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Nasce LILANEWS, testata sul mondo Aids: l'accesso ai farmaci anti Epatite C al centro della prima inchiesta
(Comunicati Stampa 2016)

Il nuovo sito www.lilanews.it affiancherà il portale della LILA con notizie e approfondimenti. Si parte con un'indagine sull'accesso alle nuove cure contro l'Epatite C che denuncia casi di epatocarcinomi dopo le terapie, episodi di re-infezione e ostacoli burocratici alla prescrizione dei farmaci, mentre i medicinali generici indiani funzionano, ma la mancanza di indicazioni ufficiali sul loro uso mette in difficoltà i medici.

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Brevetti: la presidenza olandese affronterà il tema dell’accesso ai farmaci
(Trattamenti)

Data: giugno 2015Titolo: Beat the AIDS epidemic - Press for fair prices and better access to medicines.Autori: Artsen Zonder Grenzen e Aids Fonds.

La LILA ha aderito alla petizione "Beat the Aids Epidemic" promossa dalle ong Aids Fonds e MSF Olanda che è stata accolta dal parlamento del paese che guiderà l'Ue nel primo semestre del 2016: chiediamo un'azione concreta sui costi e la disponibilità delle cure contro l'Hiv, "correggendo" l'attuale sistema di proprietà intellettuale sui medicinali.

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Big pharma, i colossi farmaceutici che strozzano il Sud del mondo
(Trattamenti)

Data: 27 novembre 2005Autore: Mauro Guarinieri (Global Network People With Live HIV AIDS)

Articolo pubblicato nella settimana che precede il 1 dicembre 2005 nell' inserto "Queer" supplemento culturale di Liberazione. Tratta di accesso alle cure e brevetti sugli antivirali e Sud del mondo.

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A BOLOGNA percentuali di guarigioni più alte tra i coinfetti
(medici)

Intervista a Lorenzo Badia, infettivologo dell'ospedale S. Orsola di Bologna

Il Policlinico universitario S. Orsola Malpighi è l'unica struttura sanitaria che a Bologna tratta le persone con coinfezione Hiv e Epatite C con i medicinali antivirali diretti anti Hcv. Secondo i dati raccolti nel 2015 sono state trattate circa 700 persone con Epatite C di cui 70 avevano anche l'Hiv. Tra le persone Hiv positive solo una non ha risposto positivamente al trattamento (0,7%) mentre il tasso di mancata guarigione con le nuove terapie tra i monoinfetti risulta molto superiore, attorno al 12%. Nella sostanza il 99,3% dei coinfetti trattati con i nuovi farmaci sono guariti, mentre le guarigioni dei monoinfetti si fermano all'88%. Lorenzo Badia, infettivologo del reparto malattie infettive dell'ospedale bolognese, evidenzia come alcuni dei pazienti più critici si sono aggravati dopo la terapia. Il S. Orsola offre un servizio per verificare l'affidabilità dei farmaci generici provenienti da Egitto o India: l’analisi del sangue del paziente per vedere se il principio attivo è in circolo. 

 

Quante sono le persone con Epatite C e Hiv seguite dal S. Orsola?Come reparto malattie infettive seguiamo circa 5-600 persone con coinfezione Hiv e Hcv: rappresentano la metà delle 1200-1300 persone con Hiv che abbiamo in terapia. Questo anche perché siamo l'unico ospedale di Bologna in cui i coinfetti possono fare i nuovi trattamenti contro Epatite C. Proprio per la questione dell'assunzione del farmaco l'anno scorso c’è stato uno spostamento di persone con coinfezione dall'ospedale Maggiore verso l’ospedale S. Orsola. Complessivamente in tutti i reparti dell’ospedale S. Orsola sono in carico circa 3000 persone con Epatite C.

 

Quali sono stati i risultati dei nuovi trattamenti?Nel 2015 in tutto l’ospedale, sono state trattate circa 700 persone con Epatite C di cui 70 con coinfezione Hiv Hcv. Tra le persone coinfette la risposta positiva al trattamento è stata molto alta (99,3,7%), in quanto solo in un caso non c'è stata la guarigione, mentre il tasso di guarigione tra i monoinfetti è risultato dell'88% circa. 

