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WAD 2019: “Communities make the difference”
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UNAIDS ha deciso di dedicare il prossimo primo dicembre, giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, (World AIDS Day) al ruolo cruciale svolto dalle community nella risposta all’AIDS e nella difesa dei diritti delle persone che convivono con il virus. “Communities make the difference” è lo slogan scelto quest’anno dal programma ONU per la lotta all’AIDS.

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Lotta ad HIV, Tb e Malaria: Allarme per il calo complessivo delle risorse. A Lione la conferenza di rifinanziamento del Global FUND.
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A Lione si tiene in questi giorni la sesta conferenza triennale di rifinanziamento del Fondo Globale contro HIV, TB e malaria, l’organismo multilaterale più importante al mondo per il contrasto a queste patologie che colpiscono, globalmente, decine di milioni di persone. Significativo il titolo dell'appuntamento: "Decision Time: Step up or slip back", ossia: "E tempo di decidere: passi in avanti o scivolare indietro".

Per garantire gli standard di cura e assistenza fino ad ora assicurati, il Fondo punta a raccogliere per il prossimo triennio almeno 14 miliardi di dollari da parte dei paesi aderenti e dei donatori privati, con l'obiettivo di salvare sedici milioni di vite, evitare 234 milioni di infezioni e sostenere i sistemi sanitari dei paesi più poveri. Fin dalla sua istituzione, nel 2002, il Global Fund, secondo gli ultimissimi dati 2018, ha contribuito a salvare trentadue milioni di vite e limitare la diffusione di HIV, malaria, e tubercolosi. I paesi che ne hanno beneficiato, quasi tutti a basso o bassissimo reddito, sono oltre cento. Sui ventitre milioni di persone con HIV che, nel 2018, in tutto il mondo, risultavano in cura con Antiretrovirali (ART), ben 19 milioni hanno potuto aver accesso a queste terapie salva-vita grazie all’assistenza del Global FUND. Cinque milioni sono state le persone trattate per la tubercolosi mentre per la prevenzione della malaria sono stati distribuiti 131 milioni di dispositivi anti-zanzare.  

Eppure sull’esito della conferenza le incognite non mancano. Forte è l’allarme per la diminuzione complessiva delle risorse a disposizione nel mondo per il contrasto a queste patologie, un calo che si va registrando da qualche anno. L’allarme arriva in primis da UNAIDS che, nel suo rapporto Global Update 2019, segnala un rallentamento generale dei progressi fin qui compiuti nella lotta all’HIV/AIDS: le nuove infezioni e i decessi per AIDS non calano come dovrebbero mentre l’accesso alle cure non segue l’aumento sperato. Tale rallentamento è da collegare, in gran parte, alla drastica riduzione dei finanziamenti per la lotta all’HIV: quasi un miliardo di dollari USA in meno nel solo 2018 con le risorse disponibili precipitate a 19 miliardi di dollari. La dichiarazione politica ONU del 2016 per la fine dell’AIDS ne stimava necessari almeno 26,2 entro il 2020. E’ la prima volta dall’inizio dell’epidemia che si registra un calo nei finanziamenti, peraltro così consistente, un fattore che mette seriamente a rischio il target ONU “90-90-90” da raggiungere entro la fine del prossimo anno. L’allarme per il calo degli impegni finanziari globali ha pesato anche sulla Conferenza ONU di fine settembre sulla Copertura Sanitaria Universale  e viene rilanciato in queste settimane da ONG e società civile di tutto il mondo. Alla vigilia della Conferenza di Lione, un duro attacco è arrivato anche da Medici Senza Frontiere che, nel rapporto “Burden sharing, not burden shifting” , ossia, "Condividere l’onere, non trasferire l’onere”, segnala come la riduzione dei fondi per HIV, TB e malaria stia già mostrando pesanti effetti nei paesi più poveri, ai quali sempre più si chiede di finanziare con fondi propri la risposta contro HIV e TB, costi che non possono sostenere. Il report di MSF si basa su informazioni provenienti da nove paesi in cui l’organizzazione umanitaria gestisce programmi per l’HIV e la TB: Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Eswatini, Guinea, Kenya, Malawi, Mozambico, Myanmar e Zimbabwe. “Dopo un decennio d’investimenti importanti nella lotta all’HIV e alla Tubercolosi che insieme uccidono ogni anno due milioni di persone –documenta MSF-, i fondi hanno subito per la prima volta gravi tagli che stanno già causando ampi gap nella diagnosi, nella prevenzione e nel trattamento di HIV e TB, provocando l’esaurimento delle scorte di farmaci essenziali e minacciando programmi che coinvolgono persone con bisogni specifici e popolazioni-chiave”.

