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Hiv e diritti nel mondo del lavoro
(Vivere con l'Hiv)
Qualsiasi sia il lavoro, l’Hiv non conta!

La Costituzione italiana, leggi nazionali e norme internazionali tutelano il diritto al lavoro da ogni forma di discriminazione, anche per motivi di salute e per l’Hiv. Eppure ignoranza e pregiudizi ostacolano ancora questo diritto. Conosciamo i nostri diritti, combattiamo ignoranza e pregiudizi!

 

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Richiesta di Test Hiv sul luogo di lavoro
(Diritti e mondo del Lavoro)

Sono diverse le segnalazioni fatte alla Lila da parte di persone con Hiv in cerca di lavoro, alle quali è stato richiesto, tra la lista degli esami comuni da fare, anche il test dell'Hiv. Conoscere lo stato sierologico dei propri dipendenti e delle proprie dipendenti non ha alcun senso al fine della tutela della salute. La richiesta del test è vietata dalla legge ma è una pratica diffusa, non giustificata da rischi reali ma dettata da ignoranza e pregiudizi. Proviamo a fare chiarezza su questa situazione anomala.

 

Aspetti giuridico-normativi

Lo Statuto dei lavoratori vieta tassativamente al datore di lavoro di compiere direttamente accertamenti sullo stato di salute del lavoratore. Al dipendente o alla persona in considerazione per un’assunzione, il datore può soltanto richiedere, per alcune mansioni, una attestazione di idoneità.La Legge 135/90 vieta espressamente al datore di lavoro lo svolgimento di indagini volte ad accertare lo stato di sieropositività all’Hiv.L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO o OIL) – l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la giustizia sociale e i diritti nel mondo del lavoro – ribadisce che non vi devono essere discriminazioni in base alla reale o presunta positività all’Hiv e che a nessun lavoratore deve essere richiesto di effettuare il test Hiv o di rilevare il proprio stato sierologico.

Costituzione, art. 32La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Statuto dei lavoratori, L. 300/70 art. 5 (Accertamenti sanitari)

Sono vietati accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente.Il controllo delle assenze per infermità può essere effettuato soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lo richieda.Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare la idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico.

L. 135/90, art. 5 (Accertamento dell’infezione)

3. Nessuno può essere sottoposto, senza il suo consenso, ad analisi tendenti ad accertare l'infezione da HIVse non per motivi di necessità clinica nel suo interesse. Sono consentite analisi di accertamento di infezione da HIV, nell'ambito di programmi epidemiologici, soltanto quando i campioni da analizzare siano stati resianonimi con assoluta impossibilità di pervenire alla identificazione delle persone interessate.5. L'accertata infezione da HIV non può costituire motivo di discriminazione, in particolare per l'iscrizione alla scuola, per lo svolgimento di attività sportive, per l'accesso o il mantenimento di posti di lavoro.

L. 135/90, art. 6 (Divieti per i datori di lavoro)

1. È vietato ai datori di lavoro, pubblici e privati, lo svolgimento di indagini volte ad accertare nei dipendenti o in persone prese in considerazione per l'instaurazione di un rapporto di lavoro l'esistenza di uno stato disieropositività.

Organizzazione Internazionale del Lavoro, Raccomandazione 200 del 2010

III – Principi generalic) non deve esservi discriminazione o stigmatizzazione dei lavoratori, in particolare nei confronti delle persone che sono in cerca di lavoro o presentano domanda d’impiego, in base alla loro reale o presunta sieropositività, o in quanto provenienti da regioni o appartenenti a fasce di popolazione considerate maggiormente esposte o vulnerabili all’infezione da HIV;i) a nessun lavoratore deve essere richiesto di effettuare il test HIV o rivelare il proprio stato sierologico;

 

Perché non ha senso richiedere il test Hiv

In ambito lavorativo non c’è rischio specifico di trasmissione del virus Hiv. Laddove sussistano dei rischi professionali, la legge già prevede l’obbligo per il datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei propri dipendenti (ad esempio guanti e mascherina per gli operatori sanitari). L’adozione di precauzioni a carattere universale tutela tutti i lavoratori da ogni genere di rischio connesso all’attività lavorativa; non si tratta quindi di misure specifiche per l’Hiv da adottare solo in presenza di persone con Hiv. Per questo è irrilevante conoscere lo stato sierologico di un dipendente o di un collega.

 

E allora perché il test viene richiesto?

