Dati aggiornati Hiv/Aids in Italia

Data: novembre 2022
Autore: ISS

I dati appena diffusi dall’istituto Superiore di Sanità sull’andamento dell’infezione nel 2021 evidenziano un aumento delle nuove diagnosi rispetto allo scorso anno: 1.770, con un'incidenza di tre nuove diagnosi ogni 100.000 abitanti. L’anno precedente le segnalazioni erano state invece 1.303 con incidenza di 2,2 casi per 100.000 residenti. I casi segnalati restano, comunque, al di sotto dei duemila annui, lievemente più bassi di quelli del 2019 e in linea con il calo in corso dal 2012.

Pur registrando un'incidenza inferiore alla media europea nel nostro Paese continuano a infettarsi quasi cinque persone al giorno: il peggioramento era, purtroppo, atteso, visto che il COVID ha frenato per due anni le, già scarse, iniziative di prevenzione in campo inibendo, soprattutto, l’accesso ai servizi, test per l’HIV in particolare.

A preoccupare ancora di più è la percentuale di diagnosi tardive, un fenomeno che il COVID ha contribuito a peggiorare ma che è in costante crescita dal 2015. Nel 2021, ci dicono i dati dell'ISS, il 63,3% delle nuove diagnosi é arrivato con grave ritardo, quando cioè le persone erano già In AIDS o prossime a questa condizione. A ricevere diagnosi tardive sono stati soprattutto gli uomini eterosessuali, ben i tre quarti di questo gruppo, seguiti dalle donne eterosessuali (due terzi quelle con diagnosi tardive); tra i 382 nuovi casi di AIDS segnalati nel 2021, ben l’83% aveva scoperto di avere l’HIV solo pochi mesi prima della diagnosi, sei mesi prima al massimo.

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