Report UNAIDS "Giovani e Hiv: Approccio a tre lenti per la partecipazione giovanile"

Data: luglio 2018
Autore: UNAIDS

Approccio a tre lenti per la partecipazione giovanile:
-Lavorare per i giovani come beneficiari
-Relazionarsi con i giovani come partner
-Sostenere i giovani come leader

Le ragioni del Report

Il mondo è abitato da molti più giovani (di età compresa tra i 15 e 19 anni) ora rispetto a qualsiasi altro momento nella storia. Nel contempo, nel 2015, il mondo si è per la prima volta impegnato con un programma universale per un ambizioso sviluppo sostenibile senza precedenti, che include l’obiettivo 3.3 per fermare l’epidemia di AIDS entro il 2030. Tuttavia la comunità mondiale non riuscirà mai a portare a termine questo progetto se i giovani non saranno pienamente coinvolti e in prima linea. I ragazzi sono il motore più efficiente del cambiamento sociale.

Per porre fine all’AIDS entro il 2030 occorre che siano affrontate in modo efficace alla radice le cause che hanno esposto i giovani al rischio di nuove infezioni: cattive condizioni di salute e decessi collegati all’AIDS, ineguaglianze socioeconomiche e di altro tipo, accesso limitato all’informazione, discriminazione, esclusione e violenza.

Al fine di combattere queste persistenti barriere, sono necessari ulteriori sforzi per sfidare le leggi dannose, le politiche e le pratiche che hanno un impatto negativo sull’accesso dei giovani ai servizi, includendo i requisiti di età e del consenso coniugale, matrimoni precoci e forzati, mancanza di un’educazione sessuale comprensiva/completa, mancanza di servizi per la riduzione del rischio e la criminalizzazione contro le giovani popolazioni chiave. Inoltre, il sostegno alla partecipazione giovanile negli spazi decisionali deve passare dai cambiamenti meramente simbolici ad un coinvolgimento significativo dei giovani, e una partecipazione degli stessi nelle risposte della community deve essere riconosciuto, promosso e adeguatamente finanziato.

La partecipazione e l’inclusione sono un principio essenziale dei diritti umani, e la sostenibilità della lotta all’HIV dipende enormemente dalla nostra capacità di raggiungere le persone più emarginate, compresi i giovani, e di rispondere ai loro bisogni specifici. L’efficacia dei programmi e interventi rivolti ai giovani può essere assicurata solo con la piena partecipazione di questi ultimi nella creazione, monitoraggio e attuazione degli stessi programmi.

Nel 2016 gli Stati Membri hanno adottato la Dichiarazione Politica sull’HIV e AIDS: On the Fast-Track to Accelerate the Fights against HIV and to End the AIDS Epidemic by 2030 - In prima linea per accelerare la lotta all’HIV e per fermare l’epidemia di AIDS entro il 2030. Consapevoli del ruolo essenziale che i giovani esercitano nella risposta all’HIV, questo documento decisivo richiede “investimenti crescenti e continui nel ruolo di leadership e advocacy, nel coinvolgimento e valorizzazione delle persone che vivono, sono a rischio o affette da HIV, comprese le donne e i bambini, tenendo in considerazione il ruolo e le responsabilità dei genitori, dei giovani, in particolare le giovani donne e le adolescenti, i leader locali, le organizzazioni community-based, le comunità indigene e più in generale la società civile, tutti partecipi di un impegno più ampio per garantire che almeno il 6% di tutte le risorse globali per l’AIDS siano assegnate ai facilitatori sociali”. Inoltre, lo stesso documento stabilisce l’impegno degli Stati Membri ad incoraggiare e sostenere “la partecipazione attiva e la leadership dei giovani...nella lotta all’epidemia a livello locale, nazionale, regionale, sub-regionale e globale”.

Questo documento offre una panoramica degli ultimi dati disponibili di UNAIDS sui giovani e l’HIV, che includono nuovi indicatori, riportati per la prima volta, sui requisiti del consenso per accedere ai servizi, a un’educazione sessualità comprensiva e ad una partecipazione giovanile nella lotta all’HIV. Fornisce, inoltre, una precisazione della partecipazione giovanile secondo un approccio a tre lenti: coinvolgendo i giovani come beneficiari, partner e leader, integrati nella lotta all’HIV. Ciò costituisce una raccomandazione per i decisori politici, coloro che si occupano dei programmi, coloro che li mettono in atto e altri stakeholders, con il fine di ambire a una migliore e più grande partecipazione giovanile, mantenere gli impegni della Dichiarazione Politica del 2016 e porre termine all’AIDS entro il 2030.