In base al principio generale per cui il diritto di ciascuno trova un limite nel diritto degli altri, nel 1994, con la  sentenza 218, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’art. 5 comma 3 della L.135/90 nella parte in cui esclude accertamenti relativi all’Hiv, laddove possano esserci attività che comportino rischi per la salute di terzi. La Corte Costituzionale ha dunque affidato al legislatore il compito di individuare queste attività, ma a distanza di anni non esiste ancora questo elenco di mansioni.Questo vuoto legislativo ha aperto nei fatti la possibilità che il datore di lavoro possa agire in modo arbitrario richiedendo il test Hiv a sua discrezione.

 

Facciamo chiarezza!

I Ministeri della Salute e del Lavoro hanno emanato nel 2013 una circolare per rispondere ufficialmente alle numerose richieste di chiarimento in merito alla legittimità di richiedere il test Hiv ai lavoratori.In questa circolare si sottolinea che l’Hiv non si trasmette attraverso il contatto occasionale e che la presenza sul luogo di lavoro di persone con Hiv non è un rischio per la sicurezza; viene inoltre ricordato che, laddove sussista un rischio professionale, vi è l’obbligo di adottare precauzioni di carattere universale. Il test Hiv non può dunque essere richiesto indiscriminatamente a tutti i lavoratori.Eventuali norme specifiche di settore, che richiedano l’accertamento della negatività all’Hiv come condizione di idoneità ad uno specifico servizio (ad esempio presso le forze militari), devono essere motivate da una effettiva condizione di rischio nei confronti di terzi. Per evitare possibili abusi, tale rischio deve essere verificabile, avvalorato dalle conoscenze scientifiche più avanzate e valutato caso per caso anche in relazione alla qualifica professionale e alle condizioni di salute del singolo lavoratore. In tutti i casi vi è l’obbligo di fornire al lavoratore adeguate informazioni sul significato degli accertamenti sanitari e di ottenere il suo consenso al test Hiv.

 

Introduzione

Brochure in formato Pdf

Richiesta di Test Hiv sul luogo di lavoro

Aspetti giuridico-normativiPerché non ha senso richiedere il test HivE allora perché il test viene richiesto?Facciamo chiarezza!

Situazioni particolari sul lavoro

Drug test e interazione con i farmaci antiretroviraliViaggi e soggiorni per lavoro all’esteroTest Hiv in ambito militare

Licenziamento, trasferimento e cambio mansioni

Disciplina del licenziamentoTrasferimenti o cambi di mansione

Le agevolazioni in ambito lavorativo

Agevolazione per le assunzioniPermessi retribuitiBenefici economiciInvalidità civile

Discriminazioni: cosa puoi fare

Discriminazioni: cosa puoi fare

Licenziamento, trasferimento e cambio di mansioni
(Diritti e mondo del Lavoro)
Disciplina del licenziamento

La disciplina dei licenziamenti è uguale per tutti i lavoratori, a prescindere dallo stato sierologico: nessun lavoratore può essere licenziato senza un valido motivo e senza che gli sia concesso un periodo di preavviso, durante il quale dovrà continuare a percepire la retribuzione.

Casi di licenziamento illegittimo

 Il licenziamento basato su ragioni discriminatorie (siano esse per razza, sesso, opinioni politiche o stato sierologico) o su qualsiasi altra violazione dello Statuto dei Lavoratori è nei fatti nullo. Qualora il licenziamento non sia motivato da una giusta causa o da un giustificato motivo, il licenziamento è annullabile.

Assenze per malattia e potere di licenziamento

Il lavoratore affetto da patologie correlate all’infezione da Hiv tali da impedirgli lo svolgimento dell’attività lavorativa, al pari di qualsiasi lavoratore, non può essere licenziato durante la malattia se non dopo che sia decorso il termine massimo previsto dai singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (c.d. periodo di comporto).

Trasferimenti o cambi di mansione

Come previsto per ogni altro lavoratore, anche il lavoratore con Hiv/Aids non può essere trasferito se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative o produttive. In tutti i casi il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a mansioni equivalenti, senza alcuna diminuzione della retribuzione.

Perdita dell’idoneità

La perdita dell’idoneità alle mansioni da parte del lavoratore con Hiv/Aids può comportare il licenziamento solo a condizione che questi non possa essere impiegato in mansioni equivalenti oppure, qualora ne faccia richiesta lo stesso lavoratore, in mansioni di qualifica inferiore.

 

Introduzione

Brochure in formato Pdf

Richiesta di Test Hiv sul luogo di lavoro

Aspetti giuridico-normativiPerché non ha senso richiedere il test HivE allora perché il test viene richiesto?Facciamo chiarezza!

