epatiteL’epatite C è un’infezione del fegato causata da un virus, denominato HCV, che vive prevalentemente nel sangue e s’insedia nelle cellule epatiche, danneggiandole.

L’HCV può causare infiammazioni e successivamente cicatrizzazioni del tessuto epatico (note come fibrosi o, negli stadi più avanzati, cirrosi), riducendo la capacità dell’organo di svolgere le sue fondamentali funzioni. Prima che l’HCV arrivi a danneggiare il fegato, comunque, passano generalmente diversi anni.

A differenza dell’HIV, l’epatite C è curabile. Il virus HCV può essere eliminato naturalmente dal sistema immunitario o trattato con una terapia adeguata.

Oltre il 45% delle persone e fino al 20% di quelle con HIV elimina il virus nel corso dei primi mesi dal contagio senza bisogno di trattamento.
Nei casi in cui l’infezione da HCV non è debellata entro i primi mesi, l’epatite C diventa cronica e può avere un’ampia gamma di decorsi: alcune persone non sviluppano mai un danno epatico significativo, altre sviluppano una lieve fibrosi e un 20-30% sviluppa una cirrosi epatica.

L’OMS stima che nel mondo ci siano 170 milioni di persone con epatite C, equivalente a circa il 3% della popolazione mondiale, e che sono a rischio di sviluppare cirrosi epatica e/o cancro del fegato. In Europa si stima vivano circa 8 milioni di persone con HCV, un recente rapporto dei Centro Europeo per il Controllo delle malattie (Ecdc) ha segnalato un allarmante crescita dell'Epatite C in tutta Europa, con un numero di casi doppio rispetto alla B.

In Italia le ultime stime ufficiali parlano di circa 1 milione di persone con HCV, precedentemente se ne stimavano più di 2 milioni, ma è noto che il nostro paese è tra i più colpiti dell’area europea. Le persone con confezione HIV – HCV nel nostro paese sono circa 33.000.

COME SI TRASMETTE

Il virus dell'epatite C si trasmette attraverso il contatto diretto con sangue o indiretto attraverso l’uso di strumenti non sterili, e in misura minore attraverso rapporti sessuali non protetti. In passato anche l’uso di emoderivati e trasfusioni ha rappresentato un importante fonte di contagio, ora tali prodotti sono sottoposti ad analisi accurate.  I dati derivanti dalla sorveglianza epidemiologica delle epatiti in Italia evidenziano come i maggiori fattori di trasmissione nella popolazione generale siano legati al contatto col sangue, dunque a scambi di siringhe nell’utilizzo di droghe, a pratiche sessuali non protette che comprendono contatto con liquidi ematici, a trattamenti medico-chirurgici ed estetici, quando non vengano utilizzati metodi efficaci di sterilizzazione e mantenimento degli strumenti. La trasmissione materno-fetale e l'allattamento sono modalità di contagio possibili, ma che si verificano raramente.