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Tag: discriminazioni
Articolo
AIDS 2012 - XIX Conferenza Internazionale sull'Aids - Washington DC, USA - 22/27 luglio
(Nel mondo)

Data: 22-27 luglio 2012Autore: NAM - traduzione Italiana a cura di Lila

Tema della Conferenza è Turning the tide together (Invertire insieme la marea). La Lila è presente alla Conferenza e, in collaborazione con NAM, partner ufficiale della Conferenza, fornisce un report giornaliero in italiano delle notizie più importanti.

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AIDS 2014 - Quinto bollettino
(AIDS 2014 )

LILA Onlus - Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, in collaborazione con NAM, è lieta di fornirti la copertura scientifica ufficiale on-line della 20° Conferenza Internazionale sull'AIDS (AIDS 2014), che si terrà a Melbourne, Australia, dal 20 al 25 luglio 2014.

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Conferenza ministeriale "La lotta all’HIV/AIDS dieci anni dopo la Dichiarazione di Dublino" - Presentazioni
(In Europa)

Titolo: Fight against HIV/AIDS ten years after the Dublin Declaration: Leaving no One Behind – Ending AIDS in EuropeData: 27 e 28 novembre 2014Autore: vari

"Fighting against HIV/AIDS ten years after the Dublin Declaration: Leaving No One Behind–Ending AIDS in Europe" è il titolo della conferenza ministeriale organizzata congiuntamente dal Ministero della Salute italiano, la Commissione Europea, l'Uffico Regionale per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) ed il Programma Congiunto delle Nazioni Unite su Hiv/AIDS (UNAIDS), insieme alle delegazioni dei Paesi membri dell'Unione Europea e degli stati confinanti, tenutasi a Roma il 27 e 28 novembre 2014.

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La lotta all’HIV/AIDS dieci anni dopo la Dichiarazione di Dublino - Conferenza Ministeriale
(In Europa)

Titolo: Fight against HIV/AIDS ten years after the Dublin Declaration: Leaving no One Behind – Ending AIDS in EuropeData: 27 e 28 novembre 2014Autore: NAM - Traduzione italiana a cura di LILA Onlus

LILA Onlus in collaborazione con NAM, è lieta di fornirti la copertura ufficiale on-line della Conferenza Ministeriale tenutasi a Roma il 27 e 28 novembre 2014, in occasione del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea. La Conferenza Ministeriale è organizzata congiuntamente dal Ministero della Salute italiano, la Commissione Europea, l'Uffico Regionale per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) ed il Programma Congiunto delle Nazioni Unite su Hiv/AIDS (UNAIDS), insieme alle delegazioni dei Paesi membri dell'Unione Europea e degli stati confinanti.

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Risoluzione PACE 1997 (2014): Migrants and refugees and the fight against Aids
(In Europa)

Titolo: Risoluzione PACE 1997 (2014): Migrants and refugees and the fight against AidsData: adottata il 23 maggio 2014Autore: Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (COE)

Con questa risoluzione, l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa riconosce che il diritto alla salute è un diritto umano fondamentale universale, che si applica a tutte le persone, comprese le persone migranti, e considera un aspetto chiave la possibilità di accesso alle cure ed ai trattamenti.Le persone migranti, richiedenti asilo e le persone rifugiate costituiscono un gruppo particolarmente vulnerabile per ciò che concerne l'HIV, e l'Assemblea esprime la propria preoccupazione rispetto al fatto che molte persone migranti subiscano diverse forme di discriminazione e stigmatizzazione nel caso risultino positive ai test per HIV/Aids, e siano spesso ostacolate nell'accedere ai servizi di prevenzione e trattamento.

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Questionario sulla situazione Italiana dei diritti umani e Hiv/Aids in Europa, 2005
(In Europa)

Data: 31/01/2006 - 1/02/2006Autore: Ronald Brands, Eszter Csernus, Mauro Guarinieri, Luis Mendao, Raminta Stuikyte

Il questionario è stato uno dei metodi di lavoro utilizzati per la preparazione della prima riunione del 2006. Questa è la parte elaborata da Lila con la collaborazione di: Raffaele Lelleri, Responsabile nazionale salute di Arcigay; Stefano Volpicelli, Trainer and Researcher collaborator of Aids and Mobility; MIT Movimento Identità Transessuale.

