Lila Cagliari foto mosta Dirty 30

Trent’anni di storia raccontati in una mostra celebrativa aperta a Cagliari dal 26 al 29 aprile, per il trentennale della Federazione nazionale Lila, fondata a Milano nel 1987:  “Lila Dirty 30”, questo il nome della mostra, organizzata in collaborazione con l’associazione culturale MayMask,  comprende una vasta mole di materiali grafici e audiovisivi riguardanti oltre 30 anni di lotta al virus, in Italia e nel mondo. In esposizione decine di manifesti riguardanti le numerose campagne di comunicazione realizzate dall’associazione in questi decenni di attività. Prevista inoltre, la proiezione di numerosi video, tra cui diversi inediti, provenienti dagli archivi storici della mediateca e centro studi della sede Lila di Cagliari.

Vogliamo fornire una rappresentazione di cosa Hiv e Aids abbiano significato per l’immaginario collettivo –spiega Arnaldo Pontis, responsabile comunicazione Lila Cagliari, curatore della mostra- e cosa abbiano significato per chi ha dovuto lottare, non soltanto contro il virus ma anche contro l’ignoranza, lo stigma e la discriminazione che hanno spesso colpito le persone con Hiv, complice anche una scorretta informazione da parte delle istituzioni o dei media”.

All'allestimento partecipano anche alcuni studenti coinvolti nel programma “Alternanza Scuola Lila”, in corso di realizzazione con il Liceo Artistico Statale di Cagliari.

 “Lila Dirty 30”, resta aperta dalle 18 di mercoledì 26 aprile fino al 29 aprile, presso il centro culturale polivalente MayMask, in via Giardini 149, Cagliari. Orario: dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20. L’ingresso è gratuito. 

NABALo scorso 9 marzo, presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, si è svolta la proclamazione dei vincitori di un concorso, frutto della stretta collaborazione tra LILA, Fondazione LILA Milano e NABA.

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WAD 2016 - LILA CagliariLILA Cagliari racconta il suo Wad 2016, punto d’arrivo di impegni e progetti attivi per tutto l’anno. Testing week, Report Educaids dedicato ai giovani, LILA Walking sono le iniziative che hanno riscosso un’ampia partecipazione da parte dei cittadini e che hanno avuto ampio risalto sui media locali. A queste iniziative si è aggiunto un evento di respiro internazionale: presentata a Cagliari, per la prima volta in Italia, la serie americana “DIRTY30”, storie di persone con Hiv, in una versione cinematografica curata dal centro studi dell’associazione.

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Formazione LILAIn questi ultimi anni si sono andate affermando nuove importanti strategie cliniche che, come dimostrato da un’ampia documentazione scientifica, permettono di potenziare fortemente le opportunità a nostra disposizione sul fronte della prevenzione e della cura dell’Hiv. Strumenti quali TasP (Treatment as prevention), PrEP e PEP (profilassi Pre e Post Esposizione) stanno evidenziando la possibilità di ridurre, a percentuali vicine allo zero, i rischi di contagio tra una persona con Hiv ed il proprio/ la propria partner. Non a caso, anche Unaids ha incentrato quest’anno la propria campagna di informazione sull’utilizzo di questi trattamenti invitando i paesi membri a sfruttarne al massimo le potenzialità se si vuole raggiungere l’obiettivo della sconfitta dell’Aids per il 2030.

In particolare la TasP, si configura come una risorsa cruciale per fermare la trasmissione del virus dell’Hiv: la terapia antiretrovirale infatti, azzerando la carica virale di Hiv nell’organismo, riduce drasticamente il rischio di trasmissione dell’infezione sia per via sessuale che ematica ed assume un alto valore di prevenzione.

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convegno hiv lavoro cagliariLunedì 30 maggio, presso la Camera Lavoro della Cgil di Cagliari, si è svolto un importante convegno e dibattito sulla campagna contro le discriminazioni dei lavoratori positivi all’Hiv lanciata in Sardegna lo scorso 1° maggio da Lila Cagliari e dalla Cgil sarda.
La campagna “Hiv e Lavoro”, ha visto il coinvolgimento di tutti i rappresentanti e delegati della CGIL nell’Isola ed ha permesso di raggiungere con una comunicazione diretta gli oltre 50mila lavoratori iscritti al sindacato per illustrare loro i propri diritti e la necessità di tutelarsi verso qualsiasi abuso o forma di discriminazione nei luoghi di lavoro possa riguardare l’eventuale condizione di positività all’hiv. Il varo di questa campagna informativa ha fatto seguito alle segnalazioni sempre più frequenti di richiesta indiscriminata del test hiv che giungono da diversi datori di lavoro.