Situazioni particolari sul lavoro

Drug test e interazione con i farmaci antiretroviraliViaggi e soggiorni per lavoro all’esteroTest Hiv in ambito militare

Licenziamento, trasferimento e cambio mansioni

Disciplina del licenziamentoTrasferimenti o cambi di mansione

Le agevolazioni in ambito lavorativo

Agevolazione per le assunzioniPermessi retribuitiBenefici economiciInvalidità civile

Discriminazioni: cosa puoi fare

Discriminazioni: cosa puoi fare

Primo Maggio di lotta contro l'Hiv e la discriminazione sul lavoro
(Comunicati Stampa 2014)

Le iniziative della Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids: nuova campagna e un convegno su Hiv e mondo del lavoro

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Da vittima a colpevole. Solo perché sieropositiva.
(Comunicati Stampa 2013)

In merito alla giovane ragazza rumena con Hiv arrestata a Bologna per "tutela della salute pubblica".

Como, 30 agosto 2013. A Bologna una giovanissima ragazza rumena denuncia di essere coinvolta in un giro di sfruttamento della prostituzione alle forze dell'ordine. Che nel corso delle indagini scoprono tramite alcune intercettazioni telefoniche che la ragazza potrebbe avere l'Hiv e accetterebbe di avere coi clienti rapporti senza preservativo. La ragazza viene arrestata.

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Convegno "Qualsiasi sia il lavoro l'Hiv non conta!"
(Lila dice)

Data: Giovedì 15 maggio 2014Autori: Convegno promosso da Lila con il patrocinio di CittadinanzattivaInterventi di Alessandra Cerioli, Cristina Perone, Alessandro Gaeta, Giovanni Guaraldi, Maria Teresa Bressi, Massimo Oldrini, Roberta Di Maggio, Giancarlo Marano, Teresa Petrangolini, Donata Lenzi.

Convegno su Hiv e Diritti nel Mondo del LavoroRoma - Palazzo S. Maria in Aquiro, Senato della Repubblica.

Un convegno per discutere di Hiv e mondo del lavoro, con l'obiettivo di fare il punto sulle leggi, la realtà dei fatti e la vita dei lavoratori che vivono con l'Hiv. Con i relatori della Lila, ne hanno discusso altri rappresentanti della società civile, operatori della ricerca, dei media, e membri delle istituzioni: si è parlato di aspetti legali, clinici, sociali, politici, a partire dal caso esemplare del ministero della Difesa, che accetta solo persone "Hiv negative". Oggi, a differenza degli anni ‘90, l’Hiv fa forse meno paura ma lo stigma è ancora presente e la Lila continua a ricevere numerose segnalazioni da parte di persone che vivono con l’Hiv e che, in molti casi, denunciano discriminazioni subite nel mondo del lavoro. Accanto ad alcuni casi eclatanti di richieste di test Hiv negativo per accedere ad un bando o per ottenere un lavoro, di lavoratori e lavoratrici licenziati, trasferiti, destinati ad altre mansioni del tutto illegittimamente, c’è un sommerso molto più vasto, fatto di discriminazioni più “sottili” e nascoste che spesso vengono taciute da chi le subisce.

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Hiv/Aids e Forze Armate - La lettera della LILA e la risposta del Ministero della Difesa
(Lila dice)

Data: 10 settembre 2013Autore: LILALa lettera inviata da LILA Onlus al Ministero della Difesa il 10 settembre 2013, in cui vengono richiesti chiarimenti circa la somministrazione del test Hiv ai componenti delle forze armate, e circa le conseguenze per i militari in caso di positività al test. A seguire, la risposta del Ministero della Difesa.

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Hiv e media. Breve guida per gli operatori dell'informazione
(Lila dice)

Data: 1 dicembre 2012Autore: Lila

La LILA offre questo strumento di lavoro agli operatori dei media, il cui ruolo è fondamentale nel veicolare le giuste informazioni su Hiv e Aids. Non un insieme di regole, ma una “cassetta degli attrezzi” utile ad affrontare un argomento che attraversa ogni aspetto del vivere civile: sanitario, economico, sociale, che solo in Italia interessa la vita di decine di migliaia di persone. Nella lotta contro Hiv/Aids i giornalisti sono compagni di strada, in tutto il mondo.

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V Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi
(Droghe)

Data: giugno 2014Autore: La società della ragione Onlus, Forum Droghe, Antigone, CNCA, con l'adesione di CGIL, Comunità di San Benedetto al Porto, Gruppo Abele, Itaca, ITARDD, LILA Onlus, Magistratura Democratica e Unione delle Camere Penali ItalianeCon la sentenza della Corte Costituzionale del 12 febbraio 2014, la legge Fini-Giovanardi è stata abolita e si è tornati alla legge del 1990, con le modifiche introdotte nel 1993 dal referendum popolare e quelle del decreto Lorenzin.Il V Libro Bianco offre una valutazione finale sui risultati dell'inasprimento repressivo introdotto nel 2006 dall'allora governo Berlusconi. Una valutazione preziosa per pianificare una riforma organica della legislazione antidroga.

