Senza la CResa pubblica una lettera-appello al governo e ai vertici dell’Aifa da parte della neo costituita rete “Senza la C”, network di 6 associazioni impegnate nella difesa dei diritti delle persone affette da HCV e nella prevenzione del virus.

“Eliminare le barriere d’accesso ai farmaci disponibili, garantire la cura a tutti i malati, fermare l’esodo che porta tanti a curarsi all’estero”: queste le richieste di Aned (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto), Epac (Pazienti con epatite e malattie del fegato), FedEmo (Federazione Associazioni Emofilici), L'Isola di Arran (Associazione impegnata nella lotta all'emarginazione legata alla droga), Nadir (Pazienti con HIV) e Plus (Persone LGBT Sieropositive), unite nella rete “Senza la C”, evoluzione di una comune campagna di sensibilizzazione sui temi del virus lanciata dalle 6 realtà fin dal 2014. Nella lettera si plaude all’istituzione in Legge di Bilancio di un fondo dedicato ai farmaci anti-HCV ma si chiede anche di rivedere i parametri che limitano l’accesso ai nuovi farmaci solo ai malati gravi. A sostegno dell’appello è schierata anche la Simit, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.

Con il miliardo e mezzo di fondi stanziati ed una ri-negoziazione del prezzo dei trattamenti, il ministero della Salute punta ad aumentare da 30mila a 50mila il numero di persone curate ogni anno. Un tale obiettivo, unito ad una revisione dei criteri di accesso alle cure, potrebbe, secondo le associazioni, far cadere le limitazioni esistenti ed assicurare un pieno e più efficace sfruttamento delle risorse disponibili. Tutto ciò in sintonia con gli obiettivi globali Onu e Oms di far accedere ai trattamenti antiretrovirali almeno 8 milioni di persone nel mondo entro il 2020 e di ridurre entro il 2030 le infezioni del 90% e i decessi del 65%.

L’arrivo in Italia del primo farmaco innovativo anti-HCV, in grado di eradicare il virus, risale a circa due anni fa. Ad oggi sono disponibili diverse opportunità terapeutiche ma gli elevati costi dei farmaci hanno portato le istituzioni a limitarne l’utilizzo ai soli casi più gravi. “Ora –è l’appello delle associazioni- è tempo di garantire cure certe a tutti i malati, come prevede la costituzione”.


Ai seguenti link sono disponibili:
- il testo della lettera-appello, cliccando qui.
- il comunicato stampa della lettera-appello, cliccando qui.