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Al Luisa Guidotti Hospital di Mutoko, vengono consegnati pacchi spesa mensili alle donne incinte che prenotano il parto già dal secondo mese di gravidanza, effettuano i controlli periodici e portano il partner a fare il test. Il risultato è che nessuno dei bambini nati nell'ospedale da allora ha il virus. Grazie al progetto “Suzy Costanzo” finanziato con il 5x1000 a Lila Catania. Che vorrebbe estendere l’attività a tutte le persone in trattamento antiretrovirale.

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coppia Hiv

"Sono sempre più frequenti le richieste di consulenza psicologica da parte di partner di persone con Hiv a Lila Milano, che dal 1998 svolge un servizio di ascolto e supporto oggi finanziato principalmente con il 5X1000. Abbiamo aiutato Aldo, uomo con Hiv che per alcuni mesi ha partecipato alla terapia di gruppo, ma anche la sua attuale compagna Lucia, che ha chiesto una consulenza sui temi dell'intimità e della sessualità.

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Lila CopyE’ partita nel capoluogo sardo il 1° maggio la campagna "Fermiamo l'Hiv, non le persone con l'Hiv" promossa da Cgil – Ufficio Nuovi Diritti e LILA di Cagliari, per la tutela dei diritti e della lotta alla discriminazione nei luoghi i lavoro. A circa 50.000 iscritti e a 1800 delegati della Cgil sarà inviata una lettera che informa sulla normativa relativa alla somministrazione del test ai dipendenti.

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nigroLuciano Nigro, presidente di Lila Catania, ha una lunga esperienza come infettivologo e docente di malattie infettive per l’Università del capoluogo siciliano. In pensione da maggio, continua a lavorare come responsabile di un progetto sanitario in Zimbabwe. Sulla modalità di concessione dei nuovi farmaci antivirali diretti contro l'Epatite C osserva: "Si registra un precedente pericoloso, per la prima volta non è il medico che decide di trattare secondo scienza coscienza, ma un desk di Aifa che non ha contatto diretto con i pazienti”. E sulla possibilità di curare con i farmaci generici indiani obietta: “In Africa li uso perché garantiti dal governo, ma in Italia nessuna istituzione assicura che siano di qualità”

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LILA Catania

Dalla stazione centrale alla chiesa della comunità nigeriana ai centri Sprar: si sono tenuti nelle zone della città più frequentare dagli immigrati gli incontri informativi e la distribuzione di condom e femidom previsti dal progetto finanziato dalla Chiesa Valdese, che ha permesso di contattare in un anno circa 1000 persone.

"Abbiamo fatto esperienze importanti di conoscenza delle comunità straniere che vivono nella nostra città": Maria Grazia Messina, volontaria di LILA Catania e coordinatrice del progetto "Solidarietà senza Frontiere", co-finanziato dall'ottopermille della Tavola Valdese, parla con entusiasmo delle attività svolte per facilitare l'accesso ai servizi di salute e prevenzione dei migranti che vivono nella città siciliana. "In un anno abbiamo tenuto 9 incontri di educazione sanitaria e sessuale all'interno degli Sprar – i centri di accoglienza per Richiedenti Asilo e Rifugiati - e due volte abbiamo persino parlato nella chiesa evangelica nigeriana - spiega Messina – che a Catania si trova in un garage". La volontaria di Lila Catania racconta come particolarmente coinvolgente l'incontro avvenuto dopo la lettura del vangelo domenicale, animata da canti e balli della comunità dell'Africa occidentale: "Insieme al medico della LILA abbiamo parlato di salute e prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse a circa 40 persone e, alla fine, dopo una discussione stimolata dalle domande dei presenti, abbiamo distribuito preservativi e femidom".

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