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La Legge 68 del 1999 - "Norme per il diritto al lavoro dei disabili"
(Diritti)

Data: 12 marzo 1999Autore: Parlamento Italiano

La legge 68 del 1999 - "Norme per il diritto al lavoro dei disabili" - promuove l’inserimento e l’integrazione delle persone disabili nel mondo del lavoro, attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. La legge si rivolge alle persone disabili in età lavorativa, che abbiano compiuto i 16 anni di età e che non abbiano raggiunto l’età pensionabile, e include diverse tipologie di disagio tra cui quella degli invalidi civili. Una persona con Hiv/Aids cui sia riconosciuto un grado di invalidità pari o superiore al 46%, fino al 100% purché con residue capacità di lavoro accertate da una commissione medica, può chiedere l’iscrizione alle liste delle categorie protette all’ufficio di collocamento per disabili. Laddove l’inserimento lavorativo non sia immediatamente possibile, gli uffici competenti promuovono azioni di orientamento, formazione e sostegno, d’intesa con altri enti e servizi, per raggiungere l’obiettivo dell’integrazione lavorativa.

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La Legge 104 del 1992 - "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate"
(Diritti)

Data: 5 febbraio 1992Autore: Parlamento Italiano

Le persone con Hiv, e i genitori o familiari conviventi che assistano una persona in Aids in situazione di gravità, possono fare richiesta dei benefici previsti dalla legge 104/92 – “Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”. Tali benefici comprendono il diritto a dei permessi retribuiti e il diritto di scegliere, laddove sia possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e a non essere trasferiti senza il proprio consenso.

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La Legge 135 del 1990
(Diritti)

Data: 5 giugno 1990Autore: Parlamento Italiano

Legge del 5 giugno 1990, n. 135 "Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS".Un passo importante per contrastare la diffusione delle infezioni da HIV, assicurare l'idonea assistenza alle persone affette da AIDS e tutelare i diritti della persone HIV positive in Italia.

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Carcere tra passato e presente
(Diritti)

Data: 15 giugno 2013Autore: Massimo Oldrini - Presidente LILA Milano Onlus - Responsabile Area Riduzione del Danno LILA Nazionale - Coordinamento LILA Nazionale Dall'emergenza Aids dei primi anni '80 ad oggi, il tema HIV e Carcere è sempre stato presente all'interno della Federazione LILA. Presenti all'interno delle carceri con i progetti, attivi sul piano politico istituzionale.Azioni a contrasto di proposte di legge e circolari per obbligatorietà del test in carcere e altre battaglie. Una sintesi del nostro impegno 25ennale sul tema.

Slide della relazione presentata a Nocera Terinese in occasione della Formazione Nazionale LILA "Riduzione del Danno alle Sbarre", dedicata alle iniziative di Harm Reduction in Carcere.

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Il carcere oggi - dal Ministero di Grazia e Giustizia a quello della Salute
(Diritti)

Data: 15 giugno 2013Autore: Giancarlo Condoleo - Coordinamento Nazionale LILA Onlus - Presidente di LILA Lazio dal 2000 al 2004. Partecipa alla Consulta per i problemi penitenziari del Comune di Roma

La Riforma, che ha avuto concepimento nel 1999 ad opera del Ministro Bindi, prevede il passaggio della competenza sulla salute dei detenuti dalla Sanità Penitenziaria, gestita dal Ministero della Giustizia, al Servizio Sanitario Nazionale - Regioni, Aziende Sanitarie e Autonomie locali - per garantire a tutti i detenuti e le detenute il diritto alla salute e alla cura nella stessa misura è qualità di cui usufruiscono tutte le persone libere.Che impatto ha avuto sulle persone con HIV detenute?

Slide della relazione presentata a Nocera Terinese in occasione della Formazione Nazionale LILA "Riduzione del Danno alle Sbarre", dedicata alle iniziative di Harm Reduction in Carcere.

