epidemiologia
Parola chiave:
Totale: 62 risultati.
Tag: epidemiologia
Articolo
CROI 2013 - Bollettino 1
(CROI 2013)

LILA Onlus - Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, in collaborazione con NAM, è lieta di fornirti la copertura scientifica ufficiale on-line della XX Conferenza su Retrovirus ed Infezioni Opportunistiche (CROI 2013), in corso presso il Georgia World Congress Center di Atlanta, negli Stati Uniti, dal 3 al 6 marzo 2013.

 

Leggi tutto...

CROI 2013 - Bollettino 2
(CROI 2013)

LILA Onlus - Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, in collaborazione con NAM, è lieta di fornirti la copertura scientifica ufficiale on-line della XX Conferenza su Retrovirus ed Infezioni Opportunistiche (CROI 2013), in corso presso il Georgia World Congress Center di Atlanta, negli Stati Uniti, dal 3 al 6 marzo 2013.

Leggi tutto...

IAS 2013 - Secondo Bollettino - Martedì 2 luglio 2013
(IAS 2013)

LILA Onlus - Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, in collaborazione con NAM, è lieta di fornirti la copertura scientifica ufficiale on-line della 7° Conferenza su Patogenesi, Trattamento e Prevenzione dell'HIV - IAS 2013, in corso a Kuala Lumpur, Malesia, dal 30 giugno al 3 luglio 2013.

 

 

Leggi tutto...

IAS 2013 - Primo Bollettino - Lunedì 1 Luglio 2013
(IAS 2013)

LILA Onlus - Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, in collaborazione con NAM, è lieta di fornirti la copertura scientifica ufficiale on-line della 7° Conferenza su Patogenesi, Trattamento e Prevenzione dell'HIV - IAS 2013, in corso a Kuala Lumpur, Malesia, dal 30 giugno al 3 luglio 2013.

 

Leggi tutto...

Conferenza ministeriale "La lotta all’HIV/AIDS dieci anni dopo la Dichiarazione di Dublino" - Presentazioni
(In Europa)

Titolo: Fight against HIV/AIDS ten years after the Dublin Declaration: Leaving no One Behind – Ending AIDS in EuropeData: 27 e 28 novembre 2014Autore: vari

"Fighting against HIV/AIDS ten years after the Dublin Declaration: Leaving No One Behind–Ending AIDS in Europe" è il titolo della conferenza ministeriale organizzata congiuntamente dal Ministero della Salute italiano, la Commissione Europea, l'Uffico Regionale per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) ed il Programma Congiunto delle Nazioni Unite su Hiv/AIDS (UNAIDS), insieme alle delegazioni dei Paesi membri dell'Unione Europea e degli stati confinanti, tenutasi a Roma il 27 e 28 novembre 2014.

Leggi tutto...

La lotta all’HIV/AIDS dieci anni dopo la Dichiarazione di Dublino - Conferenza Ministeriale
(In Europa)

Titolo: Fight against HIV/AIDS ten years after the Dublin Declaration: Leaving no One Behind – Ending AIDS in EuropeData: 27 e 28 novembre 2014Autore: NAM - Traduzione italiana a cura di LILA Onlus

LILA Onlus in collaborazione con NAM, è lieta di fornirti la copertura ufficiale on-line della Conferenza Ministeriale tenutasi a Roma il 27 e 28 novembre 2014, in occasione del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea. La Conferenza Ministeriale è organizzata congiuntamente dal Ministero della Salute italiano, la Commissione Europea, l'Uffico Regionale per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) ed il Programma Congiunto delle Nazioni Unite su Hiv/AIDS (UNAIDS), insieme alle delegazioni dei Paesi membri dell'Unione Europea e degli stati confinanti.

Leggi tutto...

Monitoring implementation of the European Commission Communication and Action Plan
(In Europa)

Data: Aprile 2012Autore: ECDC - European Centre for Disease Prevention and Control

Il Monitoraggio dell'implementazione della Comunicazione Europea per La lotta contro l'HIV/AIDS nell'Unione europea e nei paesi vicini, 2009 -2013 contiene la descrizione delle attività ed i risultati previsti nel "Piano di Azione"Il monitoraggio è stato affidato dalla Commissione Europea all'ECDC.

Leggi tutto...

