Dati aggiornati Hiv/Aids in Italia

Data: novembre 2021
Autore: ISS

La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV riporta i dati relativi alle persone che risultano positive al test HIV per la prima volta, segnalando che nel 2020 sono 1303 le nuove diagnosi pari a un’incidenza di 2,2 nuove diagnosi su 100.000 residenti. Si sottolinea che i dati relativi al 2020 hanno risentito dell’emergenza Covid-19. La pandemia ha comportato un forte impatto sul sistema sanitario in generale e in particolare sul comparto delle malattie infettive con limitazioni nell’accesso ai centri di cura e screening con un calo dell’attività di testing.

L’incidenza (casi/popolazione) osservata in Italia è inferiore rispetto all’incidenza media osservata tra le nazioni dell’Unione Europea (3,3 nuovi casi per 100.000).

L’incidenza delle nuove diagnosi Hiv è in diminuzione dal 2012, con una riduzione più evidente dal 2018, particolarmente accentuata nell’ultimo anno a causa della pandemia da Covid. Nel 2020, le incidenze più alte in Italia sono state registrate in Valle d’Aosta, Liguria, Provincia Autonoma di Trento e Lazio.

Nel 79,9% dei casi le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2020 sono maschi. L’età mediana è di 40 anni per entrambi i sessi e l’incidenza più alta si riscontra nelle fasce d’età 25-29 anni (5,5 nuovi casi ogni 100.000 residenti) e 30-39 anni (5,2 nuovi casi ogni 100.000 residenti).

Nel 2020, la proporzione più alta di nuove diagnosi attribuibile a trasmissione sessuale è quella degli MSM al 46% che supera per la prima volta quella eterosessuale al 42%, mentre una quota del 3% viene attribuita a persone che usano sostanze stupefacenti
I casi attribuibili a trasmissione eterosessuale sono costituiti per il 25% da maschi e per il 17% da femmine. Sul totale dei maschi, il 57,3% delle nuove diagnosi HIV è costituito da MSM.
Nel 2020, più di un terzo delle persone con nuova diagnosi HIV ha eseguito il test per sospetta patologia HIV correlata o presenza di sintomi HIV (37,1%). Altri principali motivi di esecuzione del test sono stati: rapporti sessuali senza preservativo (17,2%), comportamenti a rischio generico (10,0%), iniziative di screening/campagne informative (6,5%), diagnosi IST/sospetta IST (6,0%), controlli di routine (3,6%)

Rispetto al 2019, nel 2020 si osserva un aumento della proporzione di test effettuati per sospetta patologia HIV correlata o presenza di sintomi HIV, per rapporti sessuali senza preservativo e per diagnosi di un'infezione sessualmente trasmessa; viceversa è diminuita la proporzione di test effettuati per accertamenti per altre patologie, comportamenti a rischio e iniziative di screening.
Confrontando tutte le modalità di trasmissione, la sospetta patologia HIV correlata rimane il motivo di effettuazione del test più frequente, con la percentuale più alta (44,5%) negli eterosessuali maschi. I rapporti sessuali senza preservativo sono riportati più frequentemente negli MSM (22,6%) e nelle femmine eterosessuali (17,5%).

Dal 2015 aumenta la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi
CD4 o in AIDS): nel 2020 2/3 degli eterosessuali, sia maschi che femmine, sono stati diagnosticati tardivamente.

Nel 2020 più di 1/3 delle persone con nuova diagnosi HIV scopre di essere HIV positivo a causa della presenza di sintomi o patologie correlate all’ HIV.

Nel 2020 sono 352 i nuovi casi di Aids, pari a un’incidenza di 0,7 nuovi casi per 100.000 residenti. Nel 2020, solo il 21,6% delle persone diagnosticate con AIDS ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi. È invece aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria condizione e ha scoperto di essere HIV positiva nel semestre precedente la diagnosi di AIDS, passando dal 70,9% nel 2019 all’80,4% nel 2020.

In Italia le Regioni che nel 2020 hanno segnalato il maggior numero di casi sono Lombardia, Lazio, a seguire l’Emilia-Romagna e la Toscana.


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