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8° meeting della Società Civile su Hiv/Aids
(In Europa)

Data: 3-4 novembre 2008 Autore: Lila (José Rojas Lima e Silva)

Nell'8° meeting sono stati discussi i suggerimenti per la Comunicazione della Commissione al Condiglio e Parlamento europeo sulla lotta contro l’HIV/AIDS nell’Unione europea e nei paesi vicini (2010-2014) e, sullo stesso argomento, la preparazione alla XVIII Conferenza internazionale; la campagna affinché la sieropositività rientri nelle disposizioni europee relative alla discriminazione; la ricerca effettuata che raccoglie evidenze in materia di stigma correlato all'Hiv; l'operato delle presidenze di turno dell'UE.

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Appello contro le restrizioni alla mobilià delle persone con Hiv in Europa entro il 2010
(In Europa)

Data: 3 novembre 2008Autore: Civil Forum

Nel 2010, a Vienna, si terrà la Conferenza internazionale sull'Aids. L'appello è rivolto a  Istituzioni e Governi affinché, almeno nei 21 paesi europei in cui sono ancora in atto restrizioni all'ingresso e alla residenza delle persone sieropositive, queste norme discriminatorie vengano abolite entro quella data.

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La lotta contro HIV/AIDS nell’Unione Europea e nei paesi vicini, 2009-2013
(In Europa)

Data: 26 ottobre 2009Autore: Commissione Europea

Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni. Il documento - basato sui principi e sulle priorità stabilite nel documento di lavoro della Commissione "Coordinated and integrated approach to combat HIV/AIDS within the European Union and in its neighbourhood" (Un approccio coordinato e integrato della lotta con l’HIV/AIDS nell’Unione europea e nei paesi vicini) - espone le principali linee d’azione fino alla fine del 2013.

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Lavorare è un diritto
(Campagne)
Qualsiasi sia il lavoro, l’Hiv non conta!

La Costituzione italiana, leggi nazionali e norme internazionali tutelano il diritto al lavoro da ogni forma di discriminazione, anche per motivi di salute e per l’Hiv.Eppure ignoranza e pregiudizi ancora ostacolano questo diritto: richieste illegittime di test per accedere a un bando o per ottenere un lavoro, licenziamenti, trasferimenti e cambi mansione immotivati, violazioni della privacy. Lavorare è un diritto, combattiamo ignoranza e pregiudizi!Fermiamo l’Hiv, non le persone con Hiv!

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Voteresti per me se fossi sieropositivo?
(Campagne)

La campagna sfrutta la popolarità dei leader politici in vista delle elezioni politiche del 2013 per veicolare un messaggio semplice: sapere che una persona ha l'Hiv quanto cambia l'opinione che ne abbiamo?

Il coinvolgimento della politica e dell'opinione pubblica rafforza il messaggio di sostegno alle persone sieropositive, per lo sviluppo di una società che sta al loro fianco, nella convinzione che fermare l'Hiv non significa fermare le persone con l'Hiv. La lotta contro Hiv e Aids comprende infatti, oltre a prevenzione e accesso a test e terapie, la denuncia delle ingiustizie, della negazione di diritti, di tutto ciò che nella società rende difficile la vita e danneggia la salute delle persone che vivono con Hiv, la cui dignità non può essere messa in discussione.

La campagna provoca riflessione, non pietà, in un contesto sociale ancora attraversato da un pensiero convenzionale che vede le persone con Hiv con paura e pregiudizio, in qualche modo diverse. La sua azione è molteplice e non si riduce a semplice provocazione. I leader politici sono resi consapevoli del loro ruolo, i cittadini sono stimolati a porsi domande sulla capacità di rispettare gli altri e di cambiare i comportamenti, le persone sieropositive ricevono un messaggio solidale. Stigma e discriminazione non sono inevitabili e vanno denunciati in quanto ingiustificati e inaccettabili.

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LILA Lazio | Studenti protagonisti della lotta all'Aids
(Prevenzione)

Realizzato da: LILA Lazio, in collaborazione con Coordinamento Romano HivFinanziato da: Comune di RomaPeriodo: febbraio 2014 - dicembre 2015.Video e un kit per proteggersi dall'Hiv: sono state presentate il 1° dicembre le opere ideate nell'ambito del progetto “HIV? Sintonizzati” promosso in dieci licei romani dal coordinamento per la lotta al virus del comune di Roma di cui LILA fa parte insieme ad altre associazioni. Annamaria Vatrella (LILA Lazio) racconta il lavoro svolto con i ragazzi nelle scuole Di Vittorio e Lattanzio.

