Dati aggiornati Hiv/Aids in Italia

Data: novembre 2016
Autore: ISS

Dai dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità emerge che, nel 2015, sono state segnalate 3.444 nuove diagnosi di infezione da Hiv, pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti. Questa incidenza pone l’Italia al tredicesimo posto tra le nazioni dell’Unione Europea. Le regioni con l’incidenza più alta sono state il Lazio, la Lombardia, la Liguria e l’Emilia-Romagna.
Le persone che hanno scoperto di avere l’Hiv nel 2015 erano maschi nel 77,4% dei casi. L’età mediana era di 39 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (15,4 nuovi casi ogni 100.000 residenti).

Riguardo alle modalità di trasmissione, diminuisce ulteriormente la proporzione di consumatori di sostanze per via iniettiva (3,22%), mentre aumentano i casi attribuibili a trasmissione sessuale: nel 2015 i casi attribuiti a trasmissione eterosessuale sono stati il 44,9% e quelli attribuiti a trasmissione tra MSM 40,7%.
Nel 2015, il 32,4% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV aveva eseguito il test HIV per la presenza di sintomi HIV-correlati, il 27,6% in seguito a un comportamento a rischio non specificato e il 13,2% nel corso di accertamenti per un’altra patologia.

Sempre nel 2015 sono stati segnalati 789 casi di Aids conclamato, pari a un’incidenza di 1,4 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di Aids è in lieve costante diminuzione negli ultimi tre anni, tuttavia nell’ultimo decennio è aumentata la proporzione delle persone che hanno scoperto di avere l’Hiv nei mesi precedenti la diagnosi di Aids, passando dal 20,5% del 2006 al 74,5% del 2015. Oltre il 50% dei nuovi casi di Aids era costituito da persone che non sapevano di avere l’Hiv. Prima della diagnosi di Aids poco meno di un quarto aveva eseguito una terapia antiretrovirale.