paese che invecchiaL’Italia, con i suoi oltre sessanta milioni di abitanti, è un paese che sta invecchiando rapidamente e che continuerà ad invecchiare, un fenomeno che non riuscirà ad essere compensato nemmeno dal rinnovamento demografico portato dall’immigrazione. 

Nel corso del "1st Geriatric Summit" svoltosi a Roma il Professor Antonio Cherubini, geriatra dell’IRCCS-INRCA di Ancona, ha spiegato come la struttura demografica della nostra società, tradizionalmente rappresentabile da una piramide (in basso le fasce di bambini e giovani, in alto gli anziani) da circa vent’anni, abbia assunto in Italia una forma a “botte”: ossia le fasce d’età più numerose sono divenute quelle intermedie tra i quaranta ed i sessant’anni con un’età media arrivata ai 44,7 anni ed un numero di nascite che dal 1947 si è praticamente dimezzato.

grafico popolazione

Le attese di vita degli italiani/e, nel 2016, erano di 80,6 anni per gli uomini e di 85,1 per le donne e si prevede che nel 2065 possano giungere rispettivamente a 86,1 e a 90,2. Il picco d’invecchiamento è previsto per il 2050 quando più di una persona su tre avrà oltre sessantacinque anni.

Per quanto riguarda la popolazione con HIV i dati riportati dal prof. Cherubini, ottenuti analizzando corti e studi europei e statunitensi relativi a oltre 88mila pazienti in ART, mostrano come, tra il 1996 e il 2010, le attese di vita siano aumentate di nove volte negli uomini e di dieci volte nelle donne. Tali aspettative restano più basse rispetto alla popolazione generale di circa una decina di anni ma si tratta pur sempre di un successo enorme. Questo miglioramento va attribuito all’avvento dei nuovi farmaci, alla loro minore tossicità, al conseguente miglioramento dell’aderenza alle terapie, alla migliore gestione delle comorbidità.

Fino agli inizi del 900 l’aspettativa di vita generale –ha detto nell'ambito dello stesso convegno il Professor Andrea Cossarizza, ordinario di patologia generale dell’Università di Modena e Reggio Emilia- non superava i 40/45 anni oggi siamo agli 80/85. Abbiamo guadagnato dunque tanti anni di vita, anni di vita in buona salute grazie all’evoluzione della medicina, dei sistemi sanitari, dei farmaci, alla scoperta dei vaccini. Il nostro sistema immunitario è chiamato a svolgere tuttavia compiti non previsti dalla nostra biologia e con l’avanzare dell’età tutte le risposte immunitarie, gradualmente, subiscono dei danni. Tra le persone HIV positive e quelle HIV negative i determinati dell’aging sono simili ma per le persone con HIV lo stress immunitario subito, le eventuali comorbidità, gli stati infiammatori subentrati possono produrre un’accelerazione dei fenomeni di immunosenescenza.

Tuttavia, ha aggiunto Cossarizza, un’analisi di circa 9mila pazienti delle corti del nord Italia, che assumono con successo la Terapia ART, ha evidenziato attese di vita che arrivano fino a tre in meno di quelle della popolazione generale. Molto diversa ovviamente la situazione tra chi non è in terapia.

Anche il dottor Davide De Francesco, UCL, Institute for Global Health di Londra, ha parlato dei grandi cambiamenti intervenuti nella dinamica demografica della popolazione con HIV: se nel 2010 l’età media di questa fascia di popolazione era di 44 anni, con un 28% di persone con più i 50 anni, nel 2030 si prevede che l’età media possa salire a 57 anni con un 73% di persone con più di 50 anni.