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LILA Toscana | Leggere è un diritto?
(Prevenzione)

Realizzato da: LILA Toscana, Casa circondariale "Gozzini", Comune Firenze, FST, UCPI, Ass. Donne di carta, Ass. Fiesolana2b, AVP, CETEC, RFK Center, Garante detenuti Firenze, PRAP.Finanziato da: CESVOTPerido: Dicembre 2014 – Novembre 2015Il progetto prevede un percorso di incontri e letture sulla discriminazione e l'isolamento con un gruppo di persone detenute presso la Casa circondariale "Mario Gozzini", coinvolgendo la Scuola carceraria e il "Cineforum e audiovisivo" svolto a cura della Fondazione Sistema Toscana.A partire dalla visione di film scelti in base a temi di comune interesse, si approderà, passando attraverso la narrazione orale, alla lettura e all'analisi. Il percorso prevede alcuni cicli di lettura con incontri a cadenza quindicinale; ogni ciclo sarà concluso dall'incontro con l'autore del libro letto.Gli autori saranno invitati al "Mario Gozzini", ma il progetto prevede iniziative svolte anche esternamente all'istituto così da favorire l'apertura del "pianeta carcere" al territorio e la conoscenza, da parte della cittadinanza, di un mondo che, al di là dei periodici clamori su stampa e televisione, è ancora poco compreso.

Benessere psico-fisico e incidenza dei fattori socio-ambientali
(aspetti sociosanitari)

Il tema delle barriere e/o delle risorse ambientali, sociali, comportamentali che possono influire sullo stato di salute dei/delle pazienti in età geriatrica, mostra una rilevanza sempre maggiore nei percorsi di trattamento e cura. Ma come valutare questi fattori? Come dare loro una rilevanza scientifica che possa integrare la diagnosi strettamente clinica? Nel suo intervento al convegno dello scorso febbraio, dedicato ad HIV e Geriatria, la la Professoressa Antonella Cingolani, infettivologia dell’Università Cattolica di Roma, ha illustrato le potenzialità del PROs, Patient Reported Outcomes, uno strumento, una sorta di questionario, che permette una visione di ogni aspetto dello stato di salute del/della paziente così come arriva dalla persona stessa, senza interpretazioni da parte di medici o altre figure. Si basa sul concetto che lo stato di salute non si configuri come una mera assenza di malattie ma come uno stato complesso di benessere fisico, mentale e sociale che può essere riferito e auto-valutato dal paziente. Oltre a permettere un approccio personalizzato alla cura, le analisi dei PROs possono dunque restituire alle autorità di salute pubblica indicatori fondamentali per orientare i servizi e l’assistenza alle persone con HIV in aging. “Ci troviamo di fronte ad un quadro nuovo anche dal punto di vista sociale, le persone si trovano a gestire un futuro che non pensavano di poter vivere” ha spiegato Cingolani citando lo studio: “We never expected this to happen”, non ci saremmo mai aspettati che questo potesse accadere.

Si tratta di una ricerca condotta a Londra attraverso una raccolta di biografie tra uomini omosessuali con HIV tra i cinquanta e i settantotto anni, volta ad esplorare le condizioni che ne permettono o meno un “invecchiamento di successo”. La differenza di esperienze tra chi considera l'invecchiamento un’opportunità per continuare a progredire verso i propri obiettivi di vita e chi, invece, lo vive come una condizione di ulteriore marginalità, risulta legata, più che all’età, agli svantaggi sociali subiti a causa dell’HIV nell’arco della propria vita: dalle carriere interrotte all’isolamento sociale e familiare. Lo studio esplora anche la possibilità di costruire percorsi, reti e comunità di sostegno per le persone anziane con HIV.

Cingolani ha citato altri studi che indagano su questi aspetti con il metodo del PROs. Tra questi un survey del 2011 del centro OMS per lo studio della qualità della vita, condotto in diversi paesi, dal quale emerge come l'inclusione sociale aumenti la percezione della salute fisica attraverso sentimenti positivi. Questo non dipende sempre dall’età, anzi, talvolta le persone con HIV più giovani riferiscono una qualità della vita peggiore di quelle più anziane.

Conclusioni simili arrivano anche dallo studio britannico ASTRA che mostra come, con il progredire dell'età, tra le persone con HIV aumentino i problemi funzionali ma diminuiscano ansia e depressione. Secondo lo stesso studio a correlarsi con un peggior stato di salute mentale è, inoltre, più il tempo trascorso con l’infezione da HIV, e dunque con tutti i problemi ambientali connessi, che non l’età cronologica in sé.

