Hiv/Aids: l’essenziale in sintesi

essenzialeSull'Hiv c'è ancora tanta disinformazione: dalle modalità di trasmissione del virus, alle prospettive di vita delle persone con Hiv. Se non sei informato/a sull'argomento, il tuo immaginario sull'Hiv potrebbe essere influenzato da pregiudizi purtroppo molto comuni. Se ti stai informando in questo momento, probabilmente sarai assillato da dubbi e timori di ogni tipo. Per questo motivo abbiamo raccolto qui le informazioni di base su tutti gli aspetti dell'Hiv, in modo che tu possa farti un quadro complessivo e realistico dell'infezione. Nelle altre sezioni del sito troverai ulteriori informazioni ed approfondimenti su tutte le questioni qui affrontate in estrema sintesi.

Chiariamo subito 2 questioni fondamentali:
1. L'Hiv è un virus che si trasmette prevalentemente per via sessuale e dunque riguarda chiunque abbia una vita sessuale attiva, ma è sufficiente rispettare poche e semplici regole per proteggersi dall'infezione.
2. L'infezione da Hiv, opportunamente trattata, è oggi considerata un'infezione cronica che lascia spazio a progetti di vita personali, lavorativi e familiari, compreso quello di diventare genitori e di avere figli sani.


freccia Hiv/Aids
freccia Vie di trasmissione
freccia La Profilassi Post Esposizione (PPE)
freccia I sintomi dell'infezione
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Hiv/Aids

L'Hiv è il virus dell'immunodeficienza umana: una volta entrato nell'organismo, attacca alcune cellule del sistema immunitario indebolendo progressivamente le naturali capacità di difesa. Se non trattato, può comportare una grave compromissione del sistema immunitario e l'insorgenza di infezioni opportunistiche e tumori (diagnosi di Aids).


Vie di trasmissione

L'Hiv si trasmette solo in 3 modi:

- attraverso rapporti sessuali non protetti dal preservativo (trasmissione sessuale)
- attraverso l'uso in comune di siringhe e materiali iniettivi (trasmissione ematica)
- dalla madre ai figli durante la gravidanza, il parto e l'allattamento al seno (trasmissione verticale).

Molti credono ancora che l'Hiv riguardi solo alcune persone (omosessuali, prostitute, tossicodipendenti), le loro scelte e i loro stili di vita, ma l'Hiv riguarda chiunque abbia una vita sessuale attiva. Il fatto che il rapporto sessuale avvenga tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso, o che sia più o meno occasionale, non cambia nulla: l'Hiv è un virus a trasmissione sessuale e questa è di gran lunga la modalità d'infezione più diffusa.

Ulteriori informazioni su: Trasmissione e prevenzione dell'Hiv 


La Profilassi Post Esposizione (PPE)

Nel caso in cui si sia corso un elevato rischio d'infezione (rapporti sessuali non protetti con partner Hiv positivi o con indizi di esposizione al rischio molto recente), è possibile recarsi al pronto soccorso per valutare con il medico l'opportunità di sottoporsi ad un trattamento farmacologico per cercare di prevenire l'infezione. La valutazione tiene conto del fatto che il rischio di trasmissione in seguito ad una singola esposizione è comunque basso e che in alcune condizioni è altamente improbabile (nel caso in cui la persona con Hiv segua con successo la terapia anti-Hiv).
La profilassi deve essere iniziata al più presto (non oltre le 48 ore) e ha la durata di 4 settimane.

Ulteriori informazioni su: PPE – Profilassi Post Esposizione 


I sintomi dell'infezione

In alcuni casi l'infezione da Hiv non genera alcun sintomo (sieroconversione asintomatica), in altri casi si manifesta invece una sintomatologia acuta (sindrome acuta retrovirale) che insorge tra i 4 giorni e le 4 settimane successive al contagio e dura solitamente da 1 a 3 settimane. I sintomi più comuni includono febbre, spossatezza, sudori notturni, rigonfiamento dei linfonodi, mal di gola, eruzioni cutanee: poiché si tratta di sintomi molto comuni e in parte simili a quelli di una semplice influenza, non c'è motivo di allarmarsi, ma se si manifestano a ridosso di un comportamento sessuale a rischio, è importante fare subito i dovuti accertamenti. 


Diagnosticare l'Hiv

L'infezione da Hiv non può essere diagnosticata attraverso i sintomi né attraverso le comuni analisi del sangue. L'unico modo per diagnosticare l'infezione è quello di sottoporsi al test per l'Hiv.
Il test non è in grado di rilevare l'infezione nei giorni immediatamente successivi al contagio. Per ottenere un risultato attendibile è necessario che dall'ultimo comportamento a rischio trascorra un periodo di tempo (detto Periodo Finestra), variabile a seconda del tipo di test.
L'esito del test è positivo se viene riscontrata l'infezione da Hiv (sieropositività all'Hiv). L'esito è negativo se non viene riscontrata l'infezione da Hiv (sieronegatività all'Hiv).

Ulteriori informazioni su: Il test per l'Hiv 


Le terapie

L'avvento delle terapie antiretrovirali (nel 1996) ha determinato l'immediato crollo delle diagnosi di Aids e della mortalità, restituendo alle persone con Hiv un'aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale. Le terapie oggi disponibili non sono ancora in grado di eliminare l'Hiv dall'organismo ma, contrastandone la replicazione, sono in grado di prevenire i danni che il virus rischia di causare.
Oltre a sostenere lo stato di salute, le terapie sono in grado di diminuire la capacità infettiva dell'Hiv riducendo significativamente il rischio di trasmettere il virus ad altre persone.


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[ultimo aggiornamento: aprile 2016]