Gallera dice no ai fondi per Milano Check Point. Le ONG lanciano una petizione e un sit-in di protesta

ceck pointLe associazioni che sostengono Milano Check Point, CIG Arcigay Milano, ASA Milano, Anlaids sezione Lombarda, Lila Milano Onlus e NPS Italia Onlus, manifestano il prossimo 12 dicembre, alle ore 15, sotto Palazzo Lombardia per protestare contro la decisione dell’Assessore alla Sanità Giulio Gallera di non sostenere questo fondamentale presidio di salute pubblica con appositi fondi. Le attività di Milano Check Point sono infatti al momento completamente autofinanziate dalle ONG che ne fanno parte e svolte da volontari e volontarie.

Per annunciare la sua decisione, Gallera ha scelto proprio il 1 dicembre scorso, Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS. "Per cura e prevenzione -è stata la spiegazione dell'Assessore- si spende già abbastanza e i centri MTS sono più che sufficienti”. La decisione contrasta anche con una mozione votata all’unanimità dal Consiglio Regionale nel febbraio 2019, in cui si chiedevano risorse per sostenere questa preziosa esperienza.

L’assessore Gallera sembra non voler comprendere, dunque, il valore aggiunto e specifico del servizio offerto da Milano Checkpoint, né sembra conoscere le raccomandazioni di tutte le agenzie internazionali che considerano cruciali per il successo di ogni strategia di lotta all’AIDS, i servizi offerti da community e associazioni invocandone, pertanto, un adeguato finanziamento. All’Assessore le ONG ricordano anche che: “La Lombardia resta la regione italiana più colpita dalle nuove infezioni da HIV con 544 casi nel 2019, mentre Milano si conferma la città con l’incidenza più alta di 6,5 casi ogni 100.000 abitanti”.

Per questo, da quasi due anni, CIG Arcigay Milano, ASA Milano, Anlaids sezione Lombarda, Lila Milano Onlus e NPS Italia Onlus hanno dato vita a questo servizio che permette l’esecuzione di test rapidi per HIV e altre IST e che ha attivato uno sportello dedicato alla PrEP, la profilassi Pre-Esposizione, efficacissima nella prevenzione dell’HIV. L’iniziativa è tra le poche finora attivate per onorare l’adesione di Milano all’iniziativa “Fast Track City”, rete internazionale delle città che hanno deciso di implementare e accelerare le strategie utili a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, tra i quali la sconfitta dell’AIDS entro un decennio. L’adesione alla rete, pur voluta dalla giunta comunale, non ha avuto alcuna conseguenza concreta sul piano delle risorse stanziate da Comune e Regione. Ad ospitare i servizi di Milano Check Point è al momento una sede messa a disposizione dal PD, in via Pergolesi 15.

Tutti i servizi proposti sono gratuiti, con garanzia di anonimato, prevedono l’offerta di counselling o di supporto tra pari, percorsi di accompagnamento ai servizi pubblici: elementi cruciali per intercettare target che, difficilmente si rivolgerebbero ai servizi tradizionali. I dati, del resto parlano chiaro: quasi 3000 finora i test di screening eseguiti, con 1000 utenti unici solo quest’anno. In gran parte si tratta di giovani e giovanissimi provenienti da tutte le province lombarde. Lo sportello PrEP segue, inoltre, circa 300 persone molto esposte al rischio di contrarre l'HIV. Di fronte all'emergenza pandemica, il contributo di Milano Checkpoint sul fronte della salute pubblica si sta rivelando ancor più determinante poiché, causa COVID, i centri MTS e i servizi di testing pubblici hanno dimezzato gli appuntamenti (in alcune province sono addirittura chiusi). E così, mentre si rivela sempre più complicato recarsi presso le strutture sanitarie e i centri MTS, il Check Point rimane aperto grazie ai suoi volontari e volontarie: 

 «Nella Regione più colpita dalle nuove infezioni HIV, ogni aiuto è importate e fondamentale –scrivono in una nota le associazioni- Milano Check Point ha dimostrato, scavando nel sommerso, di poter raggiungere quell’utenza più fragile che ancora oggi non va in ospedale per paura.
 Considerando l’importanza dei presidi territoriali –proseguono le ONG- resi ancora più necessari dalla crisi COVID, chiediamo che l’Assessore Gallera ci incontri per trovare insieme una soluzione a questa situazione. Ne va della salute delle cittadine e dei cittadini lombardi».

Oltre al sit del 12 dicembre, Check Point Milano ha lanciato una petizione per chiedere a tutti e tutte di sostenere quest’esperienza. Aiutaci firmandola e diffondendola tra i tuoi contatti.