Nuovi farmaci Epatite C: Presentata interrogazione su accesso coinfetti Hiv/Hcv

L'On. Donata Lenzi (PD) aderisce all'appello della LILA e chiede al ministro della Salute se non ritenga urgente includere le persone con Hiv – su cui l'epatite C evolve più rapidamente e con esiti peggiori - tra coloro che possono essere curati prioritariamente con le nuove terapie, intervenendo nei confronti dell'Aifa.

Non ritiene doveroso includere le persone con Hiv – su cui l'epatite C evolve più rapidamente e con esiti peggiori - tra coloro che possono essere curati prioritariamente con le nuove terapie? Non ritiene urgente intervenire nei confronti dell'Agenzia Italiana del Farmaco al fine di far valere quanto contenuto nei più importanti documenti di indirizzo nazionali ed internazionali dando accesso ai farmaci salvavita a chi oggi non ne ha con conseguenze gravissime sulla propria salute? Sono le domande che vengono poste alla ministra Beatrice Lorenzin dall'interrogazione parlamentare presentata dall'On. Donata Lenzi (PD). 

L'interrogazione ricorda che la LILA (Lega Italiana per la lotta all'Aids) e le associazioni Nadir e Plus hanno lanciato un appello alle istituzioni competenti affinché le persone con Hiv siano agevolate nell'accesso al trattamento, chiedendo di inserire la coinfezione Hiv-Epatite C nell'elenco delle condizioni per l'accesso prioritario alle nuove terapie per l'epatite C cronica. "In ragione della maggior progressione della malattia in chi ha l'Hiv - sottolinea l'atto parlamentare - bisogna trattare urgentemente con i nuovi farmaci tutti i pazienti coinfetti HIV/HCV, indipendentemente dal grado di fibrosi, ossia di progressione del danno epatico (quindi anche F0, F1, F2, e non solo, come accade ora, le forme gravissime F4 e, solo talvolta, F3)". L'interrogazione sottolinea come questo sia "insindacabilmente raccomandato nelle più recenti Linee Guida dell'Associazione Europea per lo Studio del Fegato, nonché nel recente aggiornamento delle Linee Guida Italiane sull'utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1 del Ministero della Salute, sezione 'infezione da virus epatitici' ". Infine il documento ribadisce che "nonostante le richieste della Commissione Nazionale Aids, della Consulta delle Associazioni sull'Aids e della SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali), i criteri di priorità al trattamento definiti dalla commissione tecnico-scientifico dell'Aifa in novembre 2014 non hanno tenuto conto di questa situazione. L'Aifa ha, infatti, scelto di non considerare la coinfezione da Hiv/Hcv come criterio che conferisce una via preferenziale per l'accesso ai nuovi farmaci antivirali diretti, ignorando così completamente una categoria di pazienti a rischio vita: le persone con coinfezione Hiv/Hcv".

Nel nostro paese le persone affette da coinfezione Hiv/Hcv accertata sono 33.000, tuttavia si stima che, considerando anche chi non ne è consapevole, il numero salga a 39.000.

L'appello di LILA, Nadir e Plus è scaricabile a questo link

L'interrogazione dell'On. Donata Lenzi è visibile a questo link.