MSF conferma la riduzione di circa un miliardo di fondi per l’HIV mentre il gap dei fondi per i programmi TB ha raggiunto almeno i 3,5 miliardi di dollari. “Ogni giorno le équipe di MSF vedono pazienti soffrire e morire per queste malattie che possono essere trattate -dice il Dott. Ruggero Giuliani, vicepresidente di MSF- L’epidemia da virus HIV può essere tenuta sotto controllo solo se viene garantita una terapia adeguata, ma se il trattamento viene interrotto o non somministrato, l’infezione riprenderà a diffondersi, con un aumento dei contagi, della mortalità, dei fallimenti terapeutici e anche della resistenza ai farmaci, con conseguente aumento del costo delle cure.

L'Italia, nono donatore pubblico al mondo, ha già annunciato, per bocca dello stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che aumenterà il proprio contributo al Global Fund portandolo nei prossimi tre anni da 140 a 161 milioni. 

Copertura sanitaria universale per tutti: l’impegno ONU per l’Agenda 2030. Calano però le risorse per la lotta all’AIDS
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Lo scorso 23 settembre, nel contesto della 74esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, i leader mondiali hanno adottato una dichiarazione politica di rilevanza storica sulla copertura sanitaria universale (UHC): “Si tratta dell'accordo più completo mai raggiunto sulla salute globale -ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres - è un risultato significativo che guiderà i progressi per il prossimo decennio".

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CND- ONU di Vienna: sulle droghe segnali di cambiamento ma nessuna svolta contro il proibizionismo
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Nessuna svolta antiproibizionista, nessuna rottura con il trentennio funesto della “war on drugs” ma cresce lo schieramento dei paesi propenso a voltare pagina nella gestione delle politiche sulle droghe: è la sintesi di quanto emerso nei due appuntamenti ONU svoltisi a Vienna nel Marzo scorso.

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Se l’HIV non è rilevabile, non è trasmissibile. Crescono le adesioni al principio U=U. La LILA: “Subito l’endorsement ufficiale dell’Italia”.
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Cosa significa U=U?

Le persone con HIV che seguono correttamente una terapia Antiretrovirale efficace possono raggiungere un livello di virus presente nel sangue (carica virale) talmente basso da rendere il virus stesso non trasmissibile per via sessuale ad altre persone. In sostanza, le persone con HIV che abbiano una carica virale stabilmente inferiore alle cinquanta copie/ml, opportunamente e costantemente monitorata, non trasmettono il virus nemmeno in caso di mancato uso del profilattico.

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Fast Track City: in Portogallo salgono a dieci le città aderenti alla dichiarazione di Parigi
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Il Portogallo si conferma uno dei paesi più attivi nella risposta all’HIV/AIDS. Dopo Lisbona, Oporto e Cascais, lo scorso 10 ottobre, anche i sindaci di altre sette città lusitane, Almada, Amadora, Lores, Odivelas, Oeiras, Portimão e Sintra, hanno sottoscritto la Dichiarazione di Parigi per sconfiggere l'AIDS nelle città entro il 2030.

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UNAIDS pubblica il rapporto “Know Your Status” e una serie di raccomandazioni per favorire l’accesso al test.
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In occasione dello scorso primo dicembre 2018 UNAIDS ha scelto di porre all’attenzione internazionale il tema del Test per l’HIV e di pubblicare un rapporto dedicato a questo argomento dal titolo: ”Live life positively, Know your HIV status”.  All’origine della scelta l’importanza sempre crescente attribuita alle strategie d’espansione del test per l’HIV come punto d’accesso al sistema delle cure, dell’assistenza e della prevenzione.

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“Conosci il tuo stato”: è la campagna Wad 2018. Dalla testing week al primo dicembre una lunga stagione d’impegno per l’accesso al test HIV
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Il prossimo primo dicembre 2018 la Giornata mondiale contro l'AIDS, indetta dalle agenzie Onu che si occupano del contrasto e del trattamento del virus da HIV, compirà trent’anni. Istituita nel 1988, in occasione del vertice mondiale dei ministri della salute sui programmi per la prevenzione dell'AIDS, da allora, ogni anno, la WAD, (World Aids Day) punta a unire Stati membri e società civile, su obiettivi specifici della lotta all’HIV/Aids.

