IL DOPPIO RADDOPPIO DELLA TOSCANA

Fabio Voller.pngFabio Voller, dirige l’osservatorio di Epidemiologia dell’agenzia di Sanità Toscana, che dal 2010 gestisce il sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi da infezione da Hiv della regione. Secondo il report dell’agenzia pubblicato a novembre 2015, il numero di nuovi casi non solo è stabile, ma si ripete negli anni: 219 sono le nuove infezioni rilevate nell’anno 2011 ma anche nel 2012, mentre 233 sono i nuovi i casi sia nell’anno 2013 che nel 2014. Non viene rilevato dall’agenzia invece il numero di test somministrati nella regione “a causa della mancata implementazione di sistemi informativi”. Anche in Toscana i Sert non notificano i dati dei test effettuati. E il ritardo di pubblicazione, secondo Voller, dipende dalla scarsa pressione mediatica.

 

 Con quale sistema informatico vengono registrate le diagnosi di positività al virus?

In Toscana la rete di sorveglianza delle infezioni da HIV è costituita dalle Unità Operative di Malattie Infettive delle Aziende Sanitarie e dall’Unità Operativa complessa Malattie Sessualmente Trasmissibili Tali Unità Operative, come richiesto dal decreto del 2008 sono state individuate tra le strutture già dotate dei requisiti per fare diagnosi, counselling e presa in carico delle persone sieropositive. I dati vengono raccolti dai medici che operano nelle strutture menzionate. Per ogni centro è stato identificato un medico referente del sistema di sorveglianza responsabile della raccolta e della trasmissione dei dati. La scheda che fino al 2014 era cartacea, è stata informatizzata tramite una maschera di inserimento dati appositamente predisposta dall’Agenzia Regionale di Sanità della Toscana. Ars ha fornito ad ogni U.O. l’applicativo per l’inserimento dei dati. Con cadenza bimestrale i referenti del sistema di sorveglianza estraggono dal database informatizzato il file contenente le schede inserite e lo invieranno all’ARS via web secondo le modalità predisposte dalla stessa Agenzia nel rispetto della normativa sulla privacy.

 

Con che periodicità notificate al Centro Operativo Aids?

Abbiamo una scadenza che mi pare sia giugno, per Aids è giugno e per Hiv è marzo: la notifica viene fatta regolarmente per quanto riguarda la regione Toscana. Pubblichiamo i dati a dicembre, perché c’è poca pressione mediatica per avere i dati nel frattempo, a differenza di altre patologie.

 

In che modo vengono integrati il registro Aids cartaceo e quello digitale sulla sorveglianza Hiv?

I dati cartacei vengono informatizzati in ARS attraverso una maschera di inserimento e i due database dialogano attraverso il codice identificativo criptato che identifica il soggetto

 

Quale tipo di test viene utilizzato nei centri Hiv AIDS della regione toscana? In particolare viene usato il "test di avidità", in grado di identificare se l'infezione sia o meno più vecchia di 6 mesi?

Il test di avidità viene richiesto raramente, considerando le diagnosi degli anni 2009-2014 è stato effettuato solo nel 6% dei casi. Il test più frequentemente utilizzato è il Western Blot.

 

Avete notizia del numero di test effettuati nel 2014?

Il numero di test effettuati è un dato mancante perché complicato da avere. Bisognerebbe recuperarlo dai laboratori. Inoltre, ci sono strutture come i Sert, che somministrano test Hiv che non vengono registrati in nessun flusso informativo, per cui non possono essere recuperati. Nei laboratori privati c’è lo stesso problema. Abbiamo informazioni solo dei laboratori privati, accreditati. Si rischia di dare numeri che sono fischi per fiaschi. Tuttavia si tratta di un dato importante epidemiologicamente e dal punto di vista clinico.

 

Avendo fondi a disposizione li investireste in questo?
Non credo sia un problema di fondi. Per la Toscana è un problema di implementare sistemi informativi che ci sono e che devono dalla fase di sperimentazione essere messi a norma. Non è un problema di fondi ma di finire le sperimentazioni.  

 

Quali sono gli interventi apportati con il progetto "Sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi da Hiv nella regione Toscana"?
Nell'ambito della prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse sono state promosse azioni in ambito scolastico (attività curriculari definite dai piani dell'offerta formativa (POF))ed extrascolastico per favorire nei giovani una affettività ed una sessualità consapevole. Inoltre con la fondazione sistema Toscana e la struttura Promozione della salute della Ex USL 4 di Prato, la Regione Toscana ha realizzato una applicazione scaricabile su Android e IOS reperibile sul sito regionale alla pagina dedicata nella sezione "Open Toscana" intitolata “I Love - Safe Sex - tutto quello che devi sapere sul sesso e che non osi chiedere." che fornisce anche indirizzi e servizi disponibili quali consultori e centri per l'effettuazione del test HIV.
E' inoltre giunta alla terza edizione la campagna di sensibilizzazione rivolta a tutta la popolazione per la prevenzione dell'AIDS che si realizza in collaborazione con la Fondazione Sistema Toscana e Agis Toscana attraverso la diffusione di spot sul tema della prevenzione dell'AIDS nelle sale cinematografiche.

 

Come commenta la stabilità delle nuove diagnosi di Hiv in Toscana negli ultimi anni? In particolare il fatto che il numero delle nuove diagnosi del 2013 e del 2014 risulti sempre 233.
In realtà 233 sono le diagnosi nei maschi. Nel 2014 sono state segnalate in Toscana 297 nuove diagnosi, nel 2013 erano 305. L’andamento è costante così come in Italia. Vi è una consolidata presa di coscienza del rischio tra i tossicodipendenti, ma dall’altra parte si evidenzia una scarsa percezione del rischio nella popolazione eterosessuale.

 

Ritiene che il sistema di sorveglianza sia migliorabile? In che modo?
Il sistema di sorveglianza è già buono. Tuttavia potrebbe essere migliorato, riducendo le criticità ancora presenti: la qualità dei dati, che presenta proporzioni di dati mancanti, il ritardo nella segnalazione dei casi da parte di alcuni centri.

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