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Puglia: il nuovo sistema di esenzione mette a rischio la privacy delle persone con HIV e c’è chi rinuncia a curarsi. CAMA LILA prepara un esposto
(dalle sedi)

CAMA LILA di Bari è pronta a inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Bari e al Garante della privacy per denunciare il nuovo sistema di esenzioni per patologie croniche e invalidanti adottato dalla Regione Puglia, sistema che espone le persone con HIV a gravi violazioni della riservatezza. Lanciato un appello: "inviateci le vostre segnalazioni". 

Il nuovo iter burocratico prevede che le esenzioni per malattie croniche (un diritto garantito dal DM 329/1999) siano chieste dai medici di base cui fa capo il paziente con l’emissione di un certificato indicante la patologia per la quale si fa la richiesta. Lo stesso paziente dovrà quindi presentare il certificato del medico alla ASL competente che rilascerà il corrispondente codice d’esenzione per farmaci, esami specialistici, prestazioni. I dati sensibili della persona sono così esposti a più passaggi di mano senza rispetto alcuno per la loro privacy.

“Da qualche tempo giungono presso il nostro centralino continue segnalazioni di violazione della privacy da parte di persone con HIV della Puglia e della Basilicata, soprattutto quelle residenti in piccoli comuni –spiega Angela Calluso, Presidente di CAMA LILA- Alcuni smettono di curarsi, di sottoporsi a visite mediche e a controlli specialistici, poiché, durante l’iter di accesso al diritto di esenzione per patologia, si trovano a dover esporre il proprio stato sierologico sia ai propri medici di famiglia, che, in alcuni casi, non hanno mantenuto il segreto professionale, sia agli uffici competenti delle varie ASL dislocate sul territorio”. Altre persone hanno inoltre segnalato, sempre all’Helpline di Bari, che sulle richieste mediche, e/o su certificati sanitari stampati compare a chiare lettere l’acronimo HIV, in aperta violazione della Legge 135 del 1990.

Peppino Longo, vicepresidente del Consiglio Regionale, ha assicurato che si attiverà quanto prima affinché i problemi segnalati dal CAMA-LILA possano essere affrontati e risolti.

LILA invita intanto chiunque si sia imbattuto in questo tipo di problemi a segnalarli alla sede di Bari, anche in maniera anonima (bastano le sole iniziali del nome e cognome e la data di nascita). Se è possibile, va allegata anche l’eventuale documentazione, priva dei propri dati personali, che possa indicare l’avvenuta violazione della privacy. Tutte le vostre testimonianze e/o documentazioni andranno a corredare l’Esposto denuncia. Le segnalazioni possono essere inviate per lettera a questo indirizzo: C.A.M.A. – Via Castromediano, 66 – 70100 BARI, o attraverso mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

A Lecce parte il progetto "Io come Te, percorsi di introspezione sociale contro la violenza”. In rete il volontariato. C’è anche la LILA.
(dalle sedi)

Razzismo, violenza di genere e omofobia, bullismo, criminalizzazione delle diversità, pregiudizi, ostilità verso ogni politica d’inclusione: la qualità delle nostre relazioni sociali e interpersonali rischia, a tutti i livelli, una brusca involuzione, come le cronache documentano ormai quotidianamente. Si tratta di fenomeni, frutto, spesso, dell’aumentata fragilità sociale, dell’abbandono di percorsi educativi in grado di incidere sulla formazione dei più giovani, della fine di tante esperienze di elaborazione e partecipazione collettiva dal basso, di risposte politiche di cattiva qualità. Per questo a Lecce parte in questi giorni il progetto "Io come te - Percorso di introspezione sociale contro la violenza", volto a promuovere una società sempre più orientata al rispetto delle differenze e al contrasto del pregiudizio e delle dinamiche di violenza e sopruso.

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HIV e lavoro, una strada lunga e difficile
(dalle sedi)

Lunedì 30 maggio, presso la Camera Lavoro della Cgil di Cagliari, si è svolto un importante convegno e dibattito sulla campagna contro le discriminazioni dei lavoratori positivi all’Hiv lanciata in Sardegna lo scorso 1° maggio da Lila Cagliari e dalla Cgil sarda. La campagna “Hiv e Lavoro”, ha visto il coinvolgimento di tutti i rappresentanti e delegati della CGIL nell’Isola ed ha permesso di raggiungere con una comunicazione diretta gli oltre 50mila lavoratori iscritti al sindacato per illustrare loro i propri diritti e la necessità di tutelarsi verso qualsiasi abuso o forma di discriminazione nei luoghi di lavoro possa riguardare l’eventuale condizione di positività all’hiv. Il varo di questa campagna informativa ha fatto seguito alle segnalazioni sempre più frequenti di richiesta indiscriminata del test hiv che giungono da diversi datori di lavoro.

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Fermiamo l’Hiv, non le persone con Hiv: Cgil con Lila Cagliari contro le discriminazioni
(dalle sedi)

E’ partita nel capoluogo sardo il 1° maggio la campagna "Fermiamo l'Hiv, non le persone con l'Hiv" promossa da Cgil – Ufficio Nuovi Diritti e LILA di Cagliari, per la tutela dei diritti e della lotta alla discriminazione nei luoghi i lavoro. A circa 50.000 iscritti e a 1800 delegati della Cgil sarà inviata una lettera che informa sulla normativa relativa alla somministrazione del test ai dipendenti.

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LILA Catania | Il diritto alla salute è senza frontiere
(dalle sedi)

Dalla stazione centrale alla chiesa della comunità nigeriana ai centri Sprar: si sono tenuti nelle zone della città più frequentare dagli immigrati gli incontri informativi e la distribuzione di condom e femidom previsti dal progetto finanziato dalla Chiesa Valdese, che ha permesso di contattare in un anno circa 1000 persone.

"Abbiamo fatto esperienze importanti di conoscenza delle comunità straniere che vivono nella nostra città": Maria Grazia Messina, volontaria di LILA Catania e coordinatrice del progetto "Solidarietà senza Frontiere", co-finanziato dall'ottopermille della Tavola Valdese, parla con entusiasmo delle attività svolte per facilitare l'accesso ai servizi di salute e prevenzione dei migranti che vivono nella città siciliana. "In un anno abbiamo tenuto 9 incontri di educazione sanitaria e sessuale all'interno degli Sprar – i centri di accoglienza per Richiedenti Asilo e Rifugiati - e due volte abbiamo persino parlato nella chiesa evangelica nigeriana - spiega Messina – che a Catania si trova in un garage". La volontaria di Lila Catania racconta come particolarmente coinvolgente l'incontro avvenuto dopo la lettura del vangelo domenicale, animata da canti e balli della comunità dell'Africa occidentale: "Insieme al medico della LILA abbiamo parlato di salute e prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse a circa 40 persone e, alla fine, dopo una discussione stimolata dalle domande dei presenti, abbiamo distribuito preservativi e femidom".

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