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La regione europea dell’OMS verso il target “90-90-90”?
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La regione europea dell’OMS è vicina al raggiungimento dell’obiettivo UNAIDS “90-90-90” che, entro il 2020, punta a diagnosticare il 90% di tutti i casi di HIV, ad assicurare almeno al 90% di tutte le persone diagnosticate l’accesso alle terapie ART e a far sì che il 90% di loro raggiunga la soppressione della carica virale. Tale obiettivo è giudicato necessario per conseguire la sconfitta dell’AIDS entro il 2030. Tuttavia, tra i 55 stati in esame si registrano livelli di diagnosi e continuità delle cure molto variabili, motivo per cui gran parte dei paesi della macro-regione sono a sforzi aggiuntivi per centrare il target.

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PrEP subito: dall’OMS anche un APP per incrementarne l’uso
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L’efficacia della PrEP, la Profilassi Pre-Esposizione con l’impiego di farmaci ART (Truvada, tenofovir/emtricitabina) è ormai ampiamente riconosciuta dalla comunità scientifica come un metodo sicuro ed efficace per la prevenzione primaria dell’HIV in persone sieronegative a elevato rischio d’infezione e tutte le agenzie internazionali ne raccomandano una rapida implementazione.

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Dall’UNESCO una nuova guida per il diritto all’educazione sessuale dei più giovani
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L’educazione sessuale dei più giovani è presupposto imprescindibile per la realizzazione di un pieno rispetto dei diritti umani, per l’uguaglianza di genere, per promuovere la salute, il benessere, la realizzazione di sé, per raggiungere entro il 2030 gli obiettivi Onu per uno sviluppo sostenibile. Lo sostiene l’UNESCO nella presentazione di un nuova guida, completa e aggiornata, basata sulle evidenze scientifiche, dedicata all’educazione sessuale o CSE (comprehensive sexuality education).

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Un anno intenso volge al termine, le urgenze dei prossimi mesi
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Cari amici e care amiche, con il primo dicembre alle spalle, e dopo un anno intenso, caratterizzato dalle tante iniziative con cui abbiamo voluto ricordare il trentennale della LILA, crediamo sia giusto tracciare un quadro delle urgenze che dovremo tornare ad affrontare dai prossimi mesi. La prima, quella che ricomprende quasi tutte le altre, riguarda il rispetto, da parte dell’Italia, dei parametri richiesti dall’ONU per essere in linea con l’obiettivo della sconfitta dell’AIDS entro il 2030. Già entro il 2020, dunque entro soli tre anni, il nostro paese dovrebbe centrare il target “90-90-90” e conseguire un rilevante abbattimento delle nuove infezioni. Ebbene, senza un radicale cambio di passo, credo che difficilmente si riuscirà a centrare quest’obiettivo, non senza conseguenze per il diritto alla salute di tutti e tutte. 

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Lo stato dell’HIV/AIDS in Italia: dati, diritti, persone, politiche di salute pubblica per sconfiggere l’HIV/AIDS entro il 2030
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In occasione del World AIDS Day e delle iniziative per il trentennale dell’associazione, lo scorso 28 novembre, LILA Onlus ha presentato a Roma “LILAReport 2017”, un rapporto basato sull’analisi dei circa 12mila contatti censiti, in modo assolutamente anonimo, dai nostri servizi di helpline, dai servizi di testing per l’HIV e nel corso delle attività di prevenzione nelle scuole, esemplificate dal progetto EDUCAIDS svolto da LILA Cagliari.

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Lanciata a Parigi la “Community Paris Declaration per i diritti delle Key-population colpite dall’HIV/AIDS"
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Dalla Conferenza IAS2017 arriva la “Community Paris Declaration”, una dichiarazione volta ad affermare i diritti delle KAP, Key Affected Population, popolazioni- chiave colpite dall’HIV/AIDS. Presentato lo scorso 24 luglio a Parigi, il documento è stato redatto, dopo mesi di lavoro, da community di tutto il mondo. Presupposto base, come affermato nel primo punto del testo, è che “L’HIV/AIDS non avrà termine finché le popolazioni- chiave saranno criminalizzate, discriminate, respinte, arrestate, imprigionate e uccise. Occorre dunque battersi, affinché i diritti delle KAP siano attuati e rispettati da tutte le organizzazioni e governi, globali, regionali o nazionali”. La dichiarazione riafferma ancora una volta come nella lotta all’HIV/AIDS gli aspetti medico-scientifici non possano prescindere da una grande battaglia globale per la dignità e il rispetto dei diritti umani di tutti e tutte, per l’equità sociale, per il diritto alla salute, contro ogni discriminazione, in ogni angolo del mondo, in ogni piega nascosta o rimossa delle nostre organizzazioni sociali. 

