CoscoBn2Intervista a Lucio Cosco direttore reparto malattie infettive dell'ospedale “Pugliese-Ciaccio”

 

Lucio Cosco, direttore reparto malattie infettive dell'ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, racconta di persone malate di cancro alle quali, per rispettare le linee guida di Aifa, non possono essere dati i nuovi farmaci contro l'Epatite C. Anche monitorare l'avanzata della fibrosi è un grande problema perché c'è un solo fibroscan (lo strumento che la misura) in tutta la regione Calabria.

 

Quante persone hanno avuto accesso ai nuovi farmaci contro l’Epatite C nel reparto da lei diretto?
Hanno avuto le nuove cure circa cento persone che rispondevano ai criteri  stabiliti da Aifa, ovvero una fibrosi del fegato superiore a F3. Di queste cento circa 20-25 avevano una coinfezione Hiv-Hcv. Tra le persone trattate abbiamo avuto solo un paio di fallimenti. Tutti gli altri stanno andando bene.

 

Riscontrate delle criticità nell’erogazione di questi farmaci?
Una criticità che abbiamo nella nostra regione è, che nonostante siano stati aumentati i reparti che possono prescrivere la nuova terapia, in Calabria c’è ancora solo un fibroscan, che è lo strumento che misura il livello di fibrosi dei malati. Questo è un problema per coloro che ancora non hanno avuto accesso alla terapia e devono restare sotto controllo. Quando c’erano le vecchie terapie i centri prescrittori erano sette, oggi con le nuove terapie ce ne sono dodici, ma ogni volta che un paziente deve fare un controllo della fibrosi deve andare a Lamezia.

 

Tra le persone escluse c’è qualcuno che cerca di comprarsi autonomamente i farmaci?
Questo non avviene perché sono farmaci estremamente costosi, ma sicuramente tra coloro che sono stati esclusi ci sono persone che potrebbero giovarsi di questi farmaci. Per esempio chi ha un tumore.

 

La terapia viene negata anche a chi ha un tumore?
Se non ha i requisiti di danno del fegato (fibrosi) richiesti da Aifa, sì. Ci sono stati casi di persone che pur avendo questa patologia non hanno potuto essere inseriti nella nuova terapia. Abbiamo avuto anche un betatalassemico maior che non ha potuto accedere ai nuovi farmaci. E’ una persona con una malattia ematologica di tipo ereditario, che fa trasfusioni ogni 10-15 giorni. Negare le cure a persone con queste patologia è qualcosa che viviamo molto male.