Forte di quasi 600mila firme raccolte in poco più di un mese, il quesito referendario per abrogare le limitazione imposte dalla legge Valditara all’educazione sessuale e affettiva nelle scuole ha superato il primo gradino: la Corte di Cassazione ha infatti dato il suo via libera, dichiarando regolare la raccolta delle firme, chiaro il quesito e sussistente la legge da abrogare.
Si tratta della legge 104 del giugno 2026 che vieta l’educazione sessuale e affettiva nella scuola dell’infanzia e nella primaria mentre per la scuola primaria e secondaria è prevista solo con il consenso dei genitori che dovranno e potranno visionare preventivamente tutti i relativi materiali didattici. Spetterà ora alla Corte Costituzionale il giudizio di merito e valutare la conformità del quesito alla Costituzione e alla giurisprudenza.
Pur trattandosi di un via libera “tecnico” il semaforo verde della Cassazione è un passaggio cruciale e non scontato: “Un traguardo importantissimo –dicono Fabrizio Marrazzo e Marina Zela del comitato promotore - raggiunto in poco tempo grazie ad una campagna partita dal basso, sostenuta da tanti volontari e volontarie in tutta Italia, cui si sono unite associazioni, sindacati, studenti, insegnanti, personalità della cultura e dello spettacolo e migliaia di cittadine e cittadini”.
La Corte Costituzionale dovrebbe decidere sull’ammissibilità del referendum entro febbraio 2027, in tal caso si potrebbe votare tra aprile e giugno. Qualora si dovesse tenere elezioni anticipate il referendum potrebbe slittare al 2028 ma, certo, si imporrebbe come un tema centrale della campagna elettorale. Un’eventuale vittoria dei sì all’abrogazione della legge Valditara non introdurrebbe automaticamente la materia nei curricula scolastici (in Italia il referendum è solo abrogativo, non propositivo) ma riporterebbe almeno le competenze in capo agli istituti, secondo quanto previsto dall’autonomia scolastica; inoltre, preparerebbe il terreno ad eventuali innovazioni legislative in materia. “Si tratta di un’iniziativa referendaria di grande spessore politico che sosteniamo con forza. Le ragioni di questa proposta, del resto, fanno parte della nostra storia –commenta Giusi Giupponi, Presidente nazionale LILA- siamo presenti nelle scuole da decenni e sappiamo quanto la prevenzione dell’HIV e delle altre IST, Infezioni Sessualmente Trasmissibili sia cruciale per salvaguardare il benessere psico-fisico di ragazzi e ragazze. I giovani –prosegue Giupponi- ne hanno bisogno, ci cercano, vogliono sapere. Con la legge Valditara, invece, fare prevenzione tra i più giovani diventa quasi impossibile con danni incalcolabili per la salute pubblica”. Ma un’educazione complessiva all’affettività e alla relazionalità può fare anche molto di più: “Non solo informare ma educare al rispetto reciproco, alla valorizzazione delle differenze, contrastare la violenza di genere, l’omotransfobia, lo stigma, i pregiudizi, il bullismo; tutte azioni di cui, è evidente, c’è assolutamente sempre più bisogno”.
