Dati aggiornati Hiv/Aids in Italia

Data: novembre 2018
Autore: ISS

Gli ultimi dati dell’istituto Superiore di Sanità segnalano al 31 dicembre 2017 il numero di 3.443 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza italiana è simile all’incidenza media osservata tra le nazioni dell’Unione Europea (5,8 nuovi casi per 100.000). Nel 2017 le regioni con il maggior numero di infezioni da Hiv sono state Lombardia, Lazio, Emilia Romagna.

Nel 2017, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV era attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituivano l’84,3% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 45,8%; MSM 38,5%).
Dal 2012 al 2017 il numero di nuove diagnosi di infezione da Hiv in stranieri rimane sostanzialmente stabile.

Nel 2017, i casi più numerosi sono attribuibili a trasmissione eterosessuale (46%, specificamente: 25% maschi e 21% femmine), seguiti dai casi relativi ai maschi che fanno sesso con maschi (38%); le persone che usano sostanze rappresentano il 3% di tutte le segnalazioni.

Nel 2017 le persone che hanno scoperto di essere HIV positive erano maschi nel 76,2% dei casi. L’età mediana era di 39 anni per i maschi e di 34 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata tra
le persone di 25-29 anni (15,9 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 25-29 anni); in questa fascia di età l’incidenza nei maschi è del 22,8 e nelle femmine dell’ 8,8 per 100.000. In questa fascia di età l’incidenza non è cambiata nel tempo.

La distribuzione delle nuove diagnosi di infezione da HIV per modalità di trasmissione mostra ormai da vari anni che la proporzione maggiore di casi è attribuibile alla trasmissione sessuale. In particolare, negli ultimi anni(2010-2017) la percentuale dei casi attribuibili a trasmissione eterosessuale è rimasta sostanzialmente stabile (46,8% nel 2010 e 45,8% nel 2017), mentre la proporzione di casi attribuibili a trasmissione tra MSM nello stesso periodo è aumentata dal 31,8% nel 2010 al 38,5% nel 2017.

Nel 2017 sono stati segnalati 690 casi di AIDS pari a un’incidenza di 1,1 nuovi casi per 100.000 residenti. Oltre il 70% dei casi di aids segnalati nel 2017 era costituito da persone che non sapevano di essere Hiv positive. Nel tempo é aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria positività all’ Hiv e ha scoperto di esserlo nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS, passando dal 20,5% del 1996 al 73,9% del 2017.
Nel 2017, meno del 20% delle persone diagnosticate con AIDS aveva eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS. Nel 2017, ben il 32 % delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV aveva eseguito il test HIV per la presenza di sintomi HIV-correlati.
Negli ultimi anni rimane costante il numero di donne con nuova diagnosi di Hiv.

  • Nel periodo 2010-2017 è rimasta invariata la quota delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv in fase clinica avanzata (bassi CD4 o presenza di sintomi).
  • Si osserva un lieve decremento delle nuove diagnosi di Aids.

Dal 2017 si eliminano le doppie segnalazioni riscontrate in regioni diverse e relativamente alla serie storica
disponibile per ciascuna regione, ossia per tutte le diagnosi segnalate al COA dall’anno di inizio della raccolta dati in ogni regione fino al 31 dicembre dell’anno interessato.
Per questo motivo, la serie storica delle nuove diagnosi HIV riportata in questo fascicolo del Notiziario risulta
leggermente inferiore alla serie storica riportata nei volumi precedenti al 2017.