Report dei servizi di Helpline e supporto LILA

pizza datiData: report annuale
Autore: Lila

I servizi di HelpLine e di supporto della LILA continuano la loro opera di informazione e sensibilizzazione rispondendo a domande di ogni tipo e confrontandosi, giornalmente, con mille richieste e mille quesiti. Risposte tese a ridurre l’ansia, a togliere dubbi, a rompere dinamiche comunicative parziali e non scientifiche che causano allarmismi e incidono pesantemente sul mantenimento dei pregiudizi che colpiscono le persone che vivono con l’HIV.
Pubblichiamo, come ogni anno, l’analisi dei contatti e delle richieste.

Sono 7.110 le persone che ci hanno contattato tra il 1° ottobre 2016 e il 30 settembre 2017, un dato di poco inferiore rispetto all’anno precedente. Si tratta prevalentemente di uomini italiani; le donne rappresentano poco più del 15% dei contatti e le persone straniere meno del 3%.
La questione che ci viene posta più frequentemente riguarda la trasmissione dell’Hiv e la valutazione di un ipotetico rischio corso: quasi il 60% delle persone ci contatta a riguardo, ma molto spesso i dubbi e le paure sono ingiustificate e legate a stereotipi e pregiudizi. Oltre il 46% ci pone invece domande sul test Hiv e sul periodo finestra.
Sono 903 le persone che ci hanno contattato dichiarando di avere l’Hiv. In questo caso i temi più trattati riguardano le terapie (34%) e gli aspetti emotivi e relazionali del vivere con l’Hiv (31%).

Quello che emerge è un livello di conoscenza assai confuso delle vie di trasmissione e dei comportamenti a rischio, spesso legato a elementi emotivi che nulla c’entrano con la possibilità di contagio o di prevenzione. Molta confusione c’è anche sul test Hiv a causa dei diversi tipi di test e delle informazioni discordanti sul periodo finestra; questo comporta, per le persone più ansiose, il dubbio che l’esito negativo del test non sia mai definitivo e che occorra ripeterlo fino anche a 6 mesi.
Per quanto riguarda le persone con Hiv, emerge in modo prevedibile il bisogno di informazioni e confronto su tutti gli aspetti connessi alle terapie antiretrovirali, ma quello che risalta con grande evidenza è la necessità altrettanto pressante di ascolto e confronto sugli aspetti emotivi e relazionali del vivere con l’Hiv. Sono diverse, inoltre, le persone con Hiv che ci hanno riferito di essere state trattate ingiustamente o diversamente a causa dello state sierologico e quelle che hanno dichiarato di aver subito vere e proprie discriminazioni, principalmente in ambito sanitario e lavorativo (violazioni della privacy, rifiuto di prestazioni sanitarie, richiesta del test nel luogo di lavoro...).

Il report completo è disponibile in allegato.