parlarne apertamente con i propri pazienti.

Il report completo è disponibile in allegato.