WAD2017 HIV testingIl diritto alla salute è il tema scelto da UNAIDS per questo World Aids Day 2017,che ispira la consueta campagna abbinata alla giornata mondiale per il contrasto al virus.  Una scelta significativa quella di Unaids che ribadisce il profondo legame esistente tra il pieno rispetto dei diritti umani e della dignità di tutte le persone , la lotta alle discriminazioni e la tutela della salute pubblica, principi ispiratori anche degli obiettivi Onu per uno sviluppo sostenibile.

“Il diritto alla salute implica il diritto di tutti a beneficiare del più alto livello raggiungibile di salute fisica e mentale –spiega Unaids nella presentazione della campagna- come sancito nel Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali del 1966”. In questo rientra anche il pieno diritto delle persone con HIV alla prevenzione, alla cura, alla possibilità di poter decidere sulla propria salute, ad essere trattati con rispetto e dignità senza essere discriminati.“Tutti, indipendentemente da chi siano o da dove vivano devono vedere realizzato il proprio diritto alla salute, collegato a un insieme più ampio di diritti –prosegue UNAIDS- senza garanzie di un accesso alla giustizia, il diritto ad un ambiente pulito, all’istruzione, ad essere liberi dalla violenza, non può essere soddisfatto nemmeno il diritto alla salute”.

 

La sconfitta dell’AIDS e delle minacce che rappresenta per la salute pubblica potrà divenire realtà –conclude UNAIDS- solo se questi diritti verranno posti al centro delle politiche di salute pubblica facendo in modo che l’assistenza sanitaria di qualità possa essere disponibile e accessibile a tutti, senza lasciare indietro nessuno. Per tutti questi motivi quest’anno la campagna di UNAIDS per  il World Aids Day,  #myright tohealth campaign,  si focalizza sul diritto alla salute  con l’obiettivo di sostenere le battaglie che in tutto il mondo le persone devono affrontare per  ottenerne il riconoscimento.

Quasi tutti gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile (SDG),  sottoscritti dai 193 paesi membri dell’ONU nel settembre 2015, inclusa  la sconfitta dell’AIDS entro il 2030, sono legati in larga misura alla piena realizzazione, ovunque e per tutti, del diritto alla salute.  Nel mondo, invece, troppe persone si vedono negato questo diritto, in particolare le persone con HIV, spesso le più emarginate della società: sex workers, gay e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, persone che fanno uso di droghe, prigionieri, migranti.  UNAIDS indica dunque chiaramente le condizioni che evidenziano un mancato rispetto dei diritti umani e le azioni che i governi hanno il dovere di intraprendere per rimuovere le condizioni di discriminazione.  

Il diritto alla salute delle persone con HIV non viene rispettato nei seguenti casi:     

  • Quando viene loro negato l'accesso ai servizi sanitari a causa della loro età, sesso, orientamento sessuale o stato sierologico.
  • Quando viene loro negato l'accesso ai servizi di riduzione del danno.
  • Quando evitano i preservativi per paura di essere criminalizzati/e
  • Quando non conoscono il loro stato di HIV per timore di stigmatizzazione e discriminazioni.

Per garantire il diritto alla salute, è necessario un sistema sanitario basato sui diritti umani, che comprende quattro elementi chiave

  • Accesso: l'assistenza sanitaria deve essere accessibile o gratuita e completa per tutti.
  • Disponibilità: devono esserci infrastrutture e personale sanitario adeguati.
  • Accettabilità: i servizi di assistenza sanitaria devono essere rispettosi, non discriminatori, culturalmente appropriati e trattare tutti con dignità.
  • Qualità: tutta l'assistenza sanitaria deve essere appropriata dal punto di vista medico e di buona qualità.

Gli Stati dovrebbero dunque aderire ai seguenti obblighi fondamentali in materia di diritti umani:

  • Rispettare: astenersi dall'interferire con la capacità di una persona di soddisfare il proprio diritto alla salute.Proteggere : agire per impedire a terzi di interferire con la possibilità di una persona di adempiere al proprio diritto alla salute.
  • Adempiere: adottare appropriate misure legislative, informative,  amministrative, di bilancio, giudiziarie, e di altro tipo per consentire a tutti di realizzare pienamente il loro diritto alla salute e adottare misure per informare attivamente e promuovere l'adempimento del diritto alla salute.

UNAIDS non manca di fornire dati aggiornati sul fenomeno :  “Quando ci sono obiettivi concreti da raggiungere come la sconfitta dell’Aids entro il 2030, è vitale –afferma l’organismo ONU- avere dati attendibili  che consentano di monitorare se il mondo stia rispettando gli impegni presi con la Dichiarazione politica delle Nazioni Unite del 2016 per la sconfitta dell’epidemia”.

Statistiche globali (relative al 2016)

  • 19.5 milioni le persone che nel 2016 hanno avuto accesso alle terapie antiretrovirali, in crescita rispetto ai 17.1 milioni del 2015.
  • 1.8 milioni le nuove infezioni da HIV nel 2016.
  • 1  milione le persone morte per patologie  AIDS-correlate
  • 76.1 milioni le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia
  • 35  le persone decedute per patologie Aids-correlate dall’inizio dell’epidemia People living with HIV

Accesso alle terapie

  • Nel  2016, le persone con HIV in trattamento erano il 53% del totale . Percentuali più basse per i bambini con HIV al di sotto dei 15 anni: tra loro quelli in terapia risultano essere solo il 43%.
  • Nel 2016 circa il 76% delle donne con HIV  in gravidanza ha avuto accesso alle terapie in grado, anche, di prevenire la trasmissione al nascituro.

Nuove infezioni

  • Le nuove infezioni  nel mondo sono state 1,8 milioni, un calo del 16% ma troppo lento per gli obiettivi “Fast Track” approvati dall’Assemblea Generale Onu del 2016 che prevedono un calo globale di 500mila nuove infezioni l’anno.
  • Dal 2010 il numero dei nuovi casi è calato, tra gli adulti, dell’11%
  • Le nuove infezioni tra bambini e ragazzi, sempre dal 2010, sono crollate del  47%.
  • Le morti per patologie AIDS-correlate sono precipitate del  48% rispetto al picco del  2005: un milione nel 2016 rispetto ai quasi due milioni del 2005.