WAD2014L'andamento dell'epidemia nei 53 paesi della regione Europea e dell'Asia Centrale, è stato presentato a Roma il 27 e 28 novembre durante la conferenza "Fight against HIV/AIDS ten years after the Dublin Declaration: Leaving no One Behind – Ending AIDS in Europe". L'ECDC ha illustrato quale è stata la risposta dei governi dal 2004, anno nel quale è stata adottata la Dichiarazione di Dublino, a oggi.

 



 

WAD2014 - Conferenza
Il tavolo della Conferenza: Raniero Guerra - neo Direttore della Direzione Generale Prevenzione, Beatrice Lorenzin - Ministro della Salute, Vytenis Andriukaitis - neo Commissario alla Salute dell'Unione Europea e Lella Cosmaro - Civil Society Forum e LILA.

...e in Europa?
L'epidemia di HIV nella regione Europea, non mostra segni di rallentamento: nel 2013 sono state riportate più di 29.000 nuove diagnosi e dal 2004, più di 300.000 persone hanno acquisito l'infezione da Hiv. La ragione per la quale non si è visto nessun progresso significativo nella riduzione delle infezioni da Hiv negli ultimi dieci anni è da attribuire alla mancanza di interventi mirati alle Key Populations, "si vede chiaramente che, in Europa, le popolazioni più a rischio di infezione da Hiv non vengono raggiunte da interventi di prevenzione, in particolare i Maschi che fanno Sesso con Maschi", dice l'ECDC. Il sesso tra uomini è ancora la modalità predominante di trasmissione dell'Hiv, e rappresenta il 42% delle infezioni da HIV di nuova diagnosi nel 2013. Il numero di diagnosi in questo gruppo è aumentato del 33% rispetto al 2004: questo è il motivo per cui la prevenzione dell'Hiv tra gli MSM deve essere una pietra miliare dei programmi nazionali in Europa, ha spiegato il direttore dell'ECDC Marc Sprenger, presente a Roma.

Nei paesi dell'Unione Europea (Europa dell'Ovest), negli ultimi 10 anni si rileva un declino della trasmissione per via eterosessuale, attraverso lo scambio di siringhe e nella trasmissione materno fetale, ma si rileva un aumento del 33% tra gli MSM.
Nei paesi dell'Est Europa e dell'Asia Centrale negli ultimi 10 anni, invece, non si sono visti progressi in nessuna popolazione specifica e si è registrato un incremento del 195% nella trasmissione eterosessuale, del 49% attraverso lo scambio di siringhe, del 206% tra MSM, e rimane un 160% per i quali non è determinata l'origine. La scarsa copertura dei programmi di Riduzione del Danno e la criminalizzazione delle popolazioni vulnerabili sono le principali ragioni di questo disastro.
Una questione critica rimane la diagnosi tardiva: il 47% dei nuovi casi di Hiv segnalati sono stati diagnosticati in persone già in Aids. Ciò indica che il test per l'Hiv ha ancora una copertura limitata, soprattutto tra le popolazioni chiave a più alto rischio di infezione. Nell'Est Europa e nell'Asia Centrale rimane bassissima la copertura del trattamento antiretrovirale e, dove disponibile, sono poche le persone che riescono ad arrivare alla soppressione della carica virale.

Quella che ci è stata presentata a Roma è una situazione drammatica che colloca l'Europa dell'Est e i paesi dell'Asia Centrale in una situazione peggiore dell'Africa Subsahariana, dove - negli ultimi 4 anni - importanti progressi sono stati raggiunti e dove l'accesso al trattamento antiretrovirale è aumentato, unica ragione per la quale (anche attraverso la TasP) si è vista una diminuzione delle nuove infezioni, come evidenziato dal Gap Report.

La società Civile presente a Roma ha chiesto a gran voce ai leader europei di mettere fine a questa epidemia, di cambiare le politiche repressive e di stanziare risorse per la lotta contro l'Aids. Senza un impegno massiccio per i prossimi anni l'Europa rischia di rimanere indietro e di non raggiungere l'obiettivo fissato da Unaids: porre fine alla pandemia di AIDS entro il 2030.

A questo link sono disponibili le relazioni presentate nel corso della Conferenza Ministeriale "Fight against HIV/AIDS ten years after the Dublin Declaration: Leaving no One Behind – Ending AIDS in Europe".

 

WAD 2014 - Lorenzin
Il Ministro Lorenzin
all'apertura della Conferenza
 

...e in Italia?
In Italia la situazione è stabile:
come dichiarato dall'ISS, nel 2013 le nuove diagnosi sono state 3.608 ma - come nel resto dell'Europa - si osserva un trend in aumento tra gli MSM. Il numero assoluto delle diagnosi tra gli MSM sono state 1.418 (39,4%), quelle tra gli uomini eterosessuali 935 (26%) e quelle tra le donne eterosessuali 666 (18,5%), quindi in numero assoluto le diagnosi tra MSM sono state di più di quelle riportate tra gli uomini eterosessuali e le donne eterosessuali, considerando separatamente le due modalità.

Inoltre, se consideriamo solo gli italiani, le diagnosi di Hiv tra MSM sono state 1.255 (il 45,9 % dei casi tra gli italiani). Quindi tra gli italiani la modalità di trasmissione più frequente è quella MSM, come affermano i dati riportati nella Tabella 4 del Notiziario ISS.
Altro dato preoccupante è che più della metà delle nuove diagnosi avviene molto tempo dopo l'avvenuta infezione, quando il virus ha gia' iniziato a danneggiare seriamente il sistema immunitario o dopo la comparsa dei primi sintomi.
Anche in Italia, quindi, le soluzioni per interrompere le circa 4.000 nuove infezioni all'anno, sono quelle indicate dall'ECDC: intervenire sulle Key Populations con progetti mirati.

Al Ministro Beatrice Lorenzin, che ha aperto la Conferenza Ministeriale di Roma, chiediamo un presa d'atto dei dati ed un gesto concreto che vada in questa direzione, ma non solo per gli MSM, che sono solo una tra le popolazioni chiave dove prioritarizzare e mirare gli interventi.
Chiediamo interventi per persone che fanno uso di droghe, sex workers e persone detenute: su tutte queste popolazioni chiave, in Italia, non abbiamo dati epidemiologici disponibili e nessun intervento mirato.
Vivere senza l'Hiv è un diritto per uomini, donne e transgender, indipendentemente dal fatto che usino droghe, siano sex worker, siano recluse in carcere o siano migranti. Prevenzione, diagnosi e trattamenti devono essere garantiti anche a loro, proprio per non lasciare nessuno o nessuna indietro - Leaving No One Behind - e per mettere fine alla pandemia di Aids il prima possibile.