 

Vi sono stati casi di persone con una malattia epatica così avanzata da rispondere negativamente al trattamento?E’ un tema ancora molto dibattuto, sia dal punto di vista scientifico che da quello relativo all’opportunità della cura. C’è la percezione, abbastanza diffusa in chi si occupa di fegato, che esista un livello di gravità della malattia oltre il quale anche se diamo la terapia, le probabilità che le funzioni del fegato riprendano sono molto poche, per non dire nulle. Dove sia questo punto di non ritorno, e quanto sia questa probabilità di non ritorno, 90, 95 o 100% questo ancora non è chiaro. Ma la percezione che non bisogna aspettare troppo, questa c’è ed è chiara. Noi abbiamo avuto due casi di pazienti cui il trattamento ha peggiorato la funzione epatica. Entrambi sono stati ricoverati, uno – coinfetto – poi è guarito, mentre l'altro è deceduto. Ancora non possiamo però dire se questo è sarebbe successo comunque - perché era la storia naturale della sua malattia - o se il trattamento in abbia acutizzato dei meccanismi infiammatori. Oggi l’orientamento è che questo tipo di paziente viene trattato se c’è un percorso di trapianto. Perché portarlo al trapianto senza il virus è un’enorme vantaggio. La speranza è comunque che con gli anni ne vedremo sempre di meno di questo tipo di pazienti, perché se i pazienti vengono trattati prima, non dovrebbero arrivare a questa fase. Vi sono stati poi altri pazienti gravi che hanno continuato la progressione della malattia nonostante la terapia e alcuni sono andati a trapianto. In generale, nella maggior parte dei pazienti più gravi, la terapia non cambia molto il loro decorso.

 

Cosa rispondete a persone che acquistano autonomamente farmaci indiani?Ho parecchi pazienti che si stanno informando, però finora non abbiamo seguito nessuno con i farmaci generici. Quando i pazienti mi parlano di eventuale acquisto gli dico di farsi i conti, dipende da che sacrificio economico rappresenta per loro l’acquisto del farmaco. Se il loro danno epatico è lieve non vale la pena fare un debito, ma non scoraggio di per sé questo acquisto. I farmaci indiani dovrebbero essere sicuri, soprattutto quelli prodotti direttamente dalla Gilead attraverso gli accordi con ditte locali. Ho più dubbi su chi si informa per acquistare su internet, anche se so che ci sono diversi siti in cui acquistarli. Ad ogni modo se il paziente ha dei dubbi sul fatto che ci sia davvero il farmaco nelle compresse che sta prendendo, gli possiamo fare un prelievo per verificare che in circolo c’è il farmaco. Siamo attrezzati per offrire questo servizio, che finora facciamo per valutare come va la concentrazione del farmaco. Quindi sull’efficacia possiamo fare questo tipo di controllo. Sulla sicurezza speriamo che questi farmaci generici siano sicuri.

Nuovi farmaci: "Secondo la Wto, il nostro paese ha gli strumenti per garantirli a tutti"
(altro)

Nicoletta Dentico, vicepresidente dell'Osservatorio italiano sulla salute globale e co-direttrice del think con sede a Ginevra Health Innovation in Practice è stata direttrice di Medici Senza Frontiere Italia e consulente dell'Oms nei primi anni 2000, nel pieno delle battaglie per l'accesso dei paesi poveri ai medicinali anti Aids. Sui trattamenti innovativi contro l'Epatite C dice: "La speculazione finanziaria li ha allontanati dalla loro finalità e dai malati", ma "grazie alla battaglie condotte in passato per l'accesso alle terapie antiretrovirali nei paesi in via di sviluppo, oggi anche gli stati avanzati come l’Italia hanno gli strumenti per offrirli a tutti i pazienti".

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In Parlamento si discute di trasparenza sui prezzi dei farmaci
(altro)

"Il governo dica no alla secretazione dei prezzi dei farmaci, usata con i nuovi trattamenti contro l'Epatite C": lo chiedono due risoluzioni presentate in commissione affari sociali della Camera a firma di M5S e PD, che saranno votate nei prossimi giorni. Nel corso del dibattito parlamentare sul tema, iniziato a giugno, sia il presidente dell'autorità Antrust che il direttore dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri si sono schierati a favore della trasparenza.

 

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costi segreti, stime sorprendenti: il farmaco ha un prezzo
(altro)

Al momento, il costo finale dei farmaci antivirali diretti è ufficialmente sconosciuto agli stessi medici che li prescrivono, poiché l'accordo tra l'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) e le aziende produttrici prevede una clausola di riservatezza, necessaria, secondo quanto ha recentemente affermato il direttore dell'agenzia Luca Pani, per ottenere un prezzo più conveniente dalle aziende, a beneficio del sistema sanitario nazionale.

 

Abbiamo comunque deciso di pubblicare uno schema dei prezzi relativi ai diversi trattamenti con per la cura dell'Epatite C cronica - che variano in base ai 6 genotipi virali della malattia - elaborato dal dottor Francesco Benanti (infettivologo dell'ospedale Garibaldi Nesima di Catania) sulla base di informazioni da lui ottenute dagli informatori delle singole aziende produttrici.

