LILA Help Line - Report su sei anni di attività 2008-2013

Titolo: LILA Help Line - Report of six year activity 2008 -2013
Data: dati presentati in occasione di ICAR 2014 (VI Italian Conference on Aids and Retroviruses) - maggio 2014
Autore: Baggiani S (LILA Livorno), Covi AM (LILA Trentino), Ducceschi D (LILA Toscana), Giupponi G (LILA Como), Liberio M (LILA Bari), Messina MG (LILA Catania), Mocci B (LILA Cagliari), Penon S (LILA Milano), Scudiero D (LILA Bologna), Nigro L (LILA Catania).

Le Help Line LILA sono attive da oltre 20 anni, e costituiscono un network diffuso in molte differenti sedi in Italia che operano informando e rispondendo a molte tipologie di richieste: al fine di garantire la massima qualità degli interventi, tutti gli operatori - sia volontari, sia professionisti - vengono sottoposti a continue iniziative di training e formazione.

il report presentato, che si basa sui dati raccolti durante i sei anni di attività che vanno dal 2008 al 2013, si concentra principalmente su tre aspetti: il profilo degli utenti, la natura delle loro chiamate e l'utilità complessiva del servizio delle Help Line LILA.

In particolare, si osserva che il numero delle telefonate aumenta ogni anno, e che queste sono state, nel 2013, quasi 8.000; le persone che telefonano sono in gran parte uomini, mentre una piccola percentuale mai superiore all'1% è composta da transgender.
La maggior parte delle persone che chiama è italiana, e circa il 20% si dichiara HIV positivo, mentre circa il 40% non dichiara spontaneamente il proprio stato sierologico.
Laddove fino al 2010 le domande riguardavano soprattutto tematiche quali prevenzione, periodo finestra, vaccino ed evoluzione dell'infezione, a partire dal 2011 si assiste - specialmente da parte delle PLHIV - ad un aumento delle domande riguardanti i diritti, le relazioni e le terapia.
Le richieste delle persone sieronegative, invece, continuano a riguardare il virus, modalità di prevenzione e trasmissione ed il periodo finestra.

Conclusione: il report sottolinea l'importanza dei centralini, condotti da personale formato nel dare informazioni alle persone e nell'aiutare e motivare ad intraprendere un percorso di empowerment per le PLHIV.
Si auspica inoltre uno sforzo coordinato da parte di enti governativi (sotto forma di finanziamenti) e non governativi (sotto forma di progetti) al fine di consentire la continuazione di tali servizi.