HIV/AIDS Surveillance in Europe 2011
(In Europa)

Data: 30 Novembre 2012Autore: ECDC - European Centre for Disease Prevention and Control

Questo report, elaborato in collaborazione con la rappresentanza europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, presenta i dati relativi ad HIV ed AIDS per tutta la regione Europea.

Leggi tutto...

Leadership and resources in the HIV response - Monitoring implementation of the Dublin Declaration
(In Europa)

Data: 27 Maggio 2013Autore: ECDC - European Centre for Disease Prevention and Control

Questo documento appartiene ad una serie di report tematici basati sulle informazioni fornite nel 2012 dai Paesi membri, al fine di monitorare l'implementazione della Dichiarazione di Dublino sulla partnership per la lotta contro l'HIV-AIDS.

Leggi tutto...

Sex workers - Monitoring implementation of the Dublin Declaration
(In Europa)

Data: 27 Maggio 2013Autore: ECDC - European Centre for Disease Prevention and Control

Questo documento appartiene ad una serie di report tematici basati sulle informazioni fornite nel 2012 dai Paesi membri, al fine di monitorare l'implementazione della Dichiarazione di Dublino sulla partnership per la lotta contro l'HIV-AIDS.

Leggi tutto...

HIV treatment, care and support - Monitoring implementation of the Dublin Declaration
(In Europa)

Data: 27 maggio 2013Autore: ECDC – European Centre for Disease Prevention and Control

Questo documento appartiene ad una serie di report tematici basati sulle informazioni fornite nel 2012 dai Paesi membri, al fine di monitorare l'implementazione della Dichiarazione di Dublino sulla partnership per la lotta contro l'HIV-AIDS.

Leggi tutto...

Call to the European Commission and EU leaders to re-affirm leadership and commitment on HIV/AIDS
(In Europa)

Data: 10 Maggio 2013Autore: oltre 200 firmatari.La "Call to the European Commission and EU leaders to re-affirm leadership and commitment on HIV/AIDS, both inside and outside of the EU, by approving a new Strategy and Action Plan on HIV/AIDS", sottoscritta finora da 200 stakeholders: associazioni, ong, istituzioni, agenzie e parlamentari europei. La call è stata inviata ai membri del parlamento europeo, e con particolare attenzione a Tonio Borg, attuale commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori, dato che né la Commissione europea né il commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori si sono finora espressamente impegnati per lo sviluppo e l'adozione di una strategia aggiornata e di un piano di azione si Hiv/Aids e infezioni trasmissibili per il 2014-2020, e che stiamo per celebrare i dieci anni dalla Dichiarazione di Dublino, nel 2014.

Leggi tutto...

Resoconto del primo Forum della Società Civile sull’Hiv/Aids
(In Europa)

Data: 5-6 Settembre 2005 Autore: Lital Hollander dello European AIDS Treatment Group e Martine de Schutter di AIDS Action Europe. Traduzione italiana a cura di Lila (Ilaria Carlini)

Revisione della seconda bozza della Comunicazione della Commissione sulla lotta contro l’HIV/AIDS nell’Unione Europea e nei Paesi vicini, 2006-2009. In questo primo incontro ufficiale, i partecipanti al Forum hanno passato al vaglio la seconda bozza della Comunicazione sulla lotta contro l’HIV/AIDS nell’UE e nei Paesi vicini dando un significativo contributo alla stesura finale del documento: Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo sulla lotta contro l’HIV/AIDS nell’UE e nei paesi vicini, 2006-2009 del 15 dicembre 2005.

Leggi tutto...

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo sulla lotta contro l’Hiv/Aids nell’UE e nei paesi vicini, 2006-2009
(In Europa)

Data: 15 dicembre 2005Autore: Commissione Europea

Documento basato sui principi e sulle priorità stabilite nel documento di lavoro della Commissione "Coordinated and integrated approach to combat HIV/AIDS within the European Union and in its neighbourhood" (Un approccio coordinato e integrato della lotta con l’HIV/AIDS nell’Unione europea e nei paesi vicini) ed espone le principali linee d’azione fino alla fine del 2009.

Leggi tutto...

