Le agevolazioni in ambito lavorativo

facebook profilo marioL’infezione da Hiv non dà diritto ad agevolazioni, ma in alcuni casi, qualora le condizioni di salute siano compromesse, è possibile richiedere alcuni benefici previo accertamento sanitario da parte degli organi competenti. Per maggiori informazioni puoi rivolgerti ai servizi sociali, ai patronati sindacali o alle associazioni di volontariato.

Agevolazione per le assunzioni

La legge 68 del 1999 - "Norme per il diritto al lavoro dei disabili" - promuove l’inserimento e l’integrazione delle persone disabili nel mondo del lavoro, attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. La legge si rivolge alle persone disabili in età lavorativa, che abbiano compiuto i 16 anni di età e che non abbiano raggiunto l’età pensionabile, e include diverse tipologie di disagio tra cui quella degli invalidi civili.
Una persona con Hiv/Aids cui sia riconosciuto un grado di invalidità pari o superiore al 46%, fino al 100% purché con residue capacità di lavoro accertate da una commissione medica, può chiedere l’iscrizione alle liste delle categorie protette all’ufficio di collocamento per disabili. Laddove l’inserimento lavorativo non sia immediatamente possibile, gli uffici competenti promuovono azioni di orientamento, formazione e sostegno, d’intesa con altri enti e servizi, per raggiungere l’obiettivo dell’integrazione lavorativa.

Permessi retribuiti

I lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che in quello privato, hanno il diritto di assentarsi dal lavoro con appositi permessi (retribuiti e non retribuiti) in alcuni casi espressamente regolati dalla legge o dalla contrattazione collettiva. Altre opportunità possono derivare da specifiche normative aziendali contenute nei contratti integrativi; per questo è fondamentale, al di là delle specifiche previsioni di legge, verificare se presso l’azienda esistano clausole che integrino la normativa in materia.
Le persone con Hiv, e i genitori o familiari conviventi che assistano una persona in Aids in situazione di gravità, possono fare richiesta dei benefici previsti dalla legge 104/92 – “Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”. Tali benefici comprendono il diritto a dei permessi retribuiti e il diritto di scegliere, laddove sia possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e a non essere trasferiti senza il proprio consenso.

Benefici economici

Possono essere richiesti da chi sia in regola con il versamento dei contributi (per almeno 5 anni, di cui 3 negli ultimi 5). Sono contributi economici erogati dall'INPS, previo accertamento sanitario; l’entità dei contributi è variabile ed è calcolata in base agli anni di contributi versati e alle retribuzioni percepite.
Sono previste due forme di prestazioni:
-    Assegno di invalidità
Nel caso la capacità lavorativa fosse ridotta a meno di un terzo, l'assegno viene riconosciuto per 3 anni e confermato, su domanda, se lo stato invalidante dovesse permanere. Dopo tre riconoscimenti (prima concessione e due conferme) l’assegno viene confermato automaticamente.
L'assegno è compatibile con la prosecuzione dell’attività lavorativa e non è reversibile.
-    Pensione di inabilità
Viene riconosciuta nel caso di assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi mansione. È incompatibile con qualsiasi attività lavorativa dipendente o autonoma ed è reversibile.

(http://www.inps.gov.it)

Invalidità civile

L’invalidità civile si differenzia dagli altri tipi di invalidità per il fatto di non richiedere alcun versamento contributivo. Essa è perciò oggetto di prestazioni solo assistenziali.
Possono presentare domanda per il riconoscimento dell'invalidità civile i cittadini, con età compresa fra i 18 ed i 65 anni, affetti da malattie e menomazioni permanenti e croniche, sia di natura fisica che psichica e intellettiva, non riconducibili a cause di lavoro, di servizio e di guerra.
La pensione di invalidità civile viene riconosciuta, previo accertamento sanitario, a chi abbia un grado di invalidità pari o superiore al 74% e un reddito personale annuo inferiore alla soglia stabilita anno per anno. La pensione di Invalidità Civile viene erogata per tredici mensilità e, in caso di morte del titolare, non è reversibile.
Nel caso venga riconosciuta un’invalidità del 100% e l’impossibilità a deambulare o a compiere i normali atti quotidiani della vita senza l’aiuto di un accompagnatore, è possibile richiedere un'indennità di accompagnamento, erogata indipendentemente dal reddito percepito. A questa prestazione hanno diritto anche gli ultrasessantacinquenni purché non siano ricoverati in Istituti di Cura.

 

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