Le conseguenze delle politiche sulle droghe sui diritti delle donne e delle ragazze sono al centro del nuovo rapporto dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, presentato alla 63ª sessione del Consiglio dei diritti umani. Il quadro che ne emerge è quello di un fallimentare sistema di politiche criminalizzanti e punitive, il cui peso alimenta e trae alimento da disuguaglianze di genere e marginalità sociale.
La guerra alla droga pesa su donne e ragazze in maniera sproporzionata mettendo a rischio il loro diritto all’autodeterminazione, alla salute, a una vita dignitosa, alla maternità e alle relazioni affettive. La strada indicata è, piuttosto, quella di ridurre la pressione repressiva, garantire servizi accessibili e volontariamente scelti, considerare la depenalizzazione del possesso per uso personale e una regolamentazione responsabile. Il documento dell’OHCHR analizza anche la situazione italiana e gli effetti della stretta repressiva in materia di droghe voluta dall’attuale governo a partire dal 2022 e introdotta attraverso vari interventi legislativi. L’organismo ONU cita, per il nostro paese, il documento inviato all’OHCHR all’inizio del 2026 da undici realtà della società civile italiana: Forum Droghe, Harm Reduction International, LILA - lega Italiana Lotta all’AIDS Milano, LILA - Lega Italiana Lotta all’AIDS Nazionale, Diritti Globali - Società INformazione, CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, La Società della Ragione, CGIL-Confederazione Generale Italiana del Lavoro, ITARDD Rete italiana Riduzione del Danno, ItaNPUD- Rete italiana delle persone che usano droghe, L’Isola di Arran ODV. «Il rapporto ONU rende visibile un problema che le politiche sulle droghe continuano troppo spesso a ignorare: le donne incontrano ostacoli specifici, prodotti anche dalle norme e dall’organizzazione dei servizi – ha dichiarato Susanna Ronconi di Forum Droghe, che ha curato la submission- La paura di perdere i figli, il peso delle responsabilità familiari, la violenza subita e lo stigma possono rendere difficile persino chiedere aiuto. Una politica efficace deve partire da queste condizioni e costruire risposte accessibili, rispettose e volontarie». Nel documento italiano evidenziato anche un maggior peso criminalizzante, più in generale, su tuttə lə giovani. Dei disastrosi effetti della war on drug sulle donne parla anche un editoriale, “The war on drugs is a war on women” pubblicato sull’autorevolissimo BMJ, British Medical Journal