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Unaids: giornata mondiale contro le discriminazioni
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La non-discriminazione è un diritto umano. Stati ed individui hanno lo stesso obbligo legale di non stigmatizzare nessuno: in occasione del 1 marzo, giornata mondiale per la lotta ad ogni forma di discriminazione, Unaids chiede a tutte le persone, in tutti i paesi del mondo, di farsi sentire: "Make some noise" per uno mondo “#zerodiscrimination”.  Quest’anno attenzione puntata sull’organizzazione dei servizi sanitari. 

"La discriminazione resta un problema molto diffuso nei sistemi sanitari di tutto il mondo creando una forte barriera all’acceso ai servizi per il trattamento ed il contrasto dell’HIV”. E’ quanto sostiene Unaids che ha deciso di dedicare questo appuntamento del primo marzo, al rilancio dell’ “Agenda for zero discrimination in health care settings”, messa a punto lo scorso anno e considerata uno strumento fondamentale del programma per il raggiungimento degli obiettivi  ONU per uno sviluppo sostenibile (SDG) che puntano a sconfiggere l’Aids entro il 2030.  

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Unaids. Finanziamenti adeguati e azioni immediate per sconfiggere l’epidemia entro il 2030
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Per porre fine all’Aids entro il 2030 è necessario sostenere pienamente gli investimenti per la lotta al virus, rafforzare impegni internazionali, partnership e innovazione, implementare la disponibilità di tutti i servizi, così da permettere ad un numero maggiore di paesi di adottare le strategie più veloci (Fast Track) per raggiungere questo obiettivo. E’ il messaggio che arriva dal 39esimo meeting del Consiglio Unaids, svoltosi a Ginevra dal 6 all’8 dicembre 2016.

Nel discorso d’apertura il direttore esecutivo di Unaids Michel Sidibè ha fatto il punto sull’anno appena concluso definendolo “molto importante” per la lotta all’Aids: l’accesso alle terapie antiretrovirali si è esteso ad oltre 18 milioni di persone nel mondo, un milione in più in soli sei mesi (gennaio-giugno 2016), inclusi 900mila bambini, il doppio degli ultimi 5 anni. Se questi sforzi saranno sostenuti ed incrementati –sostiene il documento finale del meeting- sarà possibile raggiungere nel 2020 la quota di 20 milioni di persone nel mondo con accesso alle terapie. L’incontro ha rilanciato l’obiettivo posto dalla dichiarazione politica del 7 giugno scorso –sconfiggere l’epidemia entro il 2030- e monitorato l’applicazione delle misure necessarie a raggiungerlo.

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L'Europa lotta contro l'Hiv
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Appuntamenti europei per un grande tema: diritti umani e persone che vivono con l'Hiv. Il primo si è tenuto a Bruxelles, alla Commissione Europea, in questi giorni: "Right to health, right to life - High Level Meeting on HIV and Human Rights in the European Union and its neighbouring countries", organizzato da Commissione Europea e UNAIDS, con la partecipazione della community, impegnata nel chiedere il rinnovo dell'impegno europeo sulle politiche di contrasto a Hiv e Aids, in vista della scadenza del piano europeo 2009-2013. Report e impegni futuri.

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Hands up for #HIVprevention: 1 dicembre 2016, al via la campagna UNAIDS
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“Hands up for #Hivprevention” - Su le mani per la prevenzione dell’Hiv-, è il titolo della campagna Unaids per questo 1 dicembre 2016, articolata, per la prima volta, lungo un percorso di 9 settimane. In una sorta di countdown, ciascuna delle settimane che - a partire dallo scorso 3 ottobre - ci hanno portato fino al World Aids Day, è stata dedicata a target specifici di popolazione con i seguenti temi /obiettivo:

condoms, incremento dell’uso e della disponibilità dei preservativi riduzione del danno VMMC, circoncisione maschile volontaria EMTCT prevenzione della trasmissione materno- infantile PREP, profilassi pre- esposizione empowerment femminile monitoraggio della carica virale nelle persone con HIV politiche per le popolazioni maggiormente vulnerabili all’HIV risorse per la prevenzione.

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Il Test in farmacia: vantaggi ed interrogativi
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Nelle scorse settimane gran parte della comunicazione italiana sull’Hiv è stata catalizzata dalla notizia dell’immissione in commercio di un autotest che può essere acquistato in farmacia, un fatto positivo ma le incognite non mancano. Per farne uno strumento efficace, e non solo un’operazione commerciale, servono reti di supporto ed informazioni adeguate. La posizione della Lila sulle migliori pratiche per l’utilizzo di questi prodotti.

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