Data: novembre 2025
Autore: ISS
Questo fascicolo del Notiziario riporta i dati nazionali delle nuove diagnosi di infezione da HIV aggiornati al 31 dicembre 2024 e pervenuti al COA entro il 31 marzo 2025. La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione segnala un aumento dei casi rispetto allo scorso anno: nel 2024 sono 2379 le nuove diagnosi, pari a un’incidenza di 4,0 nuove diagnosi ogni 100.000 residenti.
I dati dell’ultimo anno possono essere sottostimati a causa del naturale ritardo di notifica, cioè il tempo che intercorre dalla data della diagnosi al momento in cui la notifica perviene al Sistema di sorveglianza HIV nazionale. In particolare, la correzione per ritardo di notifica stima che ai 2.379 casi del 2024 finora pervenuti al Sistema di sorveglianza manchi ancora il 6,5% di segnalazioni; questa percentuale porterebbe il numero di casi del 2024 a circa 2.500 e l’incidenza passerebbe così da 4,0 a 4,3 casi per 100.000 residenti.
Dal 2012 al 2020 l’incidenza ha mostrato un andamento in diminuzione sia nei maschi che nelle femmine. Disaggregando per fascia di età, tale diminuzione è più evidente nella fascia di età 25-49 anni e ha interessato maggiormente i maschi. Negli ultimi quattro anni l’incidenza è aumentata da 2,5 nel 2020 a 4,2 nel 2023 ed è pari a 4,0 nel 2024. Confrontando le incidenze corrette per ritardo di notifica si evidenzia una stabilità negli ultimi due anni: 4,3 sia nel 2023 che nel 2024.
Rispetto all’incidenza riportata dai Paesi dell’Europa Occidentale, l’Italia si posiziona al di sotto della media (5,9 nuovi casi per 100.000 residenti) e classificando i Paesi a partire dall’incidenza più bassa, l’Italia si posiziona al quinto posto insieme alla Finlandia.
Dal 2012 al 2020 si osserva una diminuzione delle nuove diagnosi, con un aumento dal 2021 al 2023, stabile nel 2024. La distribuzione geografica dei nuovi casi di HIV in Italia mostra significative differenze tra le varie regioni e province. Nel 2024, le incidenze più alte sono state osservate nelle regioni del Lazio, Toscana ed Emilia-Romagna, con valori pari o superiori a 4,5 casi per 100.000 residenti. In particolare, le province di Roma, Firenze e Milano si confermano come i principali poli di segnalazione dei nuovi contagi, seguite da Torino e Napoli.
Questa concentrazione nelle grandi città e nelle regioni centro-settentrionali può essere spiegata da diversi fattori: una maggiore densità di popolazione, una più ampia offerta di servizi sanitari e di screening, ma anche stili di vita e comportamenti sociali che possono aumentare il rischio di esposizione al virus. È interessante notare come alcune regioni, come la Sicilia, “esportino” casi in termini assistenziali, mentre altre, come Lombardia e Lazio, “importino” pazienti da altre aree, a testimonianza di una mobilità sanitaria che influenza la distribuzione dei dati.
Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2024 sono maschi nel 79% dei casi. L’età mediana è di 41 anni, più alta nei maschi (41 anni) rispetto alle femmine (40 anni).
Uno degli elementi più interessanti emersi dal report ISS è il progressivo innalzamento dell’età mediana alla diagnosi di HIV. Nel 2024, l’età mediana si attesta a 41 anni per i maschi e 40 anni per le femmine, in crescita rispetto ai valori registrati nel 2012. Questo dato riflette una trasformazione del profilo epidemiologico dell’infezione: se in passato l’HIV era percepito come una malattia che colpiva prevalentemente i giovani adulti, oggi si osserva una significativa presenza di nuovi casi anche tra le fasce di età più avanzate.
In particolare, la fascia d’età 30-39 anni rimane quella più rappresentata tra le nuove diagnosi, con un’incidenza di 10 casi ogni 100.000 residenti. In questa fascia di età l’incidenza nei maschi è 3 volte superiore a quelle delle femmine (15,2 vs. 4,5) Tuttavia, è rilevante notare come la proporzione di nuovi casi tra gli over 50 sia in aumento: la fascia 50-59 anni è passata dal 12% nel 2012 al 18% nel 2024, mentre quella degli ultrasessantenni è salita dal 5% al 12%. Questi dati suggeriscono che l’HIV non è più una questione esclusiva delle generazioni più giovani, ma coinvolge in modo crescente anche persone di mezza età e anziane.
Le ragioni di questa tendenza possono essere molteplici: una minore percezione del rischio tra le generazioni adulte, e forse una minore attenzione alle pratiche di prevenzione tra chi non si sente più “a rischio”. È importante sottolineare che l’aumento dei nuovi casi tra le fasce di età più avanzate si accompagna a una maggiore frequenza di diagnosi tardive, spesso in fase clinicamente avanzata o già in AIDS. Questo fenomeno evidenzia la necessità di campagne di sensibilizzazione rivolte anche agli adulti e agli anziani, spesso trascurati dalle iniziative di prevenzione.
In termini di popolazione straniera, nel 2024 il 35,9% delle nuove diagnosi riguarda persone di nazionalità non italiana, con una prevalenza maggiore nelle regioni del Nord e del Centro. Tra gli stranieri, la modalità di trasmissione più frequente è quella eterosessuale, mentre tra gli italiani prevale la trasmissione tra MSM. Questi dati confermano la necessità di adattare le strategie di prevenzione e comunicazione alle diverse realtà territoriali e culturali.
