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10152 Torino
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INFO AIDS 
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Cos'è il test
Il test consiste in un normale prelievo di sangue che, analizzato,
diagnostica la presenza o meno dell'infezione da Hiv.
È articolato in due livelli: l'Elisa, test
di I livello, cui segue, in caso di esito positivo o dubbio, il
Western Blot (wb), di II livello o di conferma,
l'unico in grado di conferire la totale certezza del risultato.
Il test serve a rilevare la presenza nel sangue degli anticorpi
anti-Hiv, che si sviluppano solo se la persona che fa il test è
venuta in contatto con il virus.
Il risultato del test è positivo se si riscontra la presenza
di anticorpi contro il virus (sieropositività all'Hiv), è
negativo quando nel sangue non vi è traccia degli anticorpi
(sieronegatività all'Hiv).
Devi sapere che il periodo di formazione degli anticorpi anti-Hiv
può variare da un minimo di qualche settimana fino a 3 mesi
dopo che si è venuti a contatto col virus.
Questo arco di tempo è chiamato periodo finestra.
Ciò significa che una persona, pur risultando negativa al
test in quanto non ha ancora sviluppato gli anticorpi, può
avere già contratto l'infezione e quindi può trasmettere
ad altri il virus.
Ripeti dunque il test dopo che sia trascorso il periodo finestra.
Il test per l'Hiv Elisa verifica solo la presenza o meno degli anticorpi
al virus, ma non da nessuna informazione sullo stato di salute e
sul sistema immunitario.
Oggi esistono test combinati che oltre a cercare gli anticorpi rilevano contemporaneamente la
presenza di una particolare proteina, l'antigene P24, che compare e aumenta di molto già dopo pochi
giorni l'avvenuto contatto. Non è un tipo di esame oggi molto diffuso, circa 1/3 dei centri italiani
effettua lo screening con questa metodica. Per questo tipo di test, il periodo finestra si ruduce
ulteriormente sino a 4/6 settimane.
Il test non ha valore di prevenzione: qualsiasi
sia l'esito, i comportamenti da adottare sono gli stessi (rapporti
sessuali sicuri e non utilizzare in comune oggetti taglienti e siringhe).
Accesso al test
Puoi effettuare il test per l'Hiv, in forma gratuita,
presso le Unità Operative Aids delle Asl e
presso Centri e Reparti di Malattie Infettive..
Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura:
generalmente non è richiesta l'impegnativa del medico di
base e basta presentarsi direttamente presso le Unità Opertative.
In alcune strutture è necessario invece prenotarsi.
Il test è volontario
Non puoi essere sottoposto, senza il tuo consenso, ad analisi
tendenti ad accertare l'infezione da Hiv, se non per motivi
di necessità clinica nei tuoi interessi.
Il test è assolutamente volontario e, perché venga
eseguito, è necessario il tuo consenso esplicito, dopo esser
stato informato delle caratteristiche del test (che cos'è,
come funziona, che cosa significa seriopositività, cosa vuol
dire invece Aids).
Anche in caso di ricovero ospedaliero il test non può essere
effettuato a tua insaputa, ma solo con il tuo consenso scritto.
Può capitare infatti che al momento di un ricovero tu sottoscriva
un foglio in cui affermi di accettare tutti i trattamenti ai quali
verrai sottoposto, ma questo non avrà valore legale se per
ciascuno dei trattamenti, e quindi anche per il test, non sia stata
data una specifica autorizzazione.
La decisione di fare il test è solo tua:
prendi il tempo che ti occorre per affrontarlo serenamente. Sappi
che una diagnosi precoce potrebbe consentirti più scelta
nel valutare un percorso terapeutico.
La tutela dell'anonimato e
della riservatezza
Quando decidi di fare il test hai il diritto di chiedere che sia
garantita la tutela della tua privacy.
I servizi preposti effettuano il test in forma anonima o in forma
riservata o confidenziale.
Test anonimo: quando non viene richiesto alcun
documento personale, ma viene utilizzato un codice criptato per
la tua identificazione.
Test riservato o confidenziale: al momento dell'effettuazione o
del ritiro dei risultati, è necessario che tu esibisca agli
operatori un documento identificativo.
Per tutti i tuoi dati anagrafici (nome, cognome, sesso, data di
nascita, comune di residenza e indirizzo completo) che verranno
richiesti al momento del test, sia nei laboratori pubblici che privati,
il personale sanitario è vincolato dal segreto professionale
e d'ufficio e deve adottare tutte le misure di sicurezza necessarie
a garantirne la massima riservatezza.
La tua identità ed ogni informazione riguardante l'esecuzione
ed il risultato dell'esame non possono essere in nessun caso divulgate.
La comunicazione dei risultati
Il momento della comunicazione del risultato del test è sicuramente
tra i più delicati.
È dunque compito di chi comunica il risultato fornire un
adeguato sostegno psicologico.
Il counselling si effettua generalmente sia prima
che dopo il test e mira tra l'altro a comprendere se sei stato realmente
esposto a rischio di infezione e ad informarti correttamente sui
comportamenti sicuri.
Il risultato dovrà essere consegnato esclusivamente
a te che hai effettuato il test e la comunicazione non
deve avvenire mai per lettera o per telefono.
Puoi eventualmente autorizzare il medico a riferire ad altre persone
da te indicate il risultato. Questa autorizzazione deve essere data
sempre per iscritto.
Domande & Risposte
Quanto costa il
test?
Il test, nelle strutture pubbliche, è del tutto gratuito.
È possibile che il test
venga effettuato senza il mio consenso?
Assolutamente no, il test è volontario ed è comunque
necessario il tuo consenso esplicito ed informato. È possibile
soltanto nel caso di persona incapace di intendere e volere per
la quale sia applicabile il Trattamento Sanitario Obbligatorio (Tso).
Il Tso è regolato dalla legge ed è disposto dal Sindaco
su proposta motivata di un medico ed è diretto alla cura
e alla prevenzione di malattie.
Il test può
essere disposto a fini sperimentali?
Assolutamente no, inoltre non può neanche essere basato su
motivi e finalità politiche, razziali o comunque estranei
alla cura di malattie nel tuo interesse e della colletività.
Cosa prevede la
legge nel caso in cui io sia minorenne e decida di fare il test?
In questo caso la legge prevede che il consenso sia a carico dei
tuoi genitori o di chi esercita la patria potestà. Se desideri
comunque, e con motivate cause, non comunicare ai genitori la decisione
di fare il test, la prassi é quella di prendere in considerazione
la tua richiesta se hai più di 14 anni. Se dopo attento colloquio
verrà effettuato il test, questa decisione sarà comunicata
con le motivazioni al Tribunale dei minorenni. Se hai più di 16 anni in alcuni centri puoi
effettuare il test senza problemi. Se sei minorenne
e sposato, non hai bisogno del consenso di altri per effettuare
il test.
Il datore di lavoro può
chiedemi di sottopormi al test?
No, ciò è vietato dalla legge, così come ogni
altro accertamento sul tuo stato di salute.
Lila
Helpline - Giorno per giorno,
i numeri Lila che puoi chiamare per ricevere informazioni,
ascolto e orientamento ai servizi,
nel rispetto dell'anonimato. |
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