L’impatto globale delle politiche di Riduzione del Danno sull’epidemia da Hiv in Svizzera: studio di coorte, modello matematico e analisi filogenetica

Titolo: The Cumulative Impact of Harm Reduction on the Swiss HIV Epidemic: Cohort Study, Mathematical Model, and Phylogenetic Analysis
Data: aprile 2018
Autore: Division of Infectious Diseases and Hospital Epidemiology, University Hospital Zurich

15.903 nuove infezioni da HIV scongiurate tra i consumatori di droghe per via endovenosa, 5.446 decessi per AIDS in meno e evitato un picco di prevalenza del virus del 50.7%: questi i risultati di uno studio condotto dalle Università svizzere al fine di valutare l’impatto complessivo delle misure di Riduzione del Danno sulla popolazione.

La trasmissione dell’HIV tra i consumatori di droga per via endovenosa è in crescita negli Stati Uniti a causa della recente diffusione di oppiacei e rappresenta la prima modalità di trasmissione del virus nell’Europa dell’Est e in molti paesi asiatici. Nonostante le numerose prove raccolte sull’efficacia delle misure di Riduzione del Danno per fermare la diffusione dell’HIV tra le persone che consumano droghe per via iniettiva, c’è ancora tanta eterogeneità nelle stime, e la questione risulta ancora controversa dal punto di vista politico, tanto che la copertura di tali interventi è ancora estremamente bassa in alcuni paesi e non rispetta gli obiettivi richiesti dall'Organizzazione Mondiale della Salute. Considerando la bassa incidenza dell’HIV tra i consumatori di droghe per via endovenosa in Svizzera negli ultimi anni, vi è stato un grande dibattito sul fatto di destinare altrove i fondi investiti per i programmi di riduzione del danno. Nel 2016, il cantone di Zurigo ha deciso di tagliare i costi per i programmi di trattamento della tossicodipendenza di 4.5 milioni di franchi svizzeri fino al 2019.

Al fine di fornire una valutazione quantitativa dell’impatto complessivo delle politiche di Riduzione del Danno sull’HIV, il presente studio - basato su un modello matematico che combina i dati raccolti dalla Swiss HIV Cohort Study (SHCS) e di fonti pubbliche nazionali - ricostruisce l’epidemia svizzera, dal primo caso nel 1980 fino al 2015. La popolazione di riferimento corrisponde a tutti i consumatori di eroina in Svizzera, ed è suddivisa in tre strati che rappresentano la tipica progressione della tossicodipendenza: (1) coloro che fumano o che la inalano per via nasale, (2) i consumatori “attivi”, ovvero coloro che la assumono per via endovenosa e che rappresentano la popolazione a rischio di infezione da HIV a causa della condivisione degli strumenti da iniezione, e (3) gli “ex- consumatori attivi”, ovvero coloro che sono coperti dal programma di Riduzione del Danno e che sono ancora dipendenti dagli oppiacei, ma non più suscettibili alle infezioni. L’analisi filogenetica basata sulle sequenze del gene POL del virus HIV-1 fu utilizzata per quantificare le ripercussioni dell’epidemia tra i consumatori di droghe per via iniettiva nella popolazione generale.

Tra i principali interventi nell’ambito della Riduzione del Danno ricordiamo gli estesi programmi di scambio di siringhe, come la distribuzione di siringhe sterili monouso nelle piazze e nei parchi, nelle farmacie e l’installazione di distributori automatici, l’allestimento di luoghi appositi monitorati per il consumo di stupefacenti, i programmi di metadone a bassa soglia e, dal 1994, un programma per la distribuzione controllata dell’eroina. Nel contempo, fu attivata una campagna “STOP AIDS” ad ampio raggio con un messaggio diretto per i consumatori di droghe, che enfatizzava i rischi connessi alla condivisione degli aghi. Infine, a partire dal 1996, queste persone hanno avuto largo accesso ai programmi di trattamento antiretrovirale.
Dal punto di vista sanitario tali sforzi sono stati un grande successo, facendo sì che la trasmissione dell’HIV tra i consumatori di droghe per via iniettiva calasse da 937 nuovi casi nel 1989 ad un minimo del 2% (9 su 519) nel 2014.

Nel complesso, dallo studio si evince che le strategie di Riduzione del Danno hanno evitato 15.903 nuove infezioni tra i consumatori di droghe per via endovenosa, 5.446 decessi per AIDS e un picco di prevalenza del virus del 50.7%. L’introduzione di misure di Riduzione del Danno due anni prima avrebbero potuto dimezzare la portata dell’epidemia, risparmiando 3.161 infezioni da HIV e 1.468 morti di AIDS. Un’improvvisa interruzione di tali misure nel 2005 avrebbe dato luogo ad una nuova emergenza con 1.351 nuove infezioni. Senza gli interventi di Riduzione del Danno, si stima che il numero di eterosessuali che hanno contratto l’HIV da persone che s’iniettano droghe sarebbe stato 2.540, che è l’equivalente dell’incidenza totale nazionale riferita tra gli eterosessuali nel periodo dal 2007 al 2015. I risultati dello studio, basato sull’esperienza svizzera, suggeriscono che, al di là dei fattori che possono essere ricondotti alla riduzione dei comportamenti a rischio e alla diminuzione del numero dei consumatori di droghe, il pacchetto di misure di Riduzione del Danno ha un ruolo cruciale nel fermare la trasmissione dell’HIV tra i consumatori di droghe anche per la popolazione generale.