1. Nuove Diagnosi HIV nel 2024
- 2.379 nuove diagnosi di infezione da HIV (incidenza: 4,0 casi per 100.000 residenti).
- Incidenza italiana inferiore rispetto alla media dell’Europa occidentale (5,9/100.000).
- Trend temporale: diminuzione dal 2012 al 2020, aumento dal 2021 al 2023, stabilità nel 2024.
2. Distribuzione Geografica
- Più della metà dei casi sono stati segnalati nelle regioni: Lombardia n. 449; Lazio n. 361; Emilia-Romagna n.230; Campania n.198.
- Incidenze HIV più alte: Lazio, Toscana, Emilia-Romagna.
- Province con più diagnosi: Roma, Milano, Torino, Napoli.
3. Dati Demografici
- 79% maschi tra le nuove diagnosi HIV.
- 20,8% donne tra le nuove diagnosi.
- Età mediana alla diagnosi: 41 anni (maschi), 40 anni (femmine).
- Fascia d’età più colpita: 30-39 anni (incidenza: 10/100.000).
- 3 casi pediatrici.
4. Modalità di Trasmissione
- Trasmissione sessuale: 87,6% delle nuove diagnosi.
- Eterosessuali: 46%
- Maschi eterosessuali: 27,9%
- Femmine eterosessuali: 18,1%
- MSM (Maschi che fanno Sesso con Maschi): 41,6%
- Persone che usano sostanze stupefacenti (IDU): 3,8%
- Persone Straniere: 35,9% delle nuove diagnosi (di cui 55,6% per rapporti eterosessuali).
5. Motivo del test HIV
- 43,5% per presenza di sintomi o patologie correlate all’HIV.
- 19,9% per comportamenti sessuali a rischio.
- 12,9% per screening/campagne informative.
- 6,7% per diagnosi di altra IST.
6. Infezioni Recenti
- Nel 2024, 17,1% delle nuove diagnosi HIV testate sono infezioni recenti (più alta negli MSM: 22,3%).
- Diminuzione della quota di infezioni recenti rispetto al passato, aumento delle diagnosi tardive.
7. Diagnosi Tardive
- Aumento delle diagnosi tardive dal 2015.
- Diagnosi AIDS tardive stabili intorno all’84%.
Nel 2024, il 40,3% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV è stato diagnosticato tardivamente con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL e il 59,9% con un numero inferiore a 350 cell/μL. Una diagnosi HIV tardiva (CD4<350cell/μL) è stata riportata nel 66,5% dei maschi eterosessuali, nel 61,0% delle femmine eterosessuali e nel 53,2% degli MSM.
8. Diagnosi AIDS tardive e patologie
- Patologie più frequenti alla diagnosi: polmonite da Pneumocystis jirovecii, infezione da Cytomegalovirus, Wasting syndrome .
- Aumento delle diagnosi di AIDS con più di una patologia all’esordio.
9. AIDS in Italia nel 2024
- 450 nuove diagnosi di AIDS (incidenza: 0,8/100.000).
- 83,6% delle nuove diagnosi AIDS riguarda persone che hanno scoperto l’HIV nei 6 mesi precedenti.
- 79% delle persone con AIDS non aveva ricevuto terapia antiretrovirale prima della diagnosi.
La sorveglianza AIDS riporta i dati delle persone con una nuova diagnosi di AIDS conclamata. Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono state segnalate 73.717 nuove diagnosi di AIDS, di cui 48.356 deceduti entro il 2022. Nel 2024 sono state notificate 450 nuove diagnosi di AIDS pari a un’incidenza di 0,8 nuovi casi per 100.000 residenti.
Il numero di decessi in persone con AIDS è rimasto relativamente stabile dal 2017 al 2020, è diminuito nel 2021 per poi aumentare nel 2022 con 493 decessi.
Il numero dei casi prevalenti di AIDS, ossia ancora viventi, al 2022 è pari a 24.790.
10. Stima Persone con HIV in Italia
- Circa 150.000 (intervallo: 130.000-170.000).
- Prevalenza: 0,3% della popolazione residente.
Allegati:
- Notiziario dell'ISS - Volume 38 - Numero 11 - 2025
- Notiziario dell'ISS - Volume 37 - Numero 11 - 2024
- Notiziario dell'ISS - Volume 36 - Numero 11 - 2023
- Notiziario dell'ISS - Volume 35 - Numero 11 - 2022
- Notiziario dell'ISS - Volume 34 - Numero 11 - 2021
- Notiziario dell'ISS - Volume 33 - Numero 11 - 2020
- Notiziario dell’ISS – Volume 32 - Numero 10 – 2019
- Notiziario dell’ISS – Volume 31 - Numero 9 – Supplemento 1 – 2018
- Notiziario dell’ISS – Volume 30 - Numero 10 – Supplemento 1 – 2017
- Notiziario dell'ISS - Volume 29 - Numero 9 - Supplemento 1 - 2016
- Notiziario dell'ISS - Volume 28 - Numero 9 - Supplemento 1 - 2015
- Notiziario dell'ISS - Volume 27 - 2014 - Fact Sheet
- Notiziario dell'ISS - Volume 27 - 2014 - Slides
- Notiziario dell'ISS - Volume 27 - Numero 9 - Supplemento 1 - 2014
- Notiziario dell'ISS - Volume 26 - Numero 9 - Supplemento 1 - 2013
- Notiziario dell'ISS - Volume 26 - Numero 7/8 - 2013
- Notiziario dell'ISS - Volume 25 - Numero 10 - Supplemento 1 - 2012
- Notiziario dell'ISS - Volume 24 - Numero 5 - Supplemento 1 - 2011