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Dichiarazione di Oslo sulla Criminalizzazione in Hiv
(Nel mondo)

Data: 13 febbraio 2012Autore: Società civile internazionale.A Oslo, in Norvegia, alla vigilia della Consultazione Politica di Alto Livello sulla Scienza e il Diritto della Criminalizzazione della Non-rivelazione, Esposizione e Trasmissione dell'HIV (High Level Policy Consultation on the Science and Law of the Criminalisation of HIV Non-disclosure, Exposure and Transmission) convocata dal Governo della Norvegia e dal Programma delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS (UNAIDS), un gruppo di individui e organizzazioni della società civile di tutto il mondo, preoccupati dall'uso inappropriato ed eccessivo della legge criminale per giudicare e punire persone che vivono con l'HIV per comportamenti che in ogni altra circostanza sarebbero considerati legali, si rivolgono a Ministri della Salute e della Giustizia e agli altri decisori politici di rilievo nonché agli attori del sistema giuridico.

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Advancing HIV Justice
(Nel mondo)

Data: Giugno 2013Autore: HIV Justice Network e GNP+ (Global Network of People Living with HIV

Un documento sulla stato dell'arte delle azioni della società civile contro le leggi che criminalizzano l'esposizione e la trasmissione dell'HIV

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Ending overly broad criminalisation of HiV non-disclosure, exposure and transmission: critical scientific, medical and legal considerations
(Nel mondo)

Titolo: Porre fine all'estesa criminalizzazione per chi non rivela il proprio stato sierologico di persona affetta da Hiv, dell'esposizione dei propri partner al virus e della sua trasmissione: considerazioni scientifiche, medico legali e giuridiche.Data: Maggio 2013Autore: UNAIDS - Joint United Nations Programme on HIV/AIDS

Documento che segue il Policy brief on criminalisation of HIV transmission, stilato nel 2008 dall'UNAIDS e dall'UNDP - United Nations Development Programme. Linee guida per governi, politici, forze dell'ordine e società civile, incluse le persone che vivono con l'HIV, con l'obiettivo di limitare e porre fine alla troppo ampia applicazione delle leggi penali in materia di HIV.

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Arriva il Piano Nazionale di interventi contro HIV e AIDS. La LILA: “Documento innovativo e da attuare subito” ma i nodi sono quelli delle risorse e degli adeguamenti normativi
(notizie)

L’Italia si è finalmente dotata di un Piano Nazionale di Interventi contro HIV e AIDS. Il documento, valido per il triennio 2017-2019, è stato appena inviato dal ministero della Salute alle Regioni per essere esaminato in sede di Conferenza. Si tratta di un piano innovativo nel merito e nel metodo: i nodi finora irrisolti dell’informazione, della prevenzione innovativa, dell’accesso al test HIV e ai trattamenti, del mantenimento in cura, della TasP, della lotta allo stigma e alle discriminazioni, sono affrontati con chiarezza, in un’ottica scientifica e di attenzione alle priorità di salute pubblica e dei singoli. Gli obiettivi aderiscono a quelli indicati dalle principali agenzie internazionali, UNAIDS, OMS, ECDC, che puntano a debellare l’Aids entro il 2030 attraverso un drastico calo delle nuove infezioni tra adulti e l’attuazione del principio “90-90-90”.

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Appello delle associazioni contro il decreto Minniti sulla sicurezza nelle città: violati i diritti degli ultimi
(notizie)

“Un decreto pericoloso, inefficace, contrario a qualsiasi principio di solidarietà sociale, lesivo dei diritti dei cittadini più deboli, che criminalizza gli ultimi invece di sostenerli. Il Parlamento lo respinga”: è quanto sostiene e chiede l’appello, promosso da una gruppo di organizzazioni e di cittadini, contro il cosiddetto decreto Minniti dello scorso febbraio, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città. Tra i Promotori anche la LILA che rilancia a tutti e a tutte l’invito a sottoscriverlo e a diffonderlo 

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Unaids: giornata mondiale contro le discriminazioni
(notizie)

La non-discriminazione è un diritto umano. Stati ed individui hanno lo stesso obbligo legale di non stigmatizzare nessuno: in occasione del 1 marzo, giornata mondiale per la lotta ad ogni forma di discriminazione, Unaids chiede a tutte le persone, in tutti i paesi del mondo, di farsi sentire: "Make some noise" per uno mondo “#zerodiscrimination”.  Quest’anno attenzione puntata sull’organizzazione dei servizi sanitari. 

"La discriminazione resta un problema molto diffuso nei sistemi sanitari di tutto il mondo creando una forte barriera all’acceso ai servizi per il trattamento ed il contrasto dell’HIV”. E’ quanto sostiene Unaids che ha deciso di dedicare questo appuntamento del primo marzo, al rilancio dell’ “Agenda for zero discrimination in health care settings”, messa a punto lo scorso anno e considerata uno strumento fondamentale del programma per il raggiungimento degli obiettivi  ONU per uno sviluppo sostenibile (SDG) che puntano a sconfiggere l’Aids entro il 2030.  

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