Report dalla conferenza di Brema sulla responsabilità e il partenariato – Insieme contro l’Hiv/Aids
(In Europa)

Data: marzo 2007 Autore: Lila - Alessandra Cerioli

Sintesi e impressioni dalla conferenza. Le integrazioni a questo report provengono dalla “4° riunione del Forum della Società Civile della UE” svoltasi a Brema a conclusione della Conferenza Ministeriale.

Leggi tutto...

La lotta contro HIV/AIDS nell’Unione Europea e nei paesi vicini, 2009-2013
(In Europa)

Data: 26 ottobre 2009Autore: Commissione Europea

Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni. Il documento - basato sui principi e sulle priorità stabilite nel documento di lavoro della Commissione "Coordinated and integrated approach to combat HIV/AIDS within the European Union and in its neighbourhood" (Un approccio coordinato e integrato della lotta con l’HIV/AIDS nell’Unione europea e nei paesi vicini) - espone le principali linee d’azione fino alla fine del 2013.

Leggi tutto...

Sorveglianza - Come si conta la salute?
(inchiesta)

Contare per capire. Contare per sapere se le nostre strategie funzionano. Contare per poter presto smettere di farlo.Come si conta la salute? è un’inchiesta difficile come è difficile entrare in ambiti statistici se l’orizzonte di riferimento è la salute di una nazione.Lilanews ha provato a raccontarvi i fatti, a registrare cosa accade quanto un test hiv ha esito positivo. A descrivervi qual è la trafila che porta la storia di una vita a diventare un dato preziosissimo per progettare una corretta politica di prevenzione, diagnosi e cura. Denunciando anche molte anomalie.Vai all'inchiesta

La solitudine delle percentuali
(apertura)

La nostra esistenza è immersa nella statistica. Ogni giorno leggiamo percentuali e stime su qualsiasi argomento, dal cibo all’anima. Se poi la statistica si occupa di medicina e salute il dato diventa sostanza di vita e elemento fondante della politica. L’Hiv ha un sistema di controllo statistico che si chiama Sorveglianza. E’ istituito da due decreti, uno per i casi di Aids, risalente al 1986 e uno per i casi di Hiv del 2008. Seguono iter diversi ma dovrebbero raggiungere lo stesso risultato: raccontarci in questo paese quanta gente viva con l’hiv e quante persone raggiungano lo stadio dell’aids. Confermarci che quei dati, che tanto piacciono ai media, dei circa 4000 nuovi casi all’anno siano così attendibili da poter costruire su questi l’identikit di una nazione e delle sue politiche sanitarie. Contare la salute per contare cosa fare. Ma la nostra inchiesta fa emergere una realtà ben diversa. E una pericolosa rimozione politica. Per commentarla abbiamo incontrato Carla Rossi, una docente di statistica in campo biomedico e sociale all’Università di Tor Vergata a Roma che il mondo Hiv lo conosce bene. 

Leggi tutto...

I DATI STABILI A CHI SERVONO?
(apertura)

Proviamo a mettere in ordine le questioni: la statistica in ambito sanitario è una cosa molto seria. Perché alla solitudine dei numeri corrisponde l’altrettanto inesorabile solitudine della politica. Realizzare un’inchiesta su “come si conta la salute?”, in particolare quella dei casi hiv-aids, è stato un viaggio complesso dentro il già noto: i dati che tanto piacciono ai media, 4000 nuovi casi (circa) di nuove diagnosi all’anno, stabili e conformi, sono dati quantomeno non plausibili. E lo sanno tutti.  

Lo sanno gli osservatori europei, che non li considerano affidabili. Lo sanno e lo pensano molti clinici, che arrivano a non valutare l’apporto statistico sostanziale alla loro missione e al loro impegno nelle cure; lo sanno i politici, che preferiscono un dato stabile per evitare di dover rispondere con serietà ad un allarme che parimenti molti condividono. La diffusione dell’Hiv-Aids in Italia non è un dato noto. Perlomeno non così certo. Manca per averne contezza un parametro: le sieroconversioni riconosciute e sorvegliate su che base di test somministrati vengono calcolate?Ce lo spiega bene la professoressa di biostatistica Carla Rossi: se non sappiamo quanti test facciamo in Italia come possiamo pensare di avere un quadro statistico esaustivo? Occorrerebbe contare quantomeno i test negativi. Ma non si fa.