Accanto a ciascuno schema di terapia abbiamo messo in evidenza il costo che, secondo quanto riferito, attualmente pagato dal servizio sanitario nazionale per ogni paziente trattato. Il prezzo è indipendente dalla durata del trattamento e quindi dal numero di confezioni di farmaco consumate. Nei prezzi indicati di seguito sono stati considerati sia gli sconti applicati alle aziende ospedaliere, sia i rimborsi previsti in regime di pay-back - per quanto riguarda l'azienda Abbvie - e quelli ottenuti con il meccanismo dello “sconto prezzo-volume” concordato con l'azienda Gilead, secondo il quale il prezzo del farmaco diminuisce con l'aumentare del numero di trattamenti acquistati. In base a questo accordo il prezzo della cura diminuisce con il superamento di determinati numeri di trattamenti acquistati. Il prezzo che di seguito indichiamo è relativo alla data del 20 febbraio 2016.

 

A tutti i trattamenti senza interferone si può aggiungere la ribavirina il cui costo incide da 84 a 168 euro a secondo della durata del trattamento.

 

1)      Viekirax+Exviera: 23.000 euro (ABBVIE) 2)      Harvoni : 18.500 euro (GILEAD) 3)      Sovaldi+Olysio: 17.000+10.000=27.000 euro (GILEAD+JANSSEN) 4)      Sovaldi+Daklinza: 17.000+17.500= 37.500 euro (GILEAD+BMS) 5)      Interferone pegilato +Ribavirina+Olysio: 2.500 (può’ leggermente variare a secondo del dosaggio)+168+10.000= 12.668 euro Questo ultimo è uno schema di trattamento con interferone ed è l'unico rimborsato per pazienti con fibrosi F0-F2, nel caso in cui abbiano malattie extra-epatiche correlate all'Epatite C. E' applicabile solo ai genotipi 1 e 4.

 

Colpisce che il prezzo del 5° trattamento, quello con con Olysio e Interferone – medicinale che provoca gravi effetti collaterali – risulti di poco inferiore (meno di 6000 euro) al costo dell'Harvoni e comunque, in media non molto meno costoso delle altre combinazioni di farmaci che invece permettono al paziente di condurre una vita normale durante tutta la terapia. Il trattamento con Interferone è l'unico che viene offerto anche ai malati di epatite C con fibrosi F2 (fegato non in cirrosi), nel caso in cui abbiano altre malattie extra-epatiche ma provocate dall'Epatite C e il genotipo 1 o 4 della malattia. A tutti gli altri viene sempre offerta solo la vecchia terapia con Interferone e Ribavirina.

UNA RINNOVATA MISSIONE l'editoriale di massimo oldrini
(editoriale)

 

 

L’attivismo oggi ha bisogno di svilupparsi su nuovi percorsi perché nuove e scottanti sono le sfide, specie nell’ambito Hiv/Aids. Mai come in questo inizio del nuovo millennio la sfida della salute pubblica si è intrecciata così fortemente alle questioni di macroeconomia, di statistica, di opportunità politica. Se da un lato i successi scientifici hanno fortemente influenzato il corso di epidemie e pandemie (la rivoluzione dei farmaci antiretrovirali ne è la prova evidente), dall’altro i costi sociali delle terapie, in uno scenario di forte contrazione dell’economia occidentale, hanno generato percorsi che chi fa attivismo deve verificare, controllare, indagare con massimo scrupolo e senza preconcetti. Con questo obiettivo abbiamo ridisegnato il nostro portale informativo, gli abbiamo dato una veste giornalistica investendo in risorse umane e professionali per provare a raccontare quello che succede in modo autentico, raccogliendo le esperienze del mondo scientifico e sanitario insieme a quelle delle persone che si trovano in condizione di aver bisogno di terapie.

Ed è nata LILANEWS, una testata che si dedicherà, già a partire da questo numero, a darvi il conto tempestivo di ciò che accade nel nostro ambito di attivismo e al contempo a generare INCHIESTE di più ampio respiro. Ad esempio in questo primo caso ci occupiamo de IL FARMACO NEGATO. Ci occupiamo dunque di quel farmaco che forse, dopo le terapie antiretrovirali, è uno dei più grandi successi della farmacologia: la molecola per la cura e l’eradicazione dell’Epatite C. L’Epatite C è stata sempre una malattia preoccupante per il mondo Hiv/Aids. Le stime parlano chiaro: i casi di coinfezione Hiv/Epatite C non sono pochi e non sono in diminuzione, anzi. Così la nuova cura apre scenari entusiasmanti. Ma non per tutti. Infatti se le stime parlano chiaro, noi siamo convinti che stimare davvero il fenomeno sia quasi impossibile. Dalla nostra inchiesta sembra che i dati, quelli reali, siano affidati solo al numero dei farmaci distribuiti dalle strutture sanitarie. Il resto, per ammissione degli stessi medici, è una nebulosa statistica presuntiva che punta al ribasso e non vede il sommerso. E allora, puntando a caso sullo stivale, non dimenticando le isole, siamo andati a capire come IL FARMACO NEGATO sia più negato nelle strutture sanitarie di alcune zone a dispetto di altre e generi maggiori timori in alcuni clinici a dispetto di altri.

