Importante passo in avanti per le strategie di prevenzione dell’HIV nel nostro paese: l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha, finalmente, dato il suo via libera alla rimborsabilità della PrEP Long Acting, ossia la Profilassi pre-Esposizione a lunga durata, da parte del Servizio Sanitario Nazionale.
Il farmaco, denominato Apretude (cabotegravir Long Acting), è indicato per ridurre il rischio di trasmissione dell’HIV per via sessuale negli adulti e negli adolescenti dai sedici anni d’età. Il medicinale è stato inserito nella fascia di rimborsabilità H/RNRL e potrà, dunque, essere prescritto solo dai centri ospedalieri o dagli specialisti di infettivologia mediante la compilazione di una scheda predisposta da AIFA. Tale scheda descriverà in modo dettagliato le condizioni cliniche, i criteri di rimborso e di eleggibilità dei pazienti, le modalità di somministrazione, i parametri per la valutazione clinica e il monitoraggio. La grande novità, rispetto alla PrEP orale, è nella modalità di somministrazione: dopo una prima iniezione dovrà seguirne una seconda a distanza di un mese mentre le successive singole iniezioni di mantenimento sono previste ogni due mesi. Una iniezione ogni due mesi, dunque, per una copertura, altissima, dall’HIV.
Nonostante il ritardo con arriva cui in Italia, ossia ben tre anni dopo l’approvazione dell’EMA, l’Agenzia europea per il farmaco, il via libera alla PrEP Long Acting è una svolta decisiva che la LILA, così come tutte le realtà italiane impegnate nella prevenzione dell’HIV, perseguiva da tempo; la somministrazione ogni due mesi può, infatti, favorire l’aderenza di chi abbia difficoltà a rispettare un regime di assunzione su più giorni, o comunque giornaliero, ed essere più facilmente accettato da chi abbia difficoltà ad assumere pillole nel proprio contesto di vita. Ferma restando la validità assoluta del regime orale con Emtricitabina/tenofovir disoproxil, rimborsabile in Italia dal 2023, la PrEP long acting costituisce, certamente, un’opzione preventiva in più, in grado di raggiungere target diversi rispetto a chi utilizza la PrEP orale e di ampliare la platea di chi decida di proteggersi con la PrEP. I costi a carico della sanità pubblica saranno, inoltre, ampiamente superati dal vantaggio di poter evitare nuove infezioni da HIV e, dunque, cure che poi durano tutta la vita. All’entusiasmo per il semaforo verde di AIFA, si accompagnano, tuttavia, anche diversi motivi di preoccupazione sulle possibili criticità che si potrebbero ora presentare e sulle quali occorre mantenere alta la nostra vigilanza con l’obiettivo primario di ampliare l’accesso della popolazione alla profilassi preventiva. E’ urgente, infatti, che le Regioni programmino adeguatamente i servizi per l’implementazione dei centri che erogano la PrEP, integrando l’offerta della formulazione orale con quella long acting e supportando i servizi già offerti dal terzo settore. Tale implementazione deve prevedere una rete di centri PrEP capillare e distribuita su tutto il territorio nazionale, al contrario di quanto accaduto finora con la profilassi Preventiva orale. I criteri per l’erogazione della PrEP devono essere inclusivi, non stigmatizzanti e disponibili, il più possibile, per tutta la popolazione sessualmente attiva. E’indispensabile, inoltre, che oltre all’erogazione gratuita della PrEP, nelle sue varie formulazioni, sia prevista anche la gratuità di tutti gli esami diagnostici connessi alla Profilassi e alla salute sessuale delle persone, in stretta integrazione anche con centri IST (infezioni Sessualmente Trasmissibili), consultori ecc. In gran parte d’Italia, infatti, ad oggi, per chi vuole accedere alla PrEP tutti gli accertamenti clinici e i test per le Infezioni Sessualmente trasmissibili restano a pagamento. In gioco c’è il rispetto del diritto alla salute dei cittadini e delle cittadine ma anche la salute pubblica perché una maggiore diffusione della PrEP è cruciale per evitare nuove infezioni da HIV ma anche per contenere altre IST proprio perché i servizi PrEP favoriscono la prevenzione e la diagnosi su tutti gli aspetti della salute sessuale. Non a caso, la PrEP è fortemente raccomandata da tutte le agenzie internazionali, (ONU, OMS, UNAIDS), perché considerata strategica nel raggiungimento degli obiettivi ONU 2030 che prevedono, tra l’altro, la sconfitta dell’AIDS come minaccia per la salute pubblica e zero nuove infezioni entro il decennio. Al momento, tuttavia, la diffusione della PrEP, resta molto al di sotto degli standard previsti, un gap che va colmato al più presto.
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