Si è chiesta, dunque, Cingolani, cosa influisce sull’Invecchiare bene? Studi condotti negli Stati Uniti nell’ambito della psichiatria e della neuroscienza mostrano come la resilienza contrapposta alla depressione sia un fattore fondamentale per un invecchiamento di successo, almeno al pari della salute fisica. Al contrario, la solitudine, l’isolamento sociale e lo stigma sono fattori che nelle persone con HIV si correlano a un invecchiamento negativo. Già nel 2010, uno studio su una corte di circa mille tra uomini e donne con HIV di New York, di età superiore ai cinquant’anni, dimostrava come oltre il 39% dei partecipanti manifestasse sintomi di depressione severa, legata per quasi la metà dei casi allo stigma, alla solitudine, a una minore performance cognitiva, a livelli ridotti di energia. Al contrario, contrastare lo stigma e la solitudine legati all'HIV, può avere effetti duraturi nel ridurre i sintomi depressivi maggiori e migliorare la salute percepita. Un recente studio olandese del gennaio 2018 ha comparato la qualità della vita delle persone con HIV a quella di altri gruppi di popolazione affetta da patologie croniche (diabete 1 e 2 e artrite reumatoide): Ne emerge un livello di salute fisica simile o superiore a quello degli altri gruppi ma un livello di salute mentale più basso, il che conferma come questo aspetto debba divenire parte integrante della percorso di presa in carico del/della paziente con HIV.

Oltre alla depressione, altri due fattori si correlano a un più basso stato della qualità della vita: le comorbidità e l’abuso di sostanze, come evidenzia questo studio USA del 2017. Si correlano, invece, positivamente con la qualità della vita in età avanzata la disponibilità di “care giving”, il supporto sociale, la rete relazionale delle community. Sono dunque sempre più importanti per affrontare l’aging in HIV l’approccio multidisciplinare e la capacità di intervenire, non solo sulle vulnerabilità, ma anche sui livelli di protezione clinica e sociale.

Il tema del nuovo scenario costituito dall’invecchiamento in HIV è stato affrontato nel corso del convegno da diversi rappresentanti delle community da Giusi Giupponi della LILA che ha confermato come le persone con HIV, dopo aver guadagnato anni di vita inaspettati, si trovino di fronte ad uno scenario inedito: la possibilità di invecchiare con tutte le potenzialità ma anche le incognite del caso. Anche Giulio Corbelli, Plus, ha rilevato come le persone con HIV guardino con sorpresa ma anche con ansia al proprio invecchiamento: “È fondamentale –ha detto- che gli aspetti del benessere psico-fisico siano considerati al pari di altri misuratori di salute”.

Simone Marcotullio di Nadir Onlus, nella sua relazione, ha riferito gli esiti di alcuni survey internazionali dai quali emerge come le persone con HIV, generalmente, si aspettino di vivere meno della popolazione generale mostrando una percezione delle attese di vita peggiore di quanto non sia in realtà. Questo ha comportato un minor investimento sul proprio futuro. Tra le conseguenze pratiche, ad esempio, il fatto che ci si sia preoccupati meno della propria stabilità finanziaria (pensione, mutui, risparmio) o della prevenzione per un buon invecchiamento. Per Marcotullio sarebbe dunque interessante lavorare alla creazione di un nuovo contesto socio-culturale che possa favorire un buon invecchiamento in HIV: approccio personalizzato alla cura della persona basato sull’ascolto, valorizzazione delle reti di relazioni, assunzione pubblica del tema della “solitudine” alcuni degli spunti di riflessione indicati.

 

A Lecce parte il progetto "Io come Te, percorsi di introspezione sociale contro la violenza”. In rete il volontariato. C’è anche la LILA.
(dalle sedi)

Razzismo, violenza di genere e omofobia, bullismo, criminalizzazione delle diversità, pregiudizi, ostilità verso ogni politica d’inclusione: la qualità delle nostre relazioni sociali e interpersonali rischia, a tutti i livelli, una brusca involuzione, come le cronache documentano ormai quotidianamente. Si tratta di fenomeni, frutto, spesso, dell’aumentata fragilità sociale, dell’abbandono di percorsi educativi in grado di incidere sulla formazione dei più giovani, della fine di tante esperienze di elaborazione e partecipazione collettiva dal basso, di risposte politiche di cattiva qualità. Per questo a Lecce parte in questi giorni il progetto "Io come te - Percorso di introspezione sociale contro la violenza", volto a promuovere una società sempre più orientata al rispetto delle differenze e al contrasto del pregiudizio e delle dinamiche di violenza e sopruso.

