Dati aggiornati Hiv/Aids in Italia

Data: novembre 2019
Autore: ISS

La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV riporta i dati relativi alle persone che risultano positive al test HIV per la prima volta. I dati riferiti da questo sistema di sorveglianza indicano che nel 2018, sono state riportate 2847 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a 4,7 nuovi casi per 100.000 residenti. Per la prima volta, il numero di nuove diagnosi è sceso, dunque, sotto quota tremila, un calo significativo da attribuire, per noi certamente, all’impatto protettivo che il principio U=U comincia ad avere sulla popolazione generale. Tra le Regioni con un numero di abitanti superiore al milione e mezzo le incidenze più alte sono state registrate in Lazio, Toscana e Liguria. L’Italia, in ter¬mini di incidenza delle nuove diagnosi HIV, si colloca lievemente al di sotto della media dei Paesi dell’Unione Europea (5,1 casi per 100.000 residenti).

L’incidenza delle nuove diagnosi di HIV in Italia mostra una diminuzione dal 2012, che diventa più evidente nel 2018. La riduzione del numero di nuove diagnosi HIV nel 2018 è presente per tutte le modalità di trasmissione.

Nel 2018 la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’80,2% di tutte le segnalazioni. La trasmissione eterosessuale è la più alta al 41,2% di cui il 23% maschi e il 18% femmine, seguita da MSM, maschi che fanno sesso con maschi al 39%. Le persone che usano sostanze stupefacenti rappresentano il 4% di tutte le segnalazioni.

Nel 2018 il 29,7% delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. Dal 2012 al 2018 il numero di diagnosi di infezione negli stranieri rimane sostanzialmente stabile.
Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2018 sono maschi nel 85,6% dei casi. L’età mediana è di 39 anni per i maschi e 38 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata come nel 2017 nella fascia d’età 25-29 anni (11,8 nuovi casi ogni 100.000 residenti) e 30-39 (10,9 nuovi casi ogni 100.000 residenti).

Nel 2018, più della metà delle persone con una nuova diagnosi di HIV è stata diagnosticata in fase avanzata di malattia, nello specifico il 57,1% con un numero di linfociti CD4 inferiore a 350 cell/μL e il 37,8% con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL.

Nel 2018, il 32,6% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV ha eseguito il test per la presenza di sintomi che facevano sospettare un’infezione da HIV, il 14,4% in seguito a un comportamento a rischio, l’11,3% in seguito a controlli per altre patologie, il 9,8% per iniziative di screening o campagne informative, il 9,7% per rapporti sessuali non protetti e il 4% per diagnosi o sospetta infezione sessualmente trasmessa.

Nel 2018 sono stati diagnosticati 661 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 1,1 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di AIDS è in lieve costante diminuzione. Il numero di decessi in persone con Aids rimane stabile.
È diminuita negli ultimi anni la proporzione di persone che alla diagnosi di AIDS presentano un’infezione fungina, mentre è aumentata la quota di pazienti che presentano un’infezione virale o un tumore.

Nel 2018, solo il 25% delle persone diagnosticate con AIDS ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi.
Nel periodo 2010-2018 è aumentata la quota delle persone con nuova diagnosi di aids che scopre di essere hiv positiva soltanto nel semestre precedente la diagnosi, passando dal 48,2% del 2000 al 74,6% del 2018.
Rimane costante negli ultimi anni la proporzione di persone che scopre di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids.