Report dei servizi di Helpline e supporto LILA

pizza datiData: report annuale
Autore: Lila

I servizi di HelpLine e di supporto della LILA continuano la loro opera di informazione e sensibilizzazione rispondendo a domande di ogni tipo e confrontandosi, giornalmente, con mille richieste e mille quesiti. Risposte tese a ridurre l’ansia, a togliere dubbi, a rompere dinamiche comunicative parziali e non scientifiche che causano allarmismi e incidono pesantemente sul mantenimento dei pregiudizi che colpiscono le persone che vivono con l’HIV.
Pubblichiamo, come ogni anno, l’analisi dei contatti e delle richieste.

Nel 2016 aumentano significativamente le persone che si rivolgono ai nostri servizi di consulenza.
Sono state 7.153 le perone che ci hanno contattato nel 2016 contro le 5.703 del 2015 con un incremento pari al 25,42%.
L’88,10% dei contatti è avvenuto tramite il telefono, mentre l’e-mail è usata dal 4,32% di chi ci contatta ed il 7,68% ci chiede in incontro vis-à-vis.

Il profilo di chi ci contatta
Come negli anni precedenti, chi ci contatta è prevalentemente uomo (85,35%), le donne sono il 14,29%, e le persone transgender lo 0,36%.
Queste percentuali variano nella popolazione straniera che si rivolge ai nostri servizi. Dei circa 200 stranieri (2,68% dei contatti totali) il 37,31 % sono donne.
Nel 92,20% dei casi le persone ci contattano per porci domande che le riguardano in maniera diretta, mentre il 6,44% ci contatta per conto di un’altra persona che può essere un/una parente, un amico o un’amica, il partner o la partner.

Rapporto con il test HIV
Continua ad essere difficile il rapporto con il test HIV. Meno della metà delle persone che si sono rivolte ai nostri servizi (47,95%) dichiara di aver fatto il test. Diminuisce leggermente la percentuale delle persone che ci dicono di non aver MAI fatto un test HIV nella vita, il 17,25% contro il 20,62% del 2015.
È però interessante notare che se guardiamo alla prevalenza tra la popolazione italiana e quella straniera, questa ultima dichiara di aver fatto il test nel 75,61% dei casi, contro il 43,82% della popolazione italiana.

Stato sierologico
Il 16,73% dei contatti, circa 1200 persone, ha dichiarato di avere l’HIV. Aumenta leggermente, rispetto al 2015, chi dichiara di aver contratto il virus da più di un anno: 82,71% contro 80,28% del 2015; mentre diminuisce chi dice di aver scoperto la propria positività nell’ultimo anno, passando dal 13,26% del 2015 al 11,78% di quest’anno.
Il 78,53% delle persone con Hiv ha dichiarato di essere in terapia, contro il 3,51% che ci dice di non esserlo con un sensibile miglioramento rispetto al 2015 dove tale percentuale si attestava al 7%. Su questo ha certamente inciso la modifica dell’approccio terapeutico delle Linee Guida italiane sulle terapie antiretrovirali che dallo scorso anno riportano la necessità di trattamento per tutte le persone con HIV a prescindere dal quadro immunitario.

Cosa ci chiedono
Globalmente le domande poste riguardano nel 57,65% dei casi “Virus – Trasmissione – Prevenzione” e nel 18,87% “Test e periodo finestra”.

Cosa chiedono le persone Hiv positive
Le persone che hanno dichiarato di avere una infezione da Hiv hanno principalmente bisogno di avere ascolto e confronto relativamente all’emotività e relazioni (14,79%), ai diritti (15,17%), alle terapie (18,80%), all’assistenza residenziale e domiciliare (12,86%) che è in aumento rispetto al 2015 (9,25%).
Di queste, chi dichiara di aver ricevuto la notizia negli ultimi 12 mesi (infezione primaria) è più interessato, rispetto a chi lo sa da più tempo, ad avere informazioni sull’evoluzione dell’infezione da Hiv (17,02% versus 2,22% di chi dichiara un’infezione cronica e il 7,58% di chi non specifica).

Cosa chiedono le persone Hiv negative
Le persone che ci dicono di essere risultate negative al test, che sono in attesa del risultato o che non riferiscono il loro stato sierologico concentrano le loro domande quasi esclusivamente sui temi della trasmissione/prevenzione e del periodo finestra anche se con percentuali diverse. Chi chiama avendo fatto già il test chiede informazioni su Virus / Trasmissione / Prevenzione nel 55,35% dei casi e sul periodo finestra nel 39,56%. Chi è in attesa di fare il test chiede informazioni su Virus / Trasmissione / Prevenzione nel 69,60% dei casi e sul periodo finestra nel 17,60%.

Uso del profilattico
I dati sull’uso del profilattico, caratterizzati da una elevata percentuale di persone che non dichiara nulla in merito all’uso (72,43%) il che ne riduce la significatività, evidenziano che tra coloro che hanno trattato questo tema con gli operatori solo il 14,85% ha dichiarato un uso abituale con una leggera diminuzione rispetto all’anno precedente; il 6,61% ha dichiarato di non usarli mai, il 5,27% ha dichiarato un uso saltuario e lo 0,84% ha segnalato problemi ad usarlo.
Analizzando i dati per genere possiamo vedere, senza nessuno stupore, che sono gli uomini ad usarlo di più: uso abituale 16.66%; uso saltuario 5,42%, anche se il 6,67% dichiara di non utilizzarlo affatto. Nelle donne l’uso abituale scende al 4,31, mentre la percentuale che dichiara di non usarlo mai è simile a quella dei maschi 6,26%.