Potremmo provare allora ad accontentarci della conta degli esiti positivi, qualcosa sarebbe. Ma neanche di quelli possiamo avere un dato certo. Troppo diversi i sistemi di sorveglianza da regione a regione, troppo aleatorie le variabili, troppo fragili i sistemi di registrazione del dato.Vogliamo dire che il Lazio, maglia nera nei confini dell’inchiesta, usa ancora un sistema di notifica cartaceo, affidato ai corrieri, che rimbalza di stanza in stanza, con un codice che esclude i doppi che siano nati nello stesso giorno, nello stesso luogo e con lo stesso sesso? Come se a Roma non potessero essere nati due “Giovanni” nello stesso giorno ed essere diventati entrambi persone sieropositive?

Vogliamo dire che a Milano per due anni in un medesimo contesto c’è stato lo stesso esatto numero di sieroconversioni, 75 a 75? Un dato che anche solo teoricamente dovrebbe mandare in soffitta ogni riflessione possibile sulla variabile distributiva tra le popolazioni maggiormente esposte. Vorrebbe dire che dentro quei “75" tutto, in due anni, sarebbe rimasto esattamente uguale o variato in maniera omogenea. Nessuna variazione tra gli msm o tra i tossicodipendenti se non proporzionale, per usare una relazione cara ad altri anni. O vogliamo dire che la stessa cosa accade nella serissima Toscana, dove i dati si ripetono identici per due volte di seguito in quattro anni?

Vogliamo parlare di percentuali? Facciamolo: Barbara Suligoi, dall’Iss ci dice che forse c’è un 10% di dati che sfuggono. In base a cosa li stima? Non è dato comprenderlo. Responsabilizza giustamente la coesistenza del registro Aids e di quello Hiv. Istituzioni di epoche passate gravate da storie e destini ormai superati. Ci racconta che da 6 anni chiede al Ministero della Salute una revisione e unificazione del registro. Senza fortuna.Eppure l’Emilia Romagna come sempre ci insegna che qualcosa si può fare. E che i dati sono importanti per sviluppare proposte e immaginare interventi.

Ma anche lì un luogo di screening delle malattie sessualmente trasmesse può riscontrare una positivizzazione al test e non notificare nulla, perché può farlo solo un ambulatorio di malattie infettive: cioè si può uscire dal centro mts con una diagnosi e disperdersi nel nulla senza che il dato sia mai registrato. Così come a Roma, nell’importantissima eccellenza che è lo Spallanzani, sembra che il 6% dei pazienti si perda per strada e non si sappia dove vada, a detta di Enrico Girardi, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e di Ricerca Preclinica intervistato per questa inchiesta.

Perciò restano a galla alcune domande: come possiamo valutare stabile, con queste falle, l’incidenza dell’hiv nella nostra società? Sarà grazie a questa stabilità “forzata" dei dati che le campagne di prevenzione latitano e sono così poco interessanti per il governo e poco richieste dallo stato sociale? Che informazioni abbiamo sulla spesa farmacologica, elemento che potrebbe dirci qualcosa in più?Perché se così fosse significa che ci sono generazioni scippate di informazioni sui loro rischi.

E’ il lato umano della medicina. Far sapere che l’Hiv-Aids c’è ancora e non dimentica di far sentire la sua presenza.

Allora mi permetto una richiesta, a margine di questa inchiesta. Ministra Beatrice Lorenzin ci racconti il suo punto di vista. E’ consapevole di tutto questo? Quanto dovremo aspettare ancora per unificare questo benedetto registro delle segnalazioni? Quanto per avere un dato sui test somministrati in Italia? Quanto per non riscontrare più diagnosi neonatali? Quando per non vedere più almeno 4000 diagnosi all'anno?

ROMA, UN ALGORITMO PUO' FAR SPARIRE
(dalle MTS)

C’è un ambulatorio molto conosciuto a Roma, la "stanza 13” dell’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Libero Spallanzani, punto di frontiera nella diagnosi HIV della capitale. Si fanno test, si discute con un counselling approfondito, si danno risposte. Tra i clinici che si occupano della Stanza 13 abbiamo incontrato Gabriella De Carli e Nicoletta Orchi, infettivologhe, e non c’è che dire: la sorveglianza a Roma ha un problema serio.