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Fermiamo l’Hiv, non le persone con Hiv: Cgil con Lila Cagliari contro le discriminazioni
(dalle sedi)

E’ partita nel capoluogo sardo il 1° maggio la campagna "Fermiamo l'Hiv, non le persone con l'Hiv" promossa da Cgil – Ufficio Nuovi Diritti e LILA di Cagliari, per la tutela dei diritti e della lotta alla discriminazione nei luoghi i lavoro. A circa 50.000 iscritti e a 1800 delegati della Cgil sarà inviata una lettera che informa sulla normativa relativa alla somministrazione del test ai dipendenti.

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HIV, dirlo o non dirlo? Dentista, patente, viaggi: fai un check ai tuoi diritti
(notizie)

Le persone con HIV sono tra le più attente alla propria salute, quelle con la più assidua frequentazione di medici e strutture sanitarie (grazie anche al buon livello dei reparti d’infettivologia) e, spesso, le più informate su come prevenire altre patologie da quelle cardiovascolari a quelle osteo-muscolari, alle IST (infezioni sessualmente trasmissibili). Grazie alla TasP (Treatment as Prevention) sono inoltre, al momento, anche quelle meno a rischio di trasmettere l’infezione: infatti, una persona in cura, con carica virale stabilmente non rilevabile, non è infettiva e il livello di successo terapeutico tra le persone in trattamento, supera ormai in Italia l’80%.

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Un anno intenso volge al termine, le urgenze dei prossimi mesi
(notizie)

Cari amici e care amiche, con il primo dicembre alle spalle, e dopo un anno intenso, caratterizzato dalle tante iniziative con cui abbiamo voluto ricordare il trentennale della LILA, crediamo sia giusto tracciare un quadro delle urgenze che dovremo tornare ad affrontare dai prossimi mesi. La prima, quella che ricomprende quasi tutte le altre, riguarda il rispetto, da parte dell’Italia, dei parametri richiesti dall’ONU per essere in linea con l’obiettivo della sconfitta dell’AIDS entro il 2030. Già entro il 2020, dunque entro soli tre anni, il nostro paese dovrebbe centrare il target “90-90-90” e conseguire un rilevante abbattimento delle nuove infezioni. Ebbene, senza un radicale cambio di passo, credo che difficilmente si riuscirà a centrare quest’obiettivo, non senza conseguenze per il diritto alla salute di tutti e tutte. 

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Lo stato dell’HIV/AIDS in Italia: dati, diritti, persone, politiche di salute pubblica per sconfiggere l’HIV/AIDS entro il 2030
(notizie)

In occasione del World AIDS Day e delle iniziative per il trentennale dell’associazione, lo scorso 28 novembre, LILA Onlus ha presentato a Roma “LILAReport 2017”, un rapporto basato sull’analisi dei circa 12mila contatti censiti, in modo assolutamente anonimo, dai nostri servizi di helpline, dai servizi di testing per l’HIV e nel corso delle attività di prevenzione nelle scuole, esemplificate dal progetto EDUCAIDS svolto da LILA Cagliari.

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Lanciata a Parigi la “Community Paris Declaration per i diritti delle Key-population colpite dall’HIV/AIDS"
(notizie)

Dalla Conferenza IAS2017 arriva la “Community Paris Declaration”, una dichiarazione volta ad affermare i diritti delle KAP, Key Affected Population, popolazioni- chiave colpite dall’HIV/AIDS. Presentato lo scorso 24 luglio a Parigi, il documento è stato redatto, dopo mesi di lavoro, da community di tutto il mondo. Presupposto base, come affermato nel primo punto del testo, è che “L’HIV/AIDS non avrà termine finché le popolazioni- chiave saranno criminalizzate, discriminate, respinte, arrestate, imprigionate e uccise. Occorre dunque battersi, affinché i diritti delle KAP siano attuati e rispettati da tutte le organizzazioni e governi, globali, regionali o nazionali”. La dichiarazione riafferma ancora una volta come nella lotta all’HIV/AIDS gli aspetti medico-scientifici non possano prescindere da una grande battaglia globale per la dignità e il rispetto dei diritti umani di tutti e tutte, per l’equità sociale, per il diritto alla salute, contro ogni discriminazione, in ogni angolo del mondo, in ogni piega nascosta o rimossa delle nostre organizzazioni sociali. 

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