TB dayLa Tubercolosi è la malattia infettiva che causa più vittime nel mondo; nel solo 2017 ha colpito circa dieci milioni di persone provocando un milione e 600mila decessi, al ritmo di 4.500 morti al giorno. La TBC è anche la principale causa di morte tra le persone che vivono con l'HIV: 300mila nel 2017, circa un terzo di tutti i decessi correlati all’AIDS. 

In occasione del 24 marzo, giornata internazionale per la lotta alla Tubercolosi -che ricorda la scoperta del batterio della TBC da parte di Robert Koch, nel 1882- l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un appello a moltiplicare sforzi e risorse per combattere un’infezione che può essere curata e prevenuta.

Gli sforzi global, ci dice l'OMS, hanno permesso di salvare, dal 2000, cinquantaquattro milioni di vite con un calo globale dell’incidenza pari al 2% annuo. Un risultato positivo ma insufficiente: senza una svolta, con questo andamento per sconfiggere la malattia potrebbero occorrere 130 anni, un trend incompatibile con gli obiettivi Onu per uno sviluppo sostenibile che prescrivono di debellare tubercolosi, HIV, epatiti virali, malaria e altre patologie globali entro il 2030. Molto di più, dunque, può e deve essere fatto, come sancito dal primo summit Onu di alto livello dedicato alla TBC svoltosi lo scorso settembre 2018, cui è seguita la pubblicazione di una nuova guida per supportare gli Stati membri nella lotta all’infezione. L’OMS chiede ai governi di tutto il mondo di concentrare la propria azione in particolare sulle seguenti priorità:

  • Aumentare l'accesso alla prevenzione e al trattamento.
  • Promuovere una risposta alla TBC equa, basata sui diritti e incentrata sulle persone.
  • Garantire finanziamenti sufficienti e sostenibili anche per la ricerca.
  • Promuovere la fine dello stigma e delle discriminazioni legati alla malattia.

Tappe intermedie dell’agenda Onu 2030: diagnosticare e trattare con successo quaranta milioni di persone entro la fine del 2022 e fornire trattamenti preventivi a trenta milioni di persone entro lo stesso anno.

L’infezione non risparmia alcuna regione nel mondo. Il rapporto 2019 sulla sorveglianza e il monitoraggio della tubercolosi in Europa, basato sui dati del 2017, mostra come, nonostante una diminuzione generale dei casi, la malattia rimanga una delle principali sfide di sanità pubblica anche nella regione Europea dell’OMS, dove si registrano trenta nuove diagnosi ogni ora. Nei soli trentuno paesi UE/SEE i casi segnalati nel 2017 sono stati 55.337 di cui 4mila in Italia.
Tra le sfide dei prossimi mesi c’è inoltre la necessità di un adeguato sostegno ai paesi più bisognosi assicurato dal Global Fund che, da solo, fornisce più del 65% dei finanziamenti internazionali per la lotta alla TBC. La conferenza di rifinanziamento del Fondo si terrà a Lione il prossimo 10 ottobre ed è importante che L’Unione Europa, Italia compresa (tra i principali paesi donatori del fondo) rinnovi i propri impegni. Secondo OMS e Global Fund serviranno quattordici miliardi di dollari nei prossimi tre anni per salvare sedici milioni di vite, dimezzare il tasso di mortalità da HIV, tubercolosi e malaria e rendere più forti i sistemi sanitari dei paesi beneficiari.

https://www.lila.it/it/news/1153-global-fund-rifinanziamento

https://www.lila.it/it/news/1104-hiv-tbc-epatiti-documentoce-csf-denuncia

Guarda il video promosso da Osservatorio AiDS - Aids Diritti Salute, Friends of the Global Fund Europe, Aidos – Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo e Bluestocking, realizzato nell’ambito del progetto "Aids, Tubercolosi e Malaria: fatti e stereotipi".

http://www.osservatorioaids.it/tbc-day-2019-aids-tubercolosi-e-malaria-fatti-e-stereotipi/