Delle circa 400 nuove diagnosi di da Hiv segnalate nel 2014 dallo Spallanzani, un centinaio sono state diagnosticate in ambulatorio o in regime di ricovero,  mentre i casi restanti  provengono da altri centri medici: laboratori privati, Asl e altri ospedali. In questo modo sono passati per l’istituto romano circa due terzi dei  598 nuovi casi segnalati in tutto il Lazio nel corso dell’anno. Da quando la “Stanza 13” è diventata un ambulatorio con diversi infermieri dedicati, sono quasi 11mila ogni anno le persone che vi si rivolgono, per fare test e ricevere counseling per l’Hiv e altre malattie sessualmente trasmesse, o dopo una prima diagnosi di infezione. Ma basta essere nati nello stesso giorno e nello stesso comune per sparire dalla conta: il sistema cancella automaticamente quelli che reputa “doppioni”.

 

“Degli otto casi di nuova diagnosi che abbiamo visto negli ultimi due giorni, oltre la metà era inconsapevole del proprio rischio, ed ha eseguito il test casualmente o su indicazione medica per la comparsa di una patologia” ci dice subito Gabriella De Carli.

Siete voi come ambulatorio che notificate i nuovi casi all’osservatorio regionale?

GDC: Nel Lazio le notifiche delle nuove diagnosi vengono fatte da ciascun laboratorio della regione. Le nuove diagnosi di infezione che vengono notificate dal laboratorio dello Spallanzani al centro regionale sono circa 400 ogni anno, delle quali poco più della metà  sono conferme di casi identificati in altri centri. Il sistema usato fino ad oggi in regione è basato sul modulo western blot: la prima parte è compilata dal laboratorio e la seconda dal centro che vede la persona. Nel modulo inseriamo informazioni che il laboratorio non ha, come il fattore di rischio o se la persona risultata Hiv positiva avesse eseguito un test negativo in precedenza. Lo Spallanzani non è tanto il centro che fa la maggior parte delle notifiche, quanto il centro di raccolta di Roma per il trattamento.

Vi sono persone che non vengono a ritirare il test?

GDC: Sì quando non è stato richiesto dalla persona ma prescritto insieme ad altre analisi; ad esempio per i test prescritti per genitorialità responsabile, anche un 30 per cento, ma è un fenomeno che riguarda anche i risultati di altre analisi. Molti ritengono che verrebbero avvisati se fossero positivi: dal fatto che non sono stati chiamati deducono che non sono positivi.

Se la persona non viene a ritirare il test viene fatta la notifica?

GDC: Se i test non vengono ritirati la notifica viene fatta ugualmente. E comunque quando ci sono test positivi facciamo ogni sforzo per rintracciare la persona e informarla; venire a conoscenza della propria diagnosi è essenziale.  

Ritenete che i casi segnalati annualmente dalla regione Lazio descrivano con precisione l’infezione da HIV nella regione?

(A rispondere è la dottoressa Nicoletta Orchi, ndr): I dati della sorveglianza del Lazio fino al 2015 sono stati notificati dai laboratori e poi elaborati dall’Agenzia di Sanità Pubblica regionale che calcola il numero corretto di nuove diagnosi sulla base dell’algoritmo usato per la notifica. L’algoritmo è formato da tre informazioni: comune e giorno di nascita, sesso. I dati doppi vengono cancellati.  Oggi la nostra regione certamente sottostima, perché è facile che in una città come Roma ci siano persone dello stesso sesso nate lo stesso giorno con una diagnosi di Hiv. Si tratta di un sistema che era valido nell’'85 quando le diagnosi erano poche ma che oggi è superato. Il codice da quest’anno sarà cambiato e formato dalle informazioni stabilite nel decreto sulla sorveglianza del 2008. Poi c’è un problema di sottonotifica: alcuni laboratori potrebbero non notificare, come in tutti i sistemi di sorveglianza.

Come Spallanzani usate il test di avidità: quante sono le infezioni recenti tra quelle diagnosticate?

NO: Secondo lo Studio Epidemiologico sulle Nuove Diagnosi di Infezione da HIV nel Lazio, coordinato dallo Spallanzani e al quale collaborano gli altri centri della Regione come Tor Vergata e il Policlinico, le infezioni recenti, acquisite negli ultimi 6 mesi sono il 18-20% delle nuove diagnosi. Un terzo delle persone scopre di avere l’HIV molto tardi.