 

Questo perché il nostro paese ha deciso di NON TRATTARE tutti i malati, ma di stilare una classifica di accesso nella quale, ad esempio, la coinfezione Hiv/Epatite C non costituisce la garanzia di trattamento automatico, come quasi tutti i clinici intervistati vorrebbe. Ciò perché trattare indiscriminatamente farebbe saltare l’economia dello Stato, dicono. Ed in effetti il trattamento dell’Epatite C, commercializzato dall’azienda americana GILEAD, è molto costoso. Così è stata stilata una classifica di gravità per permetterne la prescrizione. Un doloroso TU SI’, TU NO. Chi ha la fortuna di rientrare nel SI’  ha accesso alla cura ma è sfortunatamente già molto grave, mentre chi è nello spazio del NO deve solo aspettarsi di diventarlo senza nessun discrimine. Tutto questo è davvero insopportabile, specie perché si dimentica che l’Epatite C è una malattia altamente infettiva e dunque non curare equivale a tenere aperto un serbatoio di infezione che in alcuni ambiti è evidentemente un problema sociale.

 

Indagando nelle pieghe del sistema, la nostra inchiesta ne ha scoperte delle belle: chi ha i soldi può facilmente acquistare la terapia da sé, a prezzi di mercato, basta andare nel vicinissimo STATO del VATICANO. Ma c’è anche chi con duemila euro o poco più accede ai farmaci generici provenienti da paesi come l’India che ormai imperversano in tutta Europa illegalmente. Farmaci che funzionano e che spesso i clinici si trovano nei loro studi portati dai pazienti, uniti alla richiesta di essere testimoni e complici di un trattamento “improprio”. Ecco l’altro SI’ e l’altro NO: alcuni acconsentono a seguire ugualmente la cura con le pillole “portate da casa”, alcuni no, qualcuno lo fa non di buon grado. Poi abbiamo registrato i disagi dei medici per la quantità di burocrazia nella gestione e nella concessione di questa terapia, un processo che li riduce indegnamente al ruolo di passacarte. E infine abbiamo verificato i costi delle terapie, scoprendo che quelle che ancora ammettono l'uso dell’interferone, in fondo tanto più economiche non sono.

Su tutto pesano gli incomprensibili silenzi della Gilead che non spiega e non risponde, come se la questione non meritasse approfondimenti. Da parte nostra come sempre solleviamo questioni e liberi pensieri, convinti che per rintracciare un futuro migliore si debba conoscere e partecipare a scelte tutt’altro che scontate.

 

Allora buona lettura e grazie di cuore a quelli che hanno accettato di rispondere diffondendo sapere a tutti e per tutti, senza sì e senza no.

 

Massimo Oldrini è il Presidente della Lega Italiana per la Lotta all'Aids

io, salvata dai farmaci indiani
(apertura)

Margherita ha 56 anni e da 20 convive con l'Epatite C. Negli ultimi mesi la sua viremia ha cominciato a salire vertiginosamente. “Avevo pensato di fare un mutuo da 90mila euro per curarmi prima che mi venisse un carcinoma poi ho saputo della possibilità dei generici prodotti in India e con l'aiuto di un parente che lavora lì ho acquistato il Sovaldi per sei mesi a 1.800 euro”. Ci ha detto di non aver alcun timore della contraffazione dei farmaci “perché sono gli stessi venduti nelle farmacie per gli indiani e autorizzati da Gilead” e “dopo tre mesi di terapia la viremia ora è soppressa”. E ci ha raccomandato: “Spero che possiate far conoscere ad altri come me questa possibilità, perchè oggi sono una persona più felice”.

 

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EpatiteC: in Portogallo 1501 persone con Hiv trattate con i nuovi farmaci
(notizie)

Sono 1501 le persone con coinfezione curate con i farmaci innovativi in Portogallo dal 2014 ad oggi. Circa 600 di queste avevano un livello di fibrosi basso, tra F0 e F2. L'accordo siglato per la fornitura di Sofosbuvir e Harvoni prevede il pagamento condizionato alla guarigione e l'applicazione del meccanismo prezzo-volume. Si stima siano stati così risparmiati 89.242 anni di vita e 413